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Juventus, il carattere c’è, ma non in tutti! Conceiçao e Yildiz indicano la strada, Kolo Muani entra bene, ma a centrocampo serve un’altra marciaTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 07:35Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Juventus, il carattere c’è, ma non in tutti! Conceiçao e Yildiz indicano la strada, Kolo Muani entra bene, ma a centrocampo serve un’altra marcia

Contro l’Inter la Juventus mostra carattere con Conceiçao e Yildiz e trova buoni segnali da Kolo Muani, ma a centrocampo preoccupano ritmo e intensità.

Una sconfitta estiva non può trasformarsi in una sentenza, esattamente come le vittorie nelle amichevoli precedenti non potevano significare che la Juventus fosse già pronta. Il test contro l’Inter, però, ha offerto a Luciano Spalletti materiale interessante sul quale lavorare, soprattutto ha evidenziato una differenza piuttosto netta tra chi sembra avere già dentro il temperamento richiesto dal tecnico e chi, invece, deve aumentare considerevolmente ritmo e intensità.

La Juventus ha bisogno di giocatori che non accettino passivamente l'andamento della partita, gente che, anche quando le cose funzionano poco, continui a chiedere il pallone, tentare una giocata, aggredire un avversario e cercare di cambiare l'inerzia. Da questo punto di vista, Francisco Conceiçao e Kenan Yildiz rappresentano due esempi importanti.

Conceiçao non accetta mai la resa

Il portoghese possiede una caratteristica che può diventare preziosissima per questa Juventus: ha temperamento.

Conceiçao può sbagliare una giocata, intestardirsi in qualche dribbling o scegliere una soluzione complicata, ma difficilmente scompare dalla partita, cerca continuamente l'avversario, vuole creare superiorità numerica e soprattutto sembra avere quella sana ribellione nei confronti della sconfitta che Spalletti pretende dai propri calciatori.

Contro l'Inter lo si è visto ancora.

La Juventus era sotto, la partita sembrava indirizzata, ma Conceiçao ha continuato ad attaccare fino a trovare il gol che ha riaperto il risultato nel finale. Non è servito per evitare la sconfitta, ma il significato della sua prestazione va oltre la rete.

La nuova Juventus dovrà avere esattamente questa fame.

Yildiz vuole sempre incidere

Un discorso simile riguarda Yildiz.

Il turco non è ancora nella condizione migliore e Spalletti lo sta riportando gradualmente verso il cento per cento. Eppure, quando il pallone arriva dalle sue parti, la sensazione è che possa accadere qualcosa. Yildiz vuole assumersi responsabilità. Cerca il dribbling, prova ad accelerare, si muove per ricevere e non ha paura di tentare la soluzione individuale. Ci saranno inevitabilmente partite nelle quali dovrà imparare a essere più continuo e altre nelle quali gli avversari riusciranno a limitarlo. Ma la personalità non sembra mancargli.

E avere Yildiz da una parte e Conceiçao dall'altra significa poter disporre di due giocatori capaci di rompere uno spartito quando il gioco collettivo non riesce a produrre abbastanza.

Kolo Muani, l’impatto promette bene

Poi c'è Randal Kolo Muani, è presto per qualsiasi valutazione definitiva, ma l'impatto offre motivi di interesse. Il francese porta caratteristiche differenti: profondità, accelerazione, attacco degli spazi e soprattutto movimento. Non aspetta semplicemente che il pallone arrivi.

Kolo si muove, allunga la difesa, cerca il corridoio e può permettere ai trequartisti e agli esterni di trovare maggiori spazi tra le linee. Quando aumenterà l'intesa con Yildiz, Conceiçao, Zhegrova e Alajbegovic, il potenziale offensivo della Juventus potrebbe crescere considerevolmente.

Spalletti ha detto di volerlo aiutare ad aumentare i propri numeri realizzativi. La sensazione è che il francese possa ricambiare aiutando tutto l'attacco juventino a diventare meno prevedibile.

Il problema è quando la Juventus cammina

Se davanti emergono personalità, accelerazioni e voglia di rischiare, il test con l'Inter ha però riproposto un interrogativo importante. a centrocampo la Juventus non può permettersi di camminare. Non basta amministrare il pallone. Non basta giocarlo lateralmente e nemmeno limitarsi a mantenere la posizione. Il calcio richiesto da Spalletti pretende movimento continuo, disponibilità senza palla, pressione immediata e capacità di accompagnare l'azione. In alcuni momenti, invece, il centrocampo bianconero è apparso troppo compassato. Quando il ritmo diminuisce, la conseguenza diventa evidente: gli attaccanti ricevono da fermi, gli esterni vengono raddoppiati e la squadra perde metri. E contro avversari organizzati e fisicamente forti come l'Inter, giocare a velocità ridotta significa consegnare l'iniziativa.

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