Cugini sulla Juventus: "Situazione difficile ma Spalletti non si spaventa in certi casi"
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Il giornalista de La Gazzetta dello Sport Mimmo Cugini ha parlato dei temi del giorno alla radio di Tuttomercatoweb.com, a partire dal caso Malagò: "Il commento di Malagò non mi piace, non è che uno ha ragione sempre a prescindere. C'è una valutazione fatta dalla Procura del CONI. Poi si va avanti. Se poi su ogni cosa che succede e sentenza si deve pensare a retroscena e complotti, sinceramente è una cosa che ritengo stucchevole. La cosa va esaminata. Che poi Malagò non piaccia a tutti non lo scopriamo oggi. C'è una questione che va analizzata. Malagò ho detto che era giusto per fare il presidente federale, ma da quando lo è diventato ha fatto un paio di cose che non mi sono piaciute, come la gestione della questione Maldini e ct".
Juve e i tanti infortuni. Ora che farà Spalletti?
"Credo che la situazione sia difficilissima, si porta dietro i disastri delle campagne disastrose di Comolli e Giuntoli, è riuscita a fare qualcosa ma in grande difficoltà quest'anno. Vedendo i tempi lunghi di recupero di giocatori fondamentali, pensare ora che la Juve arrivi tra le prime quattro vuol dire pensare che Spalletti faccia un miracolo. E' un lavoro complicatissimo per lui, che sicuramente non spaventa Spalletti, che anzi si esalta in queste situazioni e riesce a trovare idee vincenti, ma la strada è molto in salita. Ti porti delle zavorre enormi dal passato, è vero che ti aggrappi a tutto, anche a Douglas Luiz e Koopmeiners, ma la verità è questa".
Tante critiche su Locatelli, ora infortunato:
"Si può discutere in valori assoluti di Locatelli, ma non c'è nessuno meglio di lui che possa rendere in quel ruolo alla Juve. Detto questo qualche partita l'ha sbagliata anche lui, ma non è il problema lui ma come è stata strutturata negli ultimi anni la Juve e una difficoltà oggettiva ora di Spalletti, che doveva dare le chiavi del centrocampo necessariamente a lui, visto che non c'è altro".
Ko Inter, hanno inciso gli errori o la forza del Real?
"Sicuramente non alla forza del Real, che è nota comunque. C'è un discorso più generale sulla crescita di Chivu dal punto di vista calcistico come livello europeo. Sta salendo dei gradini come gioco, ma c'è un dato preoccupante: ha perso 6 delle ultime 7 in Champions, prima ne perdeva pochissime. Gli errori a volte non sono casuali. Poi c'è un discorso: Chivu è intelligente, ha capito il suo errore alla fine del primo tempo mettendo Bisseck centrale, rimettendolo poi al suo posto. Fa parte della crescita".
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