Juve, i problemi li abbiamo capiti. Ora servono risposte e unità
Dalla fine del campionato è passato così poco tempo che le ferite sono ancora lì in bella vista che bruciano e non trovano conforto, anche se in linea teorica - ognuno di noi – pensa di avere la cura giusta e soprattutto di conoscere le cause di quanto accaduto. Ma sul cosa sia capitato per davvero e perché, quando tutto sembrava viaggiare verso un finale scritto e non scontato, non è ancora del tutto chiaro. E a tutti fa comodo puntare il dito verso qualcun altro. Forse anche in società. Questo invece dovrebbe diventare il momento in cui mostrare veramente il proprio attaccamento ai colori della propria squadra. Perché è nei momenti di difficoltà che si deve avere l'umiltà di accettarli e la capacità – di conseguenza - di essere in grado di superarli. Coi fatti e non solo con le parole. L'invito è naturalmente rivolto per primo a Luciano e Damien, se mi permettono di dare loro del “tu”. Perché nelle loro differenze devono riuscire a trovare quei punti sui quali far convergere le strategie per rilanciare la Juve, dopo l'ennesimo anno zero di rifondazione.
Mercato - Purtroppo c'è da ammettere che non sarà facile ripartire con quelle che sono le premesse di un mercato tutt'altro che facile. Gli ultimi due anni hanno ulteriormente appiattito il livello tecnico della squadra, sradicando man mano quel poco di juventinità che era rimasta, e sostituendola con un minore tasso tecnico. In più, adesso, mostrando anche la necessità di dover andare alla disperata ricerca di un numero elevato di giocatori: dal portiere, ad un difensore, fino ad almeno due attaccanti e un centrocampista offensivo. Con quali conseguenze? Di vedere lievitare il costo dei cartellini, dovendo prima di tutto cedere e poi ricomprare in quella giungla di affaristi del calciomercato. Attenzione a rimanere uniti e compatti, perché altrimenti sarà ancora più dura accettare un ulteriore rifiuto o l'incapacità di non riuscire ad accontentare l'allenatore su qualche sua specifica richiesta. Il budget è limitato e molto dipenderà da quante operazioni si riusciranno a far coincidere sull'asse dell'entrata-uscita con uno stesso club. Atletico Madrid e Bayern Monaco le sponde più facili per far rimbalzare i nomi di Nico Gonzalez e Bremer accostandoli a Sorloth e Kim. E riuscendo anche a limare un po' le differenze di prezzo, Poi restano i nomi di Di Gregorio, Cambiaso, Koopmeiners e David che insieme potrebbero dare linfa per l'assalto al portiere di esperienza internazionale e a quell'altro attaccante, tipo Kolo Muani, per cui non ti dovrai svenare ma che dovrai pur riuscire in qualche modo a portare a casa.
Plusvalenze – Chiuso il capitolo penale, abbiamo capito che serve però difendersi meglio. E anche qui, a livello istituzionale e politico, c'è ancora molto da fare. E a chi crede che basterebbe togliere il presidente Ferrero, sostituendolo con Del Piero, pongo una semplice domanda. Siete convinti che basterebbe? Ma soprattutto, siete sicuri che il mitico capitano sia disponibile a scendere in campo in questo preciso momento storico del club? Io penso che ci voglia invece ancora un po' di pazienza per lasciare maturare questa ipotesi non solo suggestiva.


