Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / inter / Serie A
Movimenti simili e senso del gol, stesso destino? Pio Esposito studia da Toni per diventare grandeTUTTOmercatoWEB
© foto di Giacomo Morini
Oggi alle 06:05Serie A
di Redazione TMW

Movimenti simili e senso del gol, stesso destino? Pio Esposito studia da Toni per diventare grande

Identikit del bomber moderno, la stazza di Luca Toni e i piedi buoni di Pio Esposito a confronto
Nel calcio iper-intensivo degli ultimi anni, dove i "falsi nove" e gli attaccanti di manovra hanno spesso rubato la scena, la figura del centravanti classico sta vivendo una nuova e affascinante giovinezza. A fare da ponte tra il passato glorioso del calcio italiano e il suo futuro c’è un filo conduttore invisibile, ma pesante come il piombo, da una parte Luca Toni (26 maggio 1977), il gigante di Pavullo nel Frignano che ha scalato le vette del mondo a suon di gol; dall'altra Francesco Pio Esposito, il gioiello che sta incantando la Serie A e la nuova Nazionale azzurra di Mancini. Un passaggio di testimone benedetto dallo stesso Toni, che ha espresso una vera e propria investitura per il classe 2005 ai microfoni di Tuttosport: "Tanto per essere chiari, io, alla sua età, non ero forte come lui. Cosa mi piace di più di lui? L'atteggiamento. È intelligente, non molla mai, sempre sul pezzo, ha la capacità di assumersi le responsabilità". Parole pesantissime, a cui il giovane attaccante ha risposto con sincera ammirazione: "Le parole di Toni valgono doppio, perché lui è sempre stato una mia fonte di ispirazione come attaccante". Ma cosa unisce davvero il campione del Mondo del 2006 e la speranza del nostro calcio, e come si inseriscono i due profili in contesti generazionali così distanti? Luca Toni ha rappresentato l'apice del centravanti "di peso" vecchio stampo, capace però di modernizzarsi. Cresciuto calcisticamente in un'epoca, quella a cavallo tra gli anni '90 e i primi duemila, in cui le difese di Serie A erano tra le più rudi e fisiche al mondo, Toni ha dovuto forgiare il proprio stile di gioco sulla sopravvivenza nei duelli corpo a corpo. Tecnicamente non era il classico esteta del pallone, ma possedeva una coordinazione straordinaria in rapporto ai suoi 193 centimetri, il suo calcio era fatto di strappi fisici, un utilizzo totale della parte superiore del corpo per crearsi lo spazio e una determinazione feroce. Toni non partecipava ossessivamente alla costruzione della manovra, il suo habitat naturale erano gli ultimi sedici metro, dove trasformava in oro ogni pallone vagante con una fame agonistica senza eguali. Se si guarda a Pio Esposito, il contesto cambia radicalmente, il calcio moderno richiede agli attaccanti di essere i primi difensori e, soprattutto, i primi registi offensivi. Esposito è cresciuto nei settori giovanili odierni, dove la tecnica di base e la comprensione tattica vengono insegnate prima ancora della pura forza fisica, come sottolineato da Toni, il ragazzo ha avuto anche contesti formativi d'élite: "Ha imparato da Lautaro e Thuram, cioè da due ottimi maestri". Il classe 2005 mostra una pulizia tecnica nei controlli e nello scarico che Toni alla sua età non possedeva affatto, Esposito non si limita ad aspettare il pallone in area, ma si muove continuamente lungo tutto il fronte d'attacco, legando i reparti e giocando di sponda con una fluidità figlia del calcio associativo moderno. È un attaccante moderno che unisce la struttura da pivot a piedi educati, capaci di ripulire anche i palloni più sporchi.

Il Confronto Diretto: Similitudini e Sfumature

Nonostante la distanza temporale, i punti di contatto tra i due calciatori sono evidenti e offrono una traccia di come il ruolo del centravanti si sia evoluto senza perdere la sua anima profonda. Stazza e Protezione della Palla Entrambi superano abbondantemente il metro e novanta, caratteristica che salta subito all'occhio dell'ex Scarpa d'Oro: "Usa molto il corpo e il fisico come facevo io". Toni usava il fisico in maniera "ostruzionistica", metteva il corpo tra l'avversario e la palla, allargava le braccia e diventava letteralmente inamovibile per i difensori centrali, Esposito sfrutta i suoi centimetri con una postura del corpo più dinamica; usa il petto e il gioco d'anca per orientare il controllo ed eludere il pressing, anticipando l'intervento del difensore grazie a tempi di lettura eccellenti. Capacità di Aprire il Gioco Questo è forse il punto in cui la frattura generazionale è più evidente. Analizzando i movimenti del giovane, Toni ha ammesso: "È anche bravo perché veramente fa anche molti assist per essere un attaccante così grosso, quindi vuol dire che vede anche la giocata". Laddove Toni apriva il gioco in modo elementare ed efficace (sponda di petto o scarico corto sul trequartista), Esposito ha una visione periferica superiore. È capace di effettuare passaggi chiave di prima intenzione, girarsi in un fazzoletto per imboccare l'esterno profondo o servire assist millimetrici con il piede debole. Senso del Gol e Colpo di Testa Nel gioco aereo e nell'istinto killer si consuma la sfida più affascinante, Toni ha tracciato chiaramente la via da seguire per il ragazzo: "Se lui impara con quella forza fisica a attaccare il primo palo, fa tanti gol. Credo debba diventare più forte sotto porta, deve diventare più cattivo". Toni di testa era una sentenza assoluta. Sfruttava una forza d'impatto devastante e un tempismo perfetto, il suo senso del gol era un magnetismo puro. Esposito possiede un colpo di testa eccellente, ma più basato sull'eleganza dello stacco e sulla torsione del collo. Attacca magnificamente il primo palo, rubando il tempo al marcatore, ma deve ancora sviluppare appieno quel cinismo "sporco" e implacabile che ha permesso a Toni di siglare più di 300 reti in carriera.

Conclusioni: Un Futuro da Scrivere

Il paragone tra Luca Toni e Pio Esposito non deve suonare come un azzardato accostamento di bacheche, bensì come l'analisi di una meravigliosa evoluzione biologica del ruolo del centravanti. Se Toni è stato l'epilogo perfetto e devastante di un calcio di pura potenza e opportunismo, Esposito rappresenta l'alba di una nuova dinastia di numeri 9, giganti dai piedi buoni. La strada per il giovane Pio è ancora lunga, ma se il buongiorno si vede dalle parole del maestro di Pavullo, l'Italia ha finalmente trovato l'erede della sua grande tradizione di pesi massimi dell'area di rigore, e solo il fatto di essere paragonato ad un grande centravanti, tra i piu' prolifici bomber dalla nostra storia è un grande risultato.

Altre notizie