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Juve, folle ko a Sassuolo. Non è squadra da Champions. Kolo Muani, ora basta. Allegri salvato da Favasuli. Modric è il problema del Milan. Tra Inter e Roma per lo scudetto c’è il Como. Mora o Mastantuono, chi è più forte?

Juve, folle ko a Sassuolo. Non è squadra da Champions. Kolo Muani, ora basta. Allegri salvato da Favasuli. Modric è il problema del Milan. Tra Inter e Roma per lo scudetto c’è il Como. Mora o Mastantuono, chi è più forte? TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
Enzo Bucchioni
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Enzo Bucchioni
Oggi alle 00:00Editoriale

Una partita folle, una Juve folle. Sotto due volte con il Sassuolo, nel finale recupera il risultato, ma non capisce neppure che il pari sarebbe stato un risultato prezioso e si fa infilare in contropiede a tempo scaduto dal giovane ex Adzic. Inguardabile come inguardabili sono quelle maglie rosa che si ostina a indossare. Lasciate la storia nei musei. 
Dov’è finita la vera Juve, quella cinica, quella capace di interpretare le partite e i momenti? Ce lo chiediamo da troppo tempo e da troppo tempo non se ne trova traccia. La Juve non è una squadra vera, mancano cattiveria, personalità, oltre ai grandi giocatori. E non è solo colpa delle nove assenze, anche quelli che ci sono, da Kolo Muani a Koopmeiners e Bremer, hanno deluso più di altri.
Kolo Muani ormai è un caso. Forse sbaglierò, ma non ho mai capito l’inseguimento esagerato a questo giocatore durato un anno e mezzo, non ho capito gli oltre quaranta milioni della sua valutazione, non ho capito neppure perchè non sia stato trovato un accordo con Vlahovic che al confronto sembra un fenomeno. Kolo Muani non è un centravanti, non è un sottopunta, ma cos’è? Non ha cattiveria, non mette fisicità nonostante la mole, non segna, non lavora bene per la squadra. A cosa serve? 
Quando a Spalletti sono scappate le famose critiche feroci probabilmente stava dicendo la verità, poi magari Kolo ci meraviglierà e saliremo tutti sul suo carro, ma ad oggi è un problema. Farei giocare Waltemade dall’inizio, tanto per provare una soluzione nuova. Non è che il tedesco abbia fatto vedere tante cose neppure ieri sera, magari ci mette più grinta.
Ma la delusione arriva dall’ingenuità di Bremer che regala un gol, dalla difesa che non partecipa al gioco, da Celik lontano da quello della Roma, ma anche da Douglas Luiz, regista con la moviola. Spalletti voleva un giocatore alla Lobotka, anzi proprio Lobotka, non l’hanno preso così l’allenatore sta provando a rigenerare Douglas, ma è lento, prevedibile, l’assenza di Locatelli l’ha messo a nudo. Il centrocampo di ieri sera era fatto con due Koop e Douglas, che erano fuori dai programmi.
Ma è tutta la squadra ad essere poco Spallettiana. L’allenatore non riesce a incidere come ci si sarebbe aspettati, probabilmente a tanti di questi giocatori manca la personalità giusta. Non sono da Juve, si sarebbe detto una volta.
S’era già ampiamente capito in queste prime giornate vedendo giocare Inter, Roma e Como che la Juventus non può competere per lo scudetto.

Se non recupera in fretta qualche infortunato, aspettando Ildiz, Locatelli e Thuram, questa squadra non è neppure da Champions. Sarà un’impresa arrivare fra le prime quattro. Puntare alla vittoria della modesta Europa League deve essere sempre più l’obiettivo.
Anche il Napoli ha faticato a battere il Bologna, l’ha vinta il cortomuso di Allegri e la sua intuizione nel proporre il giovane Favasuli a inizio ripresa. La sua energia ha cambiato la partita, la sua scossa è diventata adrenalina per tutti e il triste 4-4-1-1 del primo tempo ha preso una vita diversa. Si mangeranno le mani i dirigenti della Fiorentina che Favasuli ha portato fino alla prima squadra e poi se ne sono liberati (al Catanzaro) con superficialità. 
A differenza di Spalletti, le assenze di Allegri saranno recuperabili in minor tempo. McTominay e Anguissa mancano tantissimo anche se il doppio play funziona e De Bruyne cresce.
Non funziona più, invece, Luka Modric. E dirlo mi dispiace, chiedo perdono al campione, ma uno di 41 anni con il calcio di Amorim non c’entra nulla. Come può pressare, muoversi continuamente nel calcio fluido, recuperare palla in velocità e ripartire? L’allenatore deve essere bravo a ritagliargli un ruolo, magari a partita in corso, oppure deve cambiare qualcosa in quello che chiede alla squadra. Poi, vedere in campo Estupinian e Loftus Cheek è un’altra roba che stona. Le soluzioni ci sono.
Comunque, per quel che s’è visto fino ad ora, come detto, lo scudetto dovrebbe essere una roba fra Inter, Roma e Como.
Tornano in campo e la curiosità più grossa è capire come la squadra di Fabregas gestisce il dopo Champions e le energie che l’Europa richiede. E’ l’ultimo test per metterla stabilmente fra le candidate al titolo.
Intanto s’è acceso il dibattito attorno a una domanda classica: chi è il giovane più forte del campionato? 
Per ora il derby è fra due diciannovenni dal grande futuro, l’argentino Mastantuono della Fiorentina e il portoghese Mora della Roma. Caratteristiche diverse, talento vivissimo. Mastantuono, più ala, ha segnato una tripletta al Venezia, a quell’età non c’era riuscito neppure Messi. 
Mora, più trequartista, di gol ne ha fatti uno solo in campionato, ha giocato anche in Champions: qualità e personalità. 
Gasperini ha parlato solo del suo giocatore, ovviamente, ma intanto suggerisco di goderceli entrambi in una stagione che sta mettendo in mostra molti altri talenti giovani e  giovanissimi, finalmente in campo. Ho la sensazione che la svolta sia arrivata.

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