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Urliamo le belle cose, godiamo dell’esultanza di Gatti e non solo!TUTTOmercatoWEB
domenica 16 aprile 2023, 17:51Editoriale
di Roberto De Frede
per Bianconeranews.it

Urliamo le belle cose, godiamo dell’esultanza di Gatti e non solo!

Straordinario come ci si sente soli, laggiù nel profondo dell'animo, se manca un compagno di esultanze. (Elizabeth von Arnim)

Una delle cose più rivelatrici del carattere e della personalità di un giocatore e della sua squadra, è il suo modo di gridare e di festeggiare un goal, la sua esultanza. Il giocatore piú elegante e sobrio, subito dopo aver segnato goal, è stato curiosamente un colchonero, José Eulogio Gárate, a cavallo degli anni sessanta e settanta, che non li festeggiava: non soltanto non faceva il segno dell'ombrello, né sferrava pugni in aria, né correva come un indemoniato per tutto il campo, ma neppure alzava le braccia, gesto minimo che il contatto del pallone con la rete impone a chi lo ha ottenuto, come sa chiunque abbia giocato a calcio qualche volta. Gárate non “umiliava” il rivale con la sua esaltazione, piuttosto sembrava chiedergli scusa per il fastidio arrecato e per avergli fatto perdere il premio partita. Ma noi stavolta non avevamo bisogno di un fenomeno elegante quanto freddo, ma semplicemente di spontaneità, di gioia e di una grande anima fanciullesca, quella di Gatti, dopo il gol vittoria in Europa League contro lo Sporting Lisbona.

Una partita tecnicamente modesta, ma con tre immagini che trasformano una giornata in una bella giornata. Non basta sentire l'arrivo delle belle giornate, è necessario proclamare: "Le giornate sono diventate belle”! Succede di solito in aprile, in questa curva del mese che scivola verso la seconda metà, quella che bacia i quarti di finale delle competizioni europee e scioglie riserve e appendici che nulla hanno a che vedere con l’erba verde, ma che agiscono ugualmente come diserbanti. I bollettini meteorologici non si sono ricordati di annunciarlo con un linguaggio speciale. Nessuna autorità, munita di servizio di pubbliche relazioni, ha tratto profitto dall'avvenimento. Discrete, silenziose, sono arrivate le giornate belle e ne arriveranno di più belle. Riscopriamo quella luce nel cielo che da mesi si era spezzata in macchie grigie nel bianco sporco dello spazio. Il bianconero, metafora dell’azzurro, si è ricostituito nella luce filtrata, distillata, che lava anche le sfumature impoverite delle cose naturali e di quelle fabbricate. Il colore è più colore, nella purezza di quest'aria che osa sfidare i vapori, le emanazioni e le fuliggini di una stagione… non quella vivaldiana, bensì quella anomala calcistica-pseudoforense! E il raggio di sole benevolo, posandosi finalmente su noi tifosi, è come una carezza, nonostante sulle teste bianconere vi siano le 15 spade di Damocle appese ad un crine di Chinè & C.

L’esultanza di Gatti come quella di un bambino che finalmente riceve da Babbo Natale il regalo più desiderato al mondo; il gruppo forgiato da Allegri; i due portieroni, Perin e Szczęsny, abbracciati sorridenti dopo la vittoria contro lo Sporting Lisbona. Tre fotografie europee che hanno reso gli animi più leggeri e luminosi, caldi e sorridenti arricchendo la giornata dell’aggettivo “bella”. Nonostante tutto. Nonostante i processi, il 3-4-3 a polveri bagnate modificato in corsa, la ridicola gag della maglietta di Paredes e i pochi ma buoni minuti del desaparecido Pogba. Quelle tre immagini rappresentano la gioia, la forza, l’amicizia, valori imprescindibili per un club vincente.

Emily Dickinson avrebbe dedicato alla gioia del giovane difensore goleador i suoi splendidi versi:

Esultanza è l’andare verso il mare

di un’anima vissuta sempre a terra,

che supera le case, i promontori,

per sprofondare nell’eternità.

Come noi, cresciuti in mezzo ai monti,

può mai capire il vecchio marinaio

la sovrumana ebbrezza del trovarsi

la prima volta a un miglio dalla costa?

Antoine de Saint-Exupéry, l’aviatore padre del Piccolo Principe avrebbe fatto di Allegri il suo miglior discepolo, avendo imparato bene l'insegnamento datogli: "Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito". Max è riuscito non solo a ricostruire una barca, ma soprattutto a non farla affondare, gestendo in modo magistrale il gruppo dei suoi ragazzi.

Il rispetto, l’ammirazione e l’amicizia che hanno mostrato l’un per l’altro Perin e Szczęsny (quest’ultimo, pregio non da poco, dotato di ottimo humour nonostante lo spavento per il malore) nella “terza foto”, assieme alle altre due, hanno definitivamente trasformato l'aria: è diventata più eterea, mentre prima di giovedi sera ogni immagine era a metà fra sacrificio e noia, tra ansia e pesantezza.

Quindi, bisogna far giustizia alle giornate belle, offrire loro la nostra gratitudine. La reazione a catena di ottimismo può contribuire a rendere un po' più piacevole quello che io chiamo lo scombussolamento della stagione. Da qui la conclusione: lasciare da parte, anche per pochi istanti, il peso degli avvenimenti opprimenti, per degustare la finezza dell'atmosfera e la limpidezza delle immagini ritagliate nella luce, partendo da quelle tre di giovedi sera, con la speranza di urlare tante altre belle cose!

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