Serie A uccisa per distruggere la Juventus, ma ora parte il nuovo capitolo firmato Giuntoli: rinascita e vittoria
La nuova Juventus e il nuovo campionato nasceranno praticamente lo stesso giorno. Una coincidenza che assomiglia ad un raggio di sole di speranza. Ieri Giuntoli ha mosso i primi passi nel mondo bianconero, facendo un tour alla Continassa e incontrando la dirigenza bianconera dopo essersi già confrontato telefonicamente con Allegri; oggi (ore 12.30) nasce invece il calendario del prossimo campionato di Serie A, la passata penosa stagione è definitivamente alle spalle, la classifica è azzerata e finalmente la Juventus comincerà senza grottesche spade di Damocle sulla testa. Piaccia o no (al sottoscritto non piace), il patteggiamento ha portato almeno a questo risultato positivo: cominciare senza ulteriori pendenze da scontare. Un ricatto a cui la Juventus ha ceduto nonostante non ci fossero motivi apparenti per cedere. Ma oramai anche questa storia fa parte del passato.
Si apre un nuovo libro con cose da ricordare e altre da dimenticare. Cominciamo da quelle da ricordare: il comportamento vergognoso dell'ingiustizia sportiva che ha vessato la Juventus tutto lo scorso anno. Una crociata dell'odio nata per mettere in ginocchio e mortificare la Vecchia Signora, rea di aver reso praticamente inutile il campionato per nove anni di fila e di aver pensato ad una nuova manifestazione europea per uscire dalla dittatura di Ceferin e salvare se stessi e il calcio. Qualcuno glielo aveva promesso alla Juventus "dobbiamo fermarli per rendere il campionato più appetibile". L'hanno fermata nel modo più indegno e indovinate? Il campionato ora è il meno appetibile di sempre: diritti tv svenduti, aste costantemente al ribasso e giocatori che non considerano più la Serie A un punto di arrivo ma, piuttosto, un punto di fuga. Il classico boomerang che si è ritorto contro le nostre geniali istituzioni. Questa è una cosa che non dobbiamo dimenticare. E infatti lo ricorderemo ad ogni plusvalenza fatta da un club qualsiasi e che alla Juventus era stata contestata come reato; e lo ricorderemo ad ogni partnership che esiste nel calcio ma che non è tollerata solo se fatta con il club bianconero.
Tra le cose da dimenticare della passata stagione c'è sicuramente tutta la gestione tecnica: dal mercato al gioco, passando per la preparazione fisica senza dimenticare i continui e interminabili infortuni. Il punto è stato messo e ora si volta pagina. Certo, si poteva mettere mandando via l'allenatore ma la cosa era mal conciliabile con la situazione economica da risollevare e con la volontà di Allegri di restare per prendersi una rivincita e allora si è cambiato tutto il contorno: dirigenza rinnovata, Manna come direttore sportivo ma sotto la guida di Cristiano Giuntoli uomo preteso da Elkann, inseguito e voluto fino alla fine da Calvo; e ora il mercato. Sarà un mercato estremamente diverso dal solito: non si guarderà soltanto al nome ma non si prescinderà neppure da quello, Giuntoli è consapevole che la Juventus non è il Napoli. La sfida del nuovo direttore dell'area tecnica è di quelle che non ti fanno dormire la notte, soprattutto se quando eri piccolino a casa tua si tifava Juventus in maniera viscerale. Quella di Giuntoli non è soltanto una scommessa professionale ma è anche un regalo da infiocchettare ad una famiglia che ha da sempre la Juve nel cuore.
Allegri è mai stato in dubbio? Certo, ma sarebbe dipeso molto da lui. Allegri è mai stato contattato dagli arabi? Indirettamente si, ma la sua risposta è stata da subito negativa e non è mai stata una questione di soldi. Il tecnico livornese aveva rifiutato Real Madrid e PSG per tornare a vincere con la Juventus e non ha intenzione di andare via prima di essere tornato alla vittoria in bianconero. Vuole riprovarci, il club è stato quasi costretto a permetterglielo ma se le pagine di questa storia non dovessero cambiare, ora c'è l'uomo giusto per cambiare anche in corsa e portare a Torino, eventualmente, un allenatore capace di cambiare pelle alla Juventus. Perché questo nuovo capitolo della Juventus, per Giuntoli, si intitola: rinascita e vittoria.


