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Urgenza di completare la rosa e diventare squadraTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:05Editoriale
di Vincenzo Marangio
per Bianconeranews.it

Urgenza di completare la rosa e diventare squadra

Sarà pure calcio d'agosto, ma ormai ci siamo, il campionato incombe e bisogna tirare le primissime (parziali) somme e trovare rapidamente soluzioni sul calciomercato, e, soprattutto, identità in campo. La tournée si è conclusa con la vittoria sul Palermo al termine di una partita che, di fatto, non c'è mai stata ma che al tempo stesso porta a tirare delle primissime conclusioni. Ho letto già tantissime critiche sul presunto "non gioco" di Spalletti, e in questo individuo il solito, odioso, atteggiamento di avere il fucile puntato contro un allenatore che non piace solo perché magari c'è libero quel solito nome che mi rifiuto anche soltanto di scrivere. No, non mi rifiuto per una questione di pregiudizio, ma perché bisogna analizzare ciò che c'è e cercare solo di sperare che arrivi quanto prima chi manca. E la Juventus un allenatore ce l'ha, ed è un signor allenatore, che, fino ad ora, ha potuto lavorare soltanto con uno scheletro di squadra senza i muscoli e il cuore, materie prime per formare il nuovo dna e costruire la nuova anima. Ecco perché le valutazioni possono essere soltanto estremamente parziali, eppure, da fare.

Di positivo emerge l'atteggiamento di riaggressione della squadra che sta assimilando una delle principali idee di gioco di Spalletti: recuperare subito palla e tenerla tra i piedi il tempo per cercare la via del gol. Aggressione e cattiveria nel trovare la porta. Il modo migliore, intanto, per tenere lontani i pericoli dalla difesa e dalla porta che restano ancora il principale tallone d'Achille della squadra. E qui subentrano le prime carenze, quelle di rosa. Nonostante Perin abbia ampiamente dimostrato di essere più idoneo di Di Gregorio a difendere i pali della porta della Juventus, in attesa del recupero di condizione di Gleison Bremer è evidente che portare quanto prima Lucumi non può che essere fondamentale per dare maggior impermeabilità e cattivera al reparto. Ma prima del difensore serve assolutamente un portiere titolare. Se la Juve temporeggia sui prestiti di Suzuki e Vicario è perché non vorrebbe una soluzione temporanea di un anno, non si fida, e ne vorrebbe una sin da subito definitiva. Ma non si può assolutamente sbagliare, anche perché ad ora, in rosa c'è ancora Di Gregorio da vendere (più Spagna che Francia) per far spazio al nuovo eventuale arrivo. 

L'altro aspetto negativo su cui lavorare è lo stesso problema non risolto nella passata stagione: il reparto offensivo. Si segna poco, troppo poco, rispetto alla mole di lavoro prodotta dalla squadra. Anche, banalmente, nella gara contro il Palermo ci sono voluti due lampi, uno di Yildiz che sfrutta l'ottimo Celik, e una giocata individuale di Milik (magari fosse sempre in condizione e senza ricadute) per vincere una gara dominata per larghissimi tratti ma senza graffiare. Alajbegović è un peperino e dimostra di avere grande tecnica, e tutto sommato sta imparando anche a dialogare sulla sua verticale con Yildiz, ma serve tempo perché il bosniaco entri nei meccanismi della squadra. Un po' più indietro è parso Kolo Muani che deve capire meglio i movimenti della squadra e trovare quanto prima la forma per giusta per poter incidere, ma la sensazione è che serve un altro attaccante da intercettare quanto prima sul mercato. Per non parlare del centrocampo dove sembra ritagliarsi spazi Douglas Luiz ma troppo poco per far fare il salto di qualità alla mediana bianconera. Da punto di vista di quanto visto in campo, è ancora piuttosto evidente l'appunto mosso dallo stesso Spalletti: serve che la Juventus diventi squadra, ma per riuscirsi servirà avere tutti a disposizione, compresi quelli che verranno, e trovare continuità insieme sul campo. 

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