Euro 2032, oggi la FIGC manda i dossier alla UEFA: 11-12 stadi in corsa, poi la scrematura
La FIGC invierà oggi alla UEFA i dossier degli stadi italiani candidati a ospitare Euro 2032. È il passaggio che apre la fase decisiva del percorso verso il torneo che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia: da Roma partiranno verso Nyon tutte le candidature che la Federcalcio considera potenzialmente idonee, prima che sia la UEFA a effettuare la propria scrematura. Dovrebbero essere 11 o 12 gli impianti inseriti nella documentazione, dopo che al 30 luglio la FIGC aveva sostanzialmente congelato la situazione concedendo però qualche settimana in più alle realtà che avevano già annunciato integrazioni ai propri progetti. Il lavoro è stato seguito passo dopo passo da Michele Uva, direttore esecutivo di Euro 2032 per l’Italia. La UEFA valuterà non soltanto gli stadi, ma anche il contesto urbano e il rispetto delle 11 aree tematiche previste: in tutto sono 125 i requisiti strutturali e operativi.
Da Torino a Pietralata: gli stadi nei dossier FIGC
Una certezza c’è già: l’Allianz Stadium di Torino è al momento l’unico impianto italiano che soddisfa tutti i 125 requisiti UEFA. Nei dossier ci saranno però anche il futuro stadio di Milano, lo Stadio Olimpico e il progetto del nuovo stadio di Pietralata a Roma - la documentazione è arrivata nelle ultime ore -, lo Stadio Artemio Franchi di Firenze, lo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, il futuro Stadio Gigi Riva di Cagliari, lo Stadio Renzo Barbera di Palermo, lo Stadio Ettore Giardiniero - Via del Mare di Lecce e lo Stadio Arechi di Salerno. Restano alcuni dubbi: lo Stadio San Nicola di Bari, lo Stadio Luigi Ferraris di Genova e lo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna sono le situazioni ancora da definire fino all’ultimo, con Bari che nelle ultime ore ha guadagnato terreno. Fuori invece lo Stadio Flaminio di Roma, il progetto per un nuovo impianto a Napoli portato avanti da Aurelio De Laurentiis e lo Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona.
Il passaggio di oggi, comunque, non equivale alla scelta delle sedi di Euro 2032. Una volta ricevuti i dossier, la UEFA procederà alle proprie verifiche e restituirà alla FIGC l’elenco degli impianti considerati effettivamente idonei: dagli 11-12 proposti dalla Federcalcio si potrebbe scendere a circa 8-9 candidature. Soltanto allora sarà la federazione a indicare i cinque stadi italiani che ospiteranno la competizione insieme ai cinque turchi. Per chi non dispone già di un impianto pronto, le condizioni restano stringenti: progetto interamente finanziato, lavori cantierabili entro aprile 2027 e stadio completato entro giugno 2031, un anno prima dell’inizio dell’Europeo.






