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Inter, Marotta: "Ci teniamo il ruolo di favoriti con orgoglio. Ora miglioriamo in Champions"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 15:23Serie A
di Simone Bernabei

Inter, Marotta: "Ci teniamo il ruolo di favoriti con orgoglio. Ora miglioriamo in Champions"

Il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta, al fianco di Cristian Chivu, presenta in conferenza stampa la nuova stagione dei nerazzurri. Segui la diretta testuale di TMW. Ore 14.30, inizia la conferenza stampa "Per noi è motivo d'orgoglio essere qua da campioni d'Italia e della Coppa Italia. Due successi vinti con la cultura del lavoro e del senso di appartenenza e grazie alle capacità del mister e dei giocatori, oltre a quelle di Ausilio, Zanetti, Baccin, del dottor Volpi e di tutti quelli che lavorano in società. Oggi ci presentiamo ai nastri di partenza azzerati con nuovi obiettivi: siamo l'unica squadra italiana che partecipa a 4 competizioni, considerando anche la Supercoppa. Quest'anno questa sarà in partita secca, Inter-Lazio. Gli obiettivi sono tutti di grande prestigio, dovremo performare meglio in Champions League che è la competizione più importante al mondo. La Champions è una competizione che ci trova a confrontarci con delle corazzate, partecipiamo sapendo di trovare difficoltà ma lo faremo con la nostra forza di sempre. Nello sport la legge di chi più spende vince non esiste, c'è la legge dell'avere un modello. Per quel che riguarda lo Scudetto, siamo campioni in carica. Dal 2020 ad oggi nessuna squadra ha vinto due scudetti consecutivi e per noi è un obiettivo, rivincerlo sarebbe storico. Abbiamo un nemico interno, quello che definisco 'sindrome della vittoria'. Non dobbiamo sentirci appagati, questo vale a 360° in tutta la società. Dobbiamo essere bravi ad avere umiltà e fame, quelle che ci hanno fatto raggiungere gli obiettivi dello scorso anno. Vogliamo vincere in modo sostenibile. Colgo l'occasione per sottolineare come Oaktree sia arrivata in un momento di difficoltà, siamo usciti dal settlement agreement e questo grazie a loro. Hanno accolto le nostre esigenze di ampliare le strutture, coi lavori in corso al centro sportivo. La loro presenza è silente ma vicina, tutte le decisioni sono condivise, abbiamo agito in un modello di riferimento da seguire. Raggiungere gli obiettivi è difficile, ma questo non deve caricare di responsabilità l'allenatore. L'importante è dare tutto, se altri saranno più bravi gli riconosceremo il merito, ma sono sicuro che questa squadra abbia alla base professionisti seri in grado di sostenere le aspettative dell'essere la squadra da battere. Ricopriamo questo ruolo con orgoglio, non ci nascondiamo. Arrivare nei primi 4 è naturale, fisiologico, ma non basta, dobbiamo tenere alta l'asticella. Questi sono i principi basilari che devono contraddistinguere la stagione. Parlando di sostenibilità ci sono regole: i 4 giocatori che provengono dal settore giovanile e con orgoglio noi li abbiamo. Questa è una regola anche per legittimare il ruolo della Nazionale, andremo avanti su questo principio valorizzando il settore giovanile. Sportivamente manca qualcosa di importante e noi cercheremo di raggiungerla". Com'è la situazione Khalaili? "Khalaili non ha superato le visite di idoneità, ci ha comunicato questa notizia il Coni. Non posso addentarmi per questioni di privacy, ma posso dire che in Italia ci sono leggi molte severe. Questa idoneità è nata da un ente terzo, il CONI che è emanazione dello stato, non dipende da noi. Per causa di forza maggiore dobbiamo astenerci, laddove non c'è l'idoneità nessun cittadino può prendere parte ad attività agonistiche ufficiali. Lo comunico con grande rammarico, questa è una notizia che ci crea dispiacere anche perché dovremo pensare ad eventuali alternative". Come si muoverà ora il club? "Dumfries ha preferito proseguire la sua carriera al Real, ci siamo trovati davanti ad una decisone sua. Baccin e Ausilio si sono fatti trovare pronti, ora questa situazione ci riporta ai nastri di partenza, ma so che troveremo al più presto una soluzione. Il calciomercato è sempre più difficile, perché ci sono dietro cifre pazzesche. Ci tengo a sottolineare come in noi non ci sia preclusione nel fare investimenti, ma questi devono essere logici. Auspico che si possa trovare velocemente una soluzione, ma all'appello ci sono tanti altri giocatori. Affrontiamo questo avvio sapendo che dobbiamo completare la rosa, ma questo non deve essere frutto dell'ansia ma di un processo razionale per fare scelte migliori". Juventus e Milan sono più vicine all'Inter? "Quest'anno c'è una situazione anacronistica: entrambe non partecipano alla Champions. Questo per dire che noi metteremo sforzi anche in quella competizione con squadre molto forti, dovremo gestire tutto. Per la mia esperienza questo può avvantaggiare Milan e Juventus in Italia, detto questo noi siamo forti e consapevoli del nostro ruolo, con professionisti che sanno gestire tutte le competizioni. Nella griglia di partenza dei pretendenti alla vittoria io considero anche Milan e Juventus". L'Inter potrà essere più ambiziosa del passato sul mercato? "Sulle 20 squadre che partecipano alla Serie A, ce ne sono 13 di proprietà straniera. Nel nostro caso, dopo Zhang anche Oaktree sta portando stabilità e questo non è poco. L'obiettivo è vincere in modo sostenibile. Per il secondo anno ci avviciniamo ad un risultato di bilancio che dovrebbe essere soddisfacente, considerando anche che abbiamo vinto due trofei. Non c'è spazio per mecenatismo o spese folli, se non puoi spendere serve fantasia. Questo non limita la proprietà che magari può finanziare investimenti. Noi dobbiamo controllare i costi, non gli investimenti. I costi sono legati a due aspetti: alcuni guadagnano troppo e per noi sono furi portata. E poi ci sono gli agenti che hanno un peso sempre più importante sui destini delle società. A volte queste realtà condizionano i trasferimenti, a volte non dando neanche consigli positivi ai loro assistiti. Il caso Palestra è frutto di una scelta fatta dal giocatore che è venuto meno ad un impegno verbale assunto il mese precedente. Il suo agente poteva forse avere un ruolo più consistente nel consigliare, ha scelto questa strada e noi ci siamo dovuti arrendere al fatto che il giocatore sia andato in un campionato con cui noi non possiamo essere competitivi". Maldini e Leonardo in FIGC? "Il 70% degli aventi diritto hanno scelto che il presidente sarebbe dovuto essere Malagò. Lui dall'alto della sua esperienza e saggezza ha scelto di affidare il ruolo direttivo e strategico a due profili importanti come Maldini e Leonardo, sono sicuro che arriveranno a fare una scelta intelligente nell'interesse di un'Italia che ha bisogno di essere rivalutata. Vedere ancora i Mondiali ci rattrista, soprattutto pensando che fra le semifinaliste ci sono 3 europee. Posso dire che il calcio che noi rappresentiamo si rende conto di questa esigenza, quindi saremo ancora più disponibili rispetto a prima per far sì che l'Italia possa raggiungere obiettivi consoni alla sua storia". Palestra e Khalaili sfumati per motivi diversi. La priorità resta la fascia destra? O ci si concentrerà sulla difesa? "Manca ancora un mese e mezzo alla fine del mercato. Lo scorso anno il 31 agosto abbiamo definito Akanji che fu un'operazione super positiva. Non dobbiamo avere fretta, è un mercato che risponde a più difficoltà rispetto a prima. I prezzi che girano sono veramente troppo esosi. Piero Ausilio è bravo, sa cosa deve fare e sono certo che lo farà nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile per mettere il mister nelle condizioni di lavorare al meglio". La Champions League è un sogno troppo complicato o ci si può provare? "Dal punto di vista oggettivo, in Champions ci sono squadre e società che sono corazzate in termini di fatturato e potenza tecnica. Ma ho detto che chi più spende più vince non vale sempre nello sport. Per noi è un sogno e i sogni non costano niente, quindi meglio averli. La Champions è un torneo in cui le circostanze possono aiutare nei vari momenti, così come sorteggi e calendari. In campionato alla lunga vince sempre la squadra più forte. Affrontiamo la Champions con la consapevolezza di voler fare meglio dello scorso anno". Nelle ultime sessioni di mercato l'Inter ha speso al massimo 25 milioni per un singolo giocatore. In prospettiva, questo può essere un problema? "Su Palestra ho spiegato: avevamo l'accordo con l'Atalanta, che dava seguito all'averlo trovato col giocatore. Non ci siamo tolti da un impegno preso o l'Atalanta ha rinegoziato. C'è stata una scelta di vita che può essere criticata o no, io sul giocatore e sul procuratore mi sono già espresso. Posso dire che quando ci si avvicina a certi giocatori le valutazioni schizzano in alto. Si possono fare anche operazioni non razionali, ma questo non fa parte delle nostre strategie. Gli investimenti devono avere una logica. Non siamo competitivi da questo punto di vista con le inglesi, ma con la creatività possiamo essere protagonisti sul mercato". Per l'Inter è sempre più difficile combattere con le corazzate? "Si può sopperire con la creatività, andando a ricercare giocatori sconosciuti ma con prospettive valide. Noi poi vogliamo creare un centro sportivo moderno, che accoglie decine di squadre, con una ventina di tecnici che devono valorizzare il prodotto del settore giovanile. La scelta Chivu non è nata per caso, è stato un atto di coraggio relativo sapendo che Chivu osserva l'attività del settore giovanile. Non a caso gli riconosco grandi meriti per Pio Esposito. Dobbiamo continuare su questa strada. Il coraggio di farli giocare c'è, servono anche le stesse valutazioni da parte dei media. Va aiutato nella crescita, senza giudizi drastici che possano poi condizionarlo. Questa è la strada migliore anche per dare continuità ai nostri club. 13 proprietà straniere significa che dobbiamo affidarci ad un calcio fatto di razionalità, perché le proprietà straniere non buttano via soldi. Nel nostro caso accanto ad una competenza che il management ha dimostrato di avere vincendo 3 scudetti con 3 allenatori diversi, c'è una proprietà presente e che ci segue. Possiamo andare avanti in modo ottimistico". Ore 15.24, termina la conferenza stampa