L'Inter ha un nuovo vicino di casa, che gli "ruba" la spesa
C'è un detto nel calcio che recita: "Scegli i tuoi nemici con cura, perché finirai per assomigliare loro". Il Como, in questa finestra di mercato, sembra aver preso questa massima alla lettera, trasformando la propria campagna acquisti in un'ossessione speculare a quella dell'Inter.
Da una parte una società in Lombardia si adopera per impedire che l’Inter prenda un suo giocatore e un’altra vada su tutti i suoi obiettivi, con una capacità di spesa persino superiore.
L’Atalanta per due stagioni, con Percassi che ha emancipato una sua prerogativa, ha già fatto mosse che hanno danneggiato le operazioni del club. Considerato che nel mercato non ci sono regole, le strette di mano non hanno più valore e le relazioni devono restare buone, nonostante tutto, è sufficiente comprendere chi sono gli interlocutori, regolandosi per il futuro.
Tuttavia è il Como ora a rappresentare un vero problema. La società lariana, rinnovata nei propositi e nella potenza di fuoco, dopo aver ottenuto una storica qualificazione in Champions League, ha deciso di giocarsi le sue carte al tavolo dei grandi, e lo sta facendo con una modalità che ha dell'incredibile: andando a colpire sistematicamente gli stessi obiettivi dell'Inter.
Dopo il "caso" Nico Paz, risoltosi con l'acquisto del talento argentino per 60 milioni di euro direttamente dal Real Madrid, e il duello ancora in corso per il difensore del Chelsea Trevoh Chalobah, l'ultimo capitolo di questa sfida a distanza si scrive sul nome di Anan Khalaili. Secondo quanto riportato da fonti belghe, il Como avrebbe presentato all'Union Saint-Gilloise un'offerta da 27 milioni di euro per l'esterno offensivo arabo-israeliano, un profilo che l'Inter aveva individuato come priorità assoluta per la corsia destra dopo il mancato arrivo di Marco Palestra.
Un'offerta che si avvicina pericolosamente alla richiesta di 30 milioni del club belga, mettendo forte pressione sulla dirigenza nerazzurra, che ha fatto un’offerta ufficiale ritenuta non ancora sufficiente. Ora dovrà esserci un rilancio.
Ma come mai il Como ha scelto proprio l'Inter come avversaria di riferimento in questa sessione di mercato? La risposta è più articolata di un semplice "dispetto" e affonda le radici in una rivalità che è culturale, prima ancora che sportiva.
Da una parte, c'è l'evidente ambizione di una proprietà, quella dei fratelli Hartono, tra le più ricche al mondo, che non intende più limitarsi a un ruolo di comparsa. Il Como vuole sedersi al tavolo delle grandi, e per farlo ha bisogno di sfidarle, di dimostrare di poter competere per gli stessi calciatori. E quale modo migliore, per affermare la propria nuova identità, se non quello di incrociare le armi con i campioni d'Italia?
Tuttavia, la dinamica che si è innescata in questa finestra di mercato sembra avere radici più personali e profonde. Tutto è iniziato, probabilmente, con il corteggiamento dell'Inter nei confronti di Cesc Fabregas, lo scorso anno, per la panchina nerazzurra.
Un tentativo che, seppur naufragato, che invece di lusingare potrebbe aver lasciato il segno nell'orgoglio del tecnico spagnolo e della dirigenza comasca.
La scintilla definitiva, però, forse è scoppiata con il pressing costante dell'Inter su Nico Paz, una vicinanza che aveva fatto esplodere pubblicamente Fabregas, accusando il vicepresidente Javier Zanetti di mancanza di rispetto.
Da quel momento, la sfida si è allargata a macchia d'olio, trasformandosi in un vero e proprio braccio di ferro su ogni obiettivo comune.
Non si tratta quindi di una strategia fredda e calcolata, ma di una competizione che porta con sé il peso di screzi passati e di una chiara volontà di affermazione. Il Como, come sottolineato da diverse fonti, sta muovendosi anche come "manovra di disturbo", forse per rispondere all'Inter per la trattativa su Chalobah, ma anche perché il modulo di Fabregas è molto simile a quello adottato da Chivu.
E l'Inter? L'effetto di questa pressione costante è tangibile e, per ora, prevalentemente negativo. La strategia nerazzurra, che puntava a limare le richieste economiche e a chiudere le operazioni a cifre ritenute sostenibili, si sta scontrando con una concorrenza agguerrita e con maggiore liquidità immediata. Il Como agisce, presentando offerte che si avvicinano alle richieste dei club venditori e costringendo i nerazzurri ad accelerare i propri piani. Il risultato è un mercato che, su più fronti, rischia di assottigliare le scelte..
In questi anni, durante le sessioni estive, il mercato però è sempre sembrato pericolante ma poi la società è sempre riuscita a creare i presupposti per vincere. Vale la pena ricordarlo.


