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Il problema non è solo il portiere e alla Juve lo sanno molto beneTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:01Editoriale
di Antonio Paolino
per Bianconeranews.it

Il problema non è solo il portiere e alla Juve lo sanno molto bene

Di Gregorio continua a sbagliare e a non dare sicurezza al reparto, ma non è l'unico problema. Suzuki vicinissimo al Psg

La società ha chiaramente fatto quadrato attorno al nome di Di Gregorio, provando a smorzare le polemiche e sperando in una convincente maturazione dopo gli alti e i bassi di un anno fa. Il motivo è molto semplice: provare a tutelarlo per invogliare qualche club a trattare la cessione a cifre ragionevoli o cercare di far passare la tempesta con l'obiettivo di far lievitare il costo del cartellino, dandogli un'altra chance come vice di un nuovo portiere. 
Doppio tentativo che in appena quattro amichevoli non ha trovato adeguati riscontri nel rendimento e tantomeno nello scovare un valido sostituto. E siamo già a metà agosto e di nomi se ne sono sgonfiati già un bel po'. Leggendo asetticamente i numeri dell'ultimo campionato, Di Gregorio ha subìto 25 gol in 30 presenze di serie A, anche se il calcolo andrebbe comunque aggiornato con l'aggiunta di 13 clean sheets. Insomma una partita ogni tre senza raccogliere la palla in rete, ma anche una percezione più severa di quanto non sia riuscito a evitare nelle restanti partite, soprattutto alla prima occasione degli avversari. Che poi, prima o ultima occasione, poco importa perché i punti che ti hanno fatto perdere hanno spalancato le porte dell'eliminazione dalla champions. Basta però non convincersi che siano stati quelli gli unici errori commessi dalla Juve nella scorsa stagione, ponendo invece l'attenzione su quelli che sono ancora oggi i problemi irrisolti a due settimane dall'inizio del nuovo campionato. Le incertezze di Di Gregorio hanno alimentato in lui insicurezza e nei tifosi insofferenza. Le amichevoli estive avrebbero dovuto cancellare poco per volta il problema, ma i gol incassati con l'Inter ne hanno invece rilanciato l'inaffidabilità. È un portiere di scarsa personalità, non adatto a vestire la maglia della Juventus in un momento ancora di forte cambiamento. Non sono i piedi il suo punto debole, ma la testa nel reggere pressioni e concentrazione. Qualche società straniera è alla finestra (Besiktas e Marsiglia), ma difficilmente asseconderanno le richieste bianconere di cessione definitiva a 20 milioni di euro. Il problema è però anche in entrata perché o si individua un portiere all'altezza su cui investire o difficilmente, con compromessi al ribasso, se ne potrà venire a capo. E come dice saggiamente Rampulla “mica qualcuno vorrà credere che Suzuki del Parma sia molto meglio?”. E come dargli torto e non solo sulla parola. Ecco perché il balletto sui nomi del portiere stanno diventando un antipatico siparietto anche agli occhi dello stesso Spalletti. 

Operazioni – Manca un portiere, a giorni alterni si avvicina Lukumi perché l'idea sarebbe quella di impostare dal basso, anche se a mio avviso restano ben altri problemi, tipo a chi dare poi palla in mezzo al campo e successivamente per farla mettere in rete da chi. Troppi esterni e pochi mattatori d'area per di più con smorzate caratteristiche per sfondare il muro delle 20 reti. Dice il vero o sta accettando la difficile realtà? Vlahovic comincia ad ammiccare ai soldi del Besiktas, Pellegrino del Parma lamenta il mancato affondo e Zirkzee potrebbe sbocciare grazie alla formula del prestito. Ti però a non sottovalutare le risposte (e l'umore) di Spalletti. Dall'esterno sono tutti entusiasti anche di Alajbegovich, compreso Lucio che non smentisce ma non se ne attribuisce la paternità. Film già visto un anno fa quando non gli compravano chi voleva

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