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La UEFA sfiducia Infantino, ma sospende il boicottaggio contro la FIFA: il comunicatoTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 18:06Serie A
di Ivan Cardia

La UEFA sfiducia Infantino, ma sospende il boicottaggio contro la FIFA: il comunicato

Le novità dopo l'incontro tra i vertici UEFA e quelli delle federazioni nazionali che fanno parte del Comitato Esecutivo e del Consiglio FIFA
La UEFA conferma la crisi in corso con la FIFA, ma sospende temporaneamente il boicottaggio delle competizioni calcistiche mondiali, dopo aver ricevuto garanzie sul definitivo abbandono di FIFA Forward Enterprise (FFE), il progetto che avrebbe portato a vendere quote della Coppa del Mondo a investitori privati. La comunicazione arriva da Montecarlo, a pochi minuti dall’inizio del sorteggio per la fase campionato della Champions League, in un comunicato stampa che resta durissimo nei confronti di Gianni Infantino e della confederazione calcistica mondiale.

Il comunicato stampa della UEFA

“Riuniti a Monaco in occasione dei sorteggi delle competizioni UEFA per club 2026/27, i rappresentanti delle federazioni nazionali che siedono nel Comitato Esecutivo UEFA e i membri europei del Consiglio FIFA sono stati affiancati dai presidenti delle federazioni nazionali europee presenti a Monaco per discutere della perdurante crisi in seno alla FIFA. Nel corso della riunione sono state esaminate le conseguenze del tentativo, poi abortito, del presidente FIFA di cedere a investitori esterni una partecipazione nella Coppa del Mondo FIFA: un progetto che ha evidenziato una profonda mancanza di giudizio, un abuso del potere presidenziale e una concezione della leadership incompatibile con i doveri connessi alla più alta carica del calcio mondiale. I presenti hanno conferito all’unanimità al presidente e all’amministrazione UEFA il mandato di percorrere ogni strada istituzionale, politica e legale disponibile e necessaria per ottenere una riforma fondamentale, ripristinare limiti adeguati all’autorità presidenziale e garantire che la FIFA torni a essere governata come un’istituzione, e non attorno a un singolo individuo. Il primo passo deve essere una revisione esterna realmente indipendente di FIFA Forward Enterprise, con pieno accesso a tutti i documenti, le comunicazioni e gli atti relativi ai processi decisionali. La FIFA non può indagare su se stessa e aspettarsi che la comunità calcistica si limiti ad accettarne le conclusioni. Ma le conseguenze di questa crisi vanno oltre la governance. La fiducia necessaria per esercitare la carica di presidente FIFA è venuta meno e non può essere ripristinata semplicemente ritirando una proposta, fornendo rassicurazioni o promettendo riforme a posteriori. Il calcio mondiale ha ora bisogno di una nuova leadership capace di ricostruire quella fiducia. La UEFA continuerà pertanto a lavorare con le Confederazioni, le federazioni affiliate e l’intera comunità calcistica – compresi tifosi, giocatori, club, leghe e altri soggetti – per plasmare il futuro della FIFA. Qualora l’attuale presidente FIFA decidesse comunque di candidarsi per un altro mandato, la UEFA unirà le forze con le Confederazioni partner per garantire che alle federazioni affiliate venga offerta un’alternativa credibile, impegnata sul fronte dell’integrità, della responsabilità, dello sviluppo e di un autentico cambiamento istituzionale. La FIFA dispone attualmente di miliardi di dollari di riserve. Questo denaro appartiene alle federazioni affiliate. Insieme alle altre Confederazioni, la UEFA valuterà congiuntamente un utilizzo responsabile di una parte delle riserve FIFA a beneficio delle federazioni affiliate, garantendo al tempo stesso che qualsiasi proposta preservi la stabilità finanziaria della FIFA. La domanda, dunque, è perché il presidente FIFA abbia ritenuto necessario ricorrere a investitori esterni per aumentare i fondi destinati allo sviluppo. I delegati sono stati inoltre informati che la FIFA ha ora confermato per iscritto alla UEFA che il progetto FIFA Forward Enterprise è stato «ritirato irrevocabilmente e definitivamente» e che «non riapparirà sotto alcuna altra forma, struttura, denominazione o configurazione». Avendo ora ottenuto le due garanzie richieste alla FIFA il 30 luglio, e dopo essersi consultata con le proprie federazioni nazionali, la UEFA ha pertanto accettato di sospendere, in via provvisoria, il ritiro delle squadre europee dalle competizioni FIFA della prossima stagione, comprese la Coppa del Mondo femminile Under 20, la Coppa del Mondo Under 17 e la Coppa del Mondo femminile Under 17. Questa posizione sarà sottoposta a costante valutazione e potrà essere immediatamente riconsiderata qualora le circostanze lo rendessero necessario. Se la questione immediata relativa alla partecipazione è stata risolta, la crisi di fondo non lo è. L’abbandono di FFE non cancella l’inganno, le intimidazioni e l’abuso di potere che l’hanno reso possibile. Né ripristina la fiducia che è andata perduta. Non si tratta di scegliere tra buona governance e sviluppo del calcio. Né si tratta dell’Europa che cerca di ottenere maggiore potere all’interno della FIFA. Si tratta semplicemente di garantire che nessuna componente del calcio mondiale – grande o piccola, con maggiori o minori risorse – dipenda dal potere di un singolo individuo. La FIFA ha la responsabilità fondamentale di sostenere ogni federazione affiliata e questa responsabilità deve essere rafforzata, non indebolita. Ma lo sviluppo è un obbligo istituzionale, non una concessione del presidente, e nessuna federazione affiliata dovrebbe mai essere costretta a scegliere tra le risorse alle quali ha diritto e la libertà di esercitare autonomamente il proprio giudizio. La posizione della UEFA resta inequivocabile: che si tratti della Coppa del Mondo o di un torneo Under 15, le competizioni FIFA non sono in vendita. E non lo è neppure la governance del nostro calcio. Allo stesso modo, le risorse FIFA destinate allo sviluppo non devono mai diventare strumenti di influenza personale o politica. Appartengono al calcio mondiale e devono essere tutelate attraverso regole trasparenti e oggettive. La FIFA deve tornare a essere governata come un’istituzione al servizio del calcio, e non funzionare come uno strumento di potere individuale”.

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