Pogba,ci risiamo! Cento anni di orgoglio Agnelli, ma la società si riavvicini ai tifosi.
Sotto certi aspetti sembra di ripartire da dove ci eravamo lasciati. Le prime parole di Massimiliano Allegri rispetto alla situazione di Pogba sono un copia incolla della stagione conclusa. Con un’aggravante, la totale assenza dello scorso anno. Parole che non possono lasciare indifferenti e che portano dietro ragionamenti fondamentali: il primo colpo da fare nel mercato è a centrocampo. Oppure vogliamo vivere ancora nell’attesa che il top player, perchè se fosse in forma sarebbe il vero valore aggiunto della squadra, possa provare a tornare un calciatore?
E’ passato ormai un anno e ancora non si intravede la luce. Qui non si tratta più neppure di fare illazioni o ipotesi, ma bisogna prendere atto che i problemi del nazionale francese sono talmente importanti che oggi non si sa ancora quando potrà tornare ad allenarsi con il resto del gruppo. E dispiace dirlo, ma la Juve non può permettersi un altro anno di attesa. Dunque la prima missione di Giuntoli oggi è quella di piazzare un colpo importante in mediana, Kessie sarebbe un’ottima soluzione, in modo da dare la possibilità a Pogba di guarire con calma. Mai come adesso, personalmente rimpiango la scomparsa del grande Mino Raiola, sono certo che con i suoi buoni uffici, la Juve e lo stesso giocatore avrebbero trovato un’ottima via di uscita per tutti.
Attenzione anche alla situazione di Vlahovic. Sempre dalle parole di Allegri si evince che la pubalgia non è stata ancora superata. Chi sia alla fine l’operazione, che costringerebbe l’attaccante a stare fuori almeno 2 mesi, la panacea di tutti i mali? Domanda? Si aspetta forse l’eventuale cessione per procedere con l’intervento? Malizia a parte, anche qui purtoppo le problematiche vissute per tutta la passata stagione sembrano riproporsi con una puntualità disarmante.
La Juve partirà a fari spenti: attenzione non vuol dire da comprimaria, ma senza accendere troppo i riflettori. Bene che lo facciano i vari De Laurentis, il quale ci dirà il prossimo 12 agosto oltre allo scudetto quali altri trofei porterà a casa, i vari Lotito, costretto a rifiutare decine e decine di giocatori, tutti top player ovviamente, che si sono offerti quasi supplicandolo alla Lazio, i vari Mourihno, il miglior allenatore dell’emisfero, che certo non potrà fallire al terzo anno sulla panchina della Roma l’appuntamento con lo scudetto, e ovviamente le milanesi, una ancora senza portiere e senza attaccante e l’altra brava a smontare e rimontare. Per una volta lasciamo agli altri il ruolo di favorito.
Certamente ci sarebbe piaciuto celebrare i 100 anni di proprietà della famiglia Agnelli con altre prospettive e con un altro stato d’animo. Mala tempora currunt avrebbero detto i latini, ma ricordiamo che un problema può diventare un’opportunità se si lavora bene e con professionalità. L’arrivo di Giuntoli, la sistemazione dell’assetto societario, è il primo passo, il mercato e il campo ci diranno il resto. C’è poco da festeggiare in questo preciso momento vero, ma guardatevi per un attimo attorno, alzate la testa e scrutate l’orizzonte: siate sempre più orgogliosi della nostra maglia e della nostra storia. Gli scudetti episodici passano, la storia, il cuore, l’orgoglio, la passione, la classe e l’onore di essere Juventus no!
Ps. La società in questo anno particolare dimostri vicinanza ai tifosi, trovi un modo per dialogare e farli sentire non semplici clienti ma il valore aggiunto: questo sarebbe il miglior modo di celebrare i 100 anni.


