Inter, Chivu: "L'ambizione è chiara: fare ancora meglio dello scorso anno"
In conferenza stampa, il tecnico dell'Inter Cristian Chivu presenta la stagione che vedrà i nerazzurri intenti a difendere lo Scudetto vinto poche settimane fa. Segui la diretta testuale su TMW.
Ore 14.39, inizia la conferenza stampa
Cosa chiederà alla squadra?
"La cosa più importante sarà la motivazione. Non basta mai dal punto di vista dell'entusiasmo. Abbiamo vinto due trofei ma non vogliamo fermarci qua".
Come inizia questa stagione rispetto allo scorso anno?
"Al meglio come sempre, voglio trasmettere entusiasmo e motivazione perché sono le cose fondamentali per una squadra che ha l'ambizione di fare meglio rispetto allo scorso anno".
Come si migliora una squadra come l'Inter?
"Abbiamo una rosa competitiva, con un'ossatura mantenuta negli anni e giocatori che hanno fatto vedere la propria caratura. Il mercato è sempre funzionale alle nostre idee e al futuro della squadra, di pari passo con le ambizioni della società. Tutti vogliamo mantenere il livello di competitività molto alto".
Come ha visto gli italiani?
"Avrebbero preferito essere in America per il Mondiale... Stanno bene, ci siamo ancora visti poco perché abbiamo lavorato a gruppi in orari diversi. Abbiamo pranzato insieme, mi ha fatto piacere rivedere tutti. Sono motivati e riposati e questo è un buon punto di partenza".
Sommer, Acerbi, Darmian, Dumfries, De Vrij... Come si sostituisce l'esperienza?
"Abbiamo perso giocatori che hanno fatto la storia, che hanno dato contributo ai successi di queste stagioni e quindi li ringraziamo. Non è poco quello che hanno fatto. Abbiamo a disposizione un gruppo che è un mix fra gioventù ed esperienza, aspettiamo quelli che hanno fatto il Mondiale con due di loro ancora coinvolti. La nostra rosa è competitiva, le ambizioni non mancano e faremo di tutto per mantenere alto il livello di competitività".
Cosa può cambiare rispetto allo scorso anno?
"Siamo ambiziosi e flessibili, ci sappiamo adattare e possiamo cambiare strada facendo. Vogliamo intensità e coraggio, senza lamentarci".
Come si evita il senso di appagamento?
"Abbiamo giocatori abituati a vincere, con disciplina mentale giusta per trovare la disciplina che serve nel quotidiano. E soprattutto abbiamo fame di rivincere. Sappiamo quanta felicità arriva quando si alza un trofeo".
Che stagione sarà per lei?
"Non dovevo e non devo dimostrare niente se non essere me stesso e aiutare i ragazzi. Questo vale oggi e per il futuro. Ho una grossa responsabilità anche oggi dopo i due trofei, io però riparto sempre da zero, dai miei dubbi, dai doveri nei confronti di questi ragazzi. Prima ci sono loro, poi vengo io".
In attesa del mercato, quali saranno le avversarie?
"Non temiamo nessuno, temiamo solo noi stessi. Pensiamo ai nostri miglioramenti, alle nostra ambizioni, alle motivazioni che certamente avremo anche quest'anno. Sono sereno e non temo niente".
Lo scorso anno si era speso per Pio Esposito... Stankovic può ripetere il suo percorso?
"Me lo auguro. Un ragazzo cresciuto qui, ha fatto una scelta coraggiosa qualche anno fa quando è andato a giocare lontano dall'Italia e ha fatto due stagioni importanti con Lugano e Brugge. Non vedo l'ora di vederlo in campo, è maturato e cresciuto".
C'è voglia di fare una Champions migliore?
"Nella vita non puoi avere tutto. Abbiamo sbagliato quelle due partite in Champions ma mi tengo quanto di buono fatto fin lì. A Madrid abbiamo perso all'ultimo, così come col Liverpool. Abbiamo fatto quello spareggio e mi sono preso le responsabilità, ma la squadra è sempre stata ambiziosa. A volte arrivi lontano, a volte no ma abbiamo l'obbligo per la storia di questa società di cercare di essere competitivi su tutti i fronti".
Cosa le piacerebbe migliorare, in particolare?
"Nel coraggio, nel fare meglio, nell'essere più determinati, nel non speculare, nel non pensare alla prossima partita, nel trattare tutte le partite con la massima serietà dal primo minuto all'ultimo, nell'essere la miglior versione di noi stessi. Avremo una rosa che ci permetterà di essere competitivi".
Si riparte dal 3-5-2?
"Spesso abbiamo cambiato durante la scorsa stagione, soprattutto il modo di difendere e di costruire. Non abbiamo mai mantenuto quella struttura fissa. In base al piano gara, all'idea, alla voglia di prendere l'avversario e alle scelte che faremo le cose potrebbero cambiare. Non è mai solo un 3-5-2, perché non puoi permettertelo. Spesso abbiamo adattato qualcuno come Diuf o Luis Henrique, che hanno qualità per giocare un po' più avanti. A me interessa la flessibilità, al fatto che i giocatori si devono adattare all'avversario, alla partita e a quello che offre il momento. Non è solo l'identità, ma anche il sapersi adeguare, la flessibilità, il trovare velocemente la giusta modalità per vincere la partita".
Inizierà la stagione con più dubbi o più certezze?
"Io vivo tra le incertezze, è il mio modo di fare perché mi permette di migliorarmi, di pensare, di uscire dalla zona di confort. Non ho mai pensato ai due trofei vinti, io penso a quello che dovremo fare quest'anno, mi fido di questo gruppo che oggi conosco meglio dello scorso anno. So con chi ho a che fare e posso dire che questo è un gruppo competitivo e che ha fame di trofei".
Quali saranno i giovani aggregati?
"Ce ne sono tanti qua con noi, poi prima della partenza per la Germania faremo bene la conta e vedremo. Per ora come attaccanti c'è solo Pio Esposito, ma abbiamo aggiunto 3-4 giocatori dalle giovanili. Sappiamo che daranno il loro contributo anche se non è facile per i giovani, hanno l'opportunità di lavorare coi campioni e di fare un ritiro con noi, devono prendere questa cosa come un modo per superare determinate emozioni, per non pensare alle cose che non servono. Noi saremo lì ad aiutarli, i giovani li abbiamo sempre trattati bene e inseriti nel miglior modo possibile".
Pavard ha detto che se l'Inter lo vuole lui resta volentieri...
"Lui è un giocatore nostro, sappiamo tutti quelle che sono state le nostre scelte lo scorso anno. Avremo modo di vederlo lavorare e di prendere una decisione".
Diouf riparte come esterno di destra o come centrocampista?
"Io ho questa pazza idea di farlo diventare un quinto e in determinate partite ha fatto vedere belle cose con spensieratezza, coraggio, uno contro uno. Ha cambiato le partite spesso, come in semifinale col Como dove ha creato caos nella loro organizzazione difensiva. Lo ha fatto spesso quando è stato inserito da quinto. Non voglio togliergli certezze, quindi dovrò essere bravo ad insegnargli determinate cose. Abbiamo uno staff preparato per questo, poi in certe partite sarà accontentato anche da mezzala. A me ora piace da quinto, ha caratteristiche che ci mancano".
Il sapere di avere alle spalle una società forte, quanto l'aiuta a presentarsi in campo con tante certezze?
"Questo è così da anni, non a caso l'Inter è stata dominante e ha vinto più di tutte le altre. Questa non è casualità, è frutto del lavoro fatto da proprietà e dirigenza. Sia nel passato che nel presente".
Ore 15.01, termina la conferenza stampa
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