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La Juventus sprofonda tra colpe collettive e necessità di risposteTUTTOmercatoWEB
giovedì 13 ottobre 2022, 00:00Editoriale
di Andrea Di Lella
per Bianconeranews.it

La Juventus sprofonda tra colpe collettive e necessità di risposte

La Juventus sprofonda, in barba a tutte le buone intenzioni.

Dopo la pessima partenza, l’unità di intenti da parte di tutte le componenti (CLICCA QUI) e la continuità di rendimento che doveva servire a risollevarsi (CLICCA QUI) è naufragata miseramente. Non si vede la luce in fondo al tunnel, la nottata è ancora lunga in attesa di un risveglio e di un percorso di risalita che speriamo sia il più rapido possibile.

Chi segue il sottoscritto su queste colonne e su Radio Bianconera, sa benissimo tutta l’evoluzione - sia nella scorsa, sia in questa stagione - che ho avuto modo di “documentare” da tempo, con i vari malumori di dirigenza per il pessimo avvio e lo scollamento tra alcuni giocatori e Allegri (CLICCA QUI). Oggi, che anche i media più “vicini” ai bianconeri sembrano aver preso coscienza della gravissima situazione creatasi, si cercano soluzioni e, in pieno stile italiano, un colpevole.

Personalmente, l’esperienza mi ha insegnato che quando le cose in un gruppo di lavoro non vanno bene è difficile che le responsabilità siano unicamente di una persona.

Dal proprio ritorno a Torino, Allegri non sta dando nulla e non sta riuscendo nell’impresa - come invece sta facendo Inzaghi, altro allenatore sulla graticola fino a qualche settimana fa - di raddrizzare la barca che sta imbarcando acqua e naviga a vista. Ovviamente il tecnico - coadiuvato dal proprio staff - è uno dei maggiori responsabili e, in questi casi, l’allenatore è un bersaglio facile da colpire.

Il suo esonero, inoltre, sarebbe certamente un’operazione assolutamente condivisibile e sensata ma, come ho avuto modo di evidenziare più volte, ci sarebbe bisogno dell’avallo della proprietà in virtù di un contratto fino al 30 giugno 2024 ed uno stipendio monstre.

Continuando con le colpe collettive, non si può tralasciare la società. Ieri, finalmente, il Presidente Agnelli è tornato a parlare mettendoci la faccia.

Lo ha fatto, però, non mettendo minimamente in discussione Allegri - non sembravano parole di facciata ma un sostegno concreto al tecnico - e il fastidio percepito dal Presidente nel provare a rispondere ai giornalisti di Sky che legittimamente facevano domande sull’allenatore è sotto gli occhi di tutti. Se le colpe, come ha detto Agnelli, sono collettive, come si può lasciare fuori il tecnico da responsabilità evidenti? Che, anche all’interno della dirigenza, ci siano delle divisioni è noto da tempo anche e soprattutto sulla guida tecnica (CLICCA QUI) e, come da calendario finanziario, vedremo prima nell’assemblea degli azionisti tra circa una quindicina di giorni e poi con l’avvicinarsi della sosta per i Mondiali, se la situazione sportiva potrà cambiare in meglio.

In ultimo i calciatori: che lo spogliatoio non sia unito e compatto da un po’ nei confronti di Allegri è chiaro anche a chi si intende di altri sport.

Però, sono i giocatori che indossano la maglia della Juve e che stanno facendo queste misere figure non degne di un club glorioso come quello bianconero. Cosa hanno intenzione di fare? Alcuni di loro continueranno in questo modo oppure cercheranno di rispettare i tifosi, mettendo in campo la qualità e gli attributi? Cosa farà il capitano della Juventus? Sarà un vero leader, cercando di passare oltre qualche “incomprensione” passata e/o presente con qualche giocatore e con l’allenatore e sarà in grado di unire lo spogliatoio?

Domande che attendono risposte urgenti e soluzioni concrete…

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