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L'Inter vuole un club satellite: City, Red Bull e non solo. Viaggio nelle multiproprietà del calcioTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 11:08Serie A
di Ivan Cardia

L'Inter vuole un club satellite: City, Red Bull e non solo. Viaggio nelle multiproprietà del calcio

Oaktree studia un investimento da 30-40 milioni di euro per iniziare a costruire una propria galassia calcistica: è un modello ormai imperante
Il calcio vive di multiproprietà. Una partita che vuole giocare anche l’Inter, o meglio Oaktree (confluita ormai in Brookfield), proprietario del club nerazzurro. Il fondo statunitense ha stanziato un budget di 30-40 milioni di euro per trovare una società satellite, i campionati più interessanti sono la Serie B spagnola, il Belgio, il Portogallo, l’Olanda e la Svizzera. Il modello più noto è ovviamente quello del City Football Group, ma negli ultimi anni le imitazioni si sono moltiplicate.

City Football Group

È il riferimento assoluto della multi-club ownership. Fa capo allo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, con Silver Lake tra gli azionisti, e ha nel Manchester City il proprio club simbolo. Nella galassia figurano anche Palermo, Girona, Troyes, Bahia, New York City, Melbourne City, Lommel e Montevideo City Torque.

Red Bull

Il progetto della multinazionale austriaca è uno dei più integrati sul piano tecnico. Il Lipsia rappresenta il vertice europeo, con Salisburgo, New York Red Bulls, Red Bull Bragantino e Omiya Ardija inseriti nella stessa rete di scouting e sviluppo.

BlueCo

La holding riconducibile soprattutto a Clearlake Capital, con Todd Boehly tra gli investitori, controlla Chelsea e Strasburgo. Il club francese è diventato un tassello importante della strategia londinese, anche attraverso numerose operazioni di mercato tra le due società.

Friedkin

La famiglia Friedkin ha costruito una rete che comprende Roma, Everton e Cannes. Con la nascita di Pursuit Sports, il progetto ha assunto una struttura sempre più vicina a quella di un vero gruppo calcistico internazionale.

INEOS

Il colosso di Jim Ratcliffe è presente nel Manchester United e nella proprietà di Nizza e Losanna, anche se le norme UEFA hanno imposto separazioni nella governance - come accaduto anche alla galassia RedBull - quando più club si sono trovati coinvolti nelle competizioni europee.

RedBird

Il fondo di Gerry Cardinale controlla Milan e Tolosa. Anche in questo caso la contemporanea presenza nelle coppe europee ha reso necessario adottare accorgimenti societari per rispettare le regole UEFA sulla multiproprietà.

Krause Group

Anche la proprietà americana del Parma sta costruendo una propria rete internazionale. Il gruppo della famiglia di Kyle Krause controlla il club emiliano al 99%, possiede negli Stati Uniti il Des Moines Menace e nel 2026 ha raggiunto un accordo per acquisire la maggioranza del Casa Pia, in Portogallo.

Black Knight

Il gruppo guidato da Bill Foley ha come riferimento il Bournemouth e ha esteso la propria presenza a Lorient e Moreirense, oltre a costruire partnership internazionali.

Sport Republic

Fondata da Dragan Solak e Rasmus Ankersen, controlla Southampton, Goztepe e Valenciennes. Il modello punta soprattutto sulla valorizzazione dei giovani e sulla creazione di percorsi interni tra campionati differenti.

V Sports

La holding di Nassef Sawiris e Wes Edens ruota attorno all'Aston Villa e possiede partecipazioni anche in Vitoria Guimaraes, Real Union e Annecy, oltre a una rete internazionale di partnership.

Grupo Pachuca

Tra i pionieri del modello c'è il Grupo Pachuca, riconducibile alla famiglia Martinez: controlla Pachuca, Leon, Everton de Vina del Mar e Real Oviedo, collegando Messico, Sudamerica ed Europa.

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