Juve, mercato da 7-, ecco perchè, cosa si poteva fare e cosa si è fatto
Sette meno. È questo il voto che si può assegnare al mercato della Juventus, una campagna acquisti complessivamente positiva, con diverse operazioni intelligenti e una rosa che appare più adatta alle richieste di Luciano Spalletti, ma anche con qualche casella che sarebbe stato opportuno riempire meglio.
La Juventus esce dal mercato potenzialmente più forte, soprattutto in difesa, davanti ha cambiato completamente struttura, aumentando forse la qualità delle alternative ma diminuendo il numero degli attaccanti. A centrocampo, invece, rimane la sensazione che sarebbe servito un uomo in più, soprattutto alla luce dei problemi fisici emersi proprio negli ultimi giorni.
Il giudizio, quindi, non può essere un otto. Ma neppure una semplice sufficienza.
Il 7- fotografa abbastanza bene una Juventus migliorata, interessante, ma ancora accompagnata da qualche interrogativo.
ATTACCO: Kolo Muani e Woltemade al posto di tre giocatori
È probabilmente il reparto più difficile da valutare, sono usciti Openda, Dusan Vlahovic e Jonathan David. Sono arrivati Randal Kolo Muani e Nick Woltemade. Il conto è semplice: tre fuori e due dentro. Numericamente, dunque, la Juventus ha un attaccante in meno.
Qualitativamente il discorso è completamente diverso. Kolo Muani è un attaccante moderno, veloce, capace di attaccare la profondità e di muoversi su tutto il fronte offensivo. Woltemade rappresenta invece una scommessa tattica estremamente affascinante: 1,98 metri, ma caratteristiche quasi da numero 10, capacità di venire incontro, proteggere il pallone e dialogare con i compagni. Spalletti può alternarli oppure utilizzarli insieme.
Potenzialmente l'attacco è più funzionale a Spalletti
Ed è questa la ragione per cui il giudizio sull'attacco rimane positivo, non necessariamente ci sono più giocatori, ma probabilmente ci sono giocatori maggiormente funzionali all'idea dell'allenatore. Kolo Muani offre profondità, Woltemade permette di legare il gioco, Conceição garantisce l'uno contro uno, Yildiz, quando rientrerà dall'infortunio, restituirà fantasia e capacità di creare superiorità, Alajbegovic rappresenta la grande scommessa tecnica. Le combinazioni possibili sono numerose. Il problema sarà capire quanti gol produrrà questo reparto.
Chi segna i gol di Vlahovic e David?
È questa la domanda alla quale soltanto il campo potrà rispondere. Vlahovic era un centravanti con caratteristiche molto precise. David rappresentava comunque un'altra soluzione centrale. Openda garantiva un'ulteriore alternativa. Ora una parte importante della produzione offensiva dovrà essere assorbita soprattutto da Kolo Muani e Woltemade ed Ekhator quando tornerà. Il francese dovrà aumentare la propria continuità realizzativa. Dal tedesco, invece, sarebbe sbagliato aspettarsi immediatamente numeri da centravanti da 25 gol. Woltemade può essere utilissimo anche creando occasioni per gli altri, ma alla Juventus serviranno comunque reti. Per questo all'attacco si può dare 7 per potenziale, ma con un grande punto interrogativo sulla quantità.
CENTROCAMPO: qui serviva probabilmente qualcosa in più
Il reparto che lascia maggiori dubbi è il centrocampo.L'arrivo di Pape Matar Sarr è sicuramente positivo. La Juventus ha preso un centrocampista box-to-box giovane, dinamico, fisicamente importante e con margini di crescita. L'operazione con il Tottenham prevede una formula inizialmente sostenibile e condizioni per il successivo acquisto. Sarr porta esattamente alcune delle caratteristiche che mancavano ma il problema è quello che è successo intorno.
Thuram cambia completamente la valutazione
Le condizioni di Khéphren Thuram rappresentano un'incognita enorme, se il problema al ginocchio dovesse portare a uno stop lungo, Spalletti perderebbe uno dei centrocampisti maggiormente capaci di strappare, portare palla e vincere duelli fisici. McKennie, inoltre, ha avuto un affaticamento e sta tentando di recuperare. In questa situazione sarebbe stato utile inserire un altro centrocampista. Non necessariamente un grande nome da 40 milioni. Anche un giocatore affidabile, pronto, capace di garantire rotazioni avrebbe aumentato enormemente la sicurezza del reparto. Sarr rischia di dover diventare importante immediatamente Il paradosso è proprio questo. Sarr sarebbe dovuto arrivare per aumentare le alternative, rischia invece di diventare immediatamente una delle prime scelte. È un cambiamento sostanziale. Spalletti dovrà inoltre recuperare Koopmeiners, che può diventare una risorsa importante proprio alla luce dell'emergenza, se l'olandese riuscisse finalmente a ritrovare continuità e rendimento, la valutazione del centrocampo cambierebbe radicalmente. Altrimenti, quella pedina non acquistata potrebbe farsi sentire durante la stagione.
DIFESA: qui la Juventus è realmente migliorata
Il giudizio cambia completamente parlando della fase difensiva, Lucumí rappresenta probabilmente uno degli acquisti più importanti dell'intero mercato juventino. Mancino, abituato alla Serie A, aggressivo e capace di partecipare alla costruzione, permette a Spalletti di avere un centrale complementare agli altri difensori. Con Bremer può nascere una coppia estremamente interessante, ma soprattutto Lucumí aumenta le possibilità tattiche.La Juventus può difendere più alta, costruire meglio dal basso e avere maggiore aggressività nell'anticipo.
Vicario può spostare punti
Poi c'è Guglielmo Vicario, ed è un'operazione che personalmente considero molto importante, un portiere forte non serve soltanto per effettuare grandi parate, serve per vincere partite nelle quali giochi male. Quelle partite che magari finiscono 1-0 perché il portiere compie un intervento decisivo al minuto 82, è lì che alla fine si costruiscono le classifiche. Vicario ha esperienza internazionale, personalità e soprattutto può rappresentare un punto fermo per diversi anni. Lucumí più Vicario significano quindi una cosa molto semplice: la Juventus ha provato seriamente a ridurre il numero di gol subiti, ed è probabilmente questa la scelta più importante dell'intero mercato.
La stagione della Juventus passa da una formula semplicissima
Alla fine possiamo discutere per ore di moduli, mercato, possesso palla e caratteristiche dei singoli, ma la stagione della Juventus potrebbe dipendere da una formula tremendamente semplice: non prendere gol e riuscire a farne almeno uno. Sembra banale, non lo è affatto. Se Vicario, Bremer, Lucumí e il resto della difesa riusciranno a costruire una squadra capace di concedere pochissimo, la Juventus avrà già risolto metà del problema.
Perché davanti qualcosa può sempre succedere. Kolo, Woltemade e Conceição devono fare la differenza, una squadra che subisce poco non ha necessariamente bisogno di segnare tre reti ogni domenica.
IL VOTO: 7-
La valutazione finale rimane quindi 7-. Difesa: 8. È il reparto maggiormente migliorato grazie soprattutto agli innesti di Lucumí e Vicario. Attacco: 7. Potenzialmente più interessante e complementare, ma numericamente perde un elemento: fuori Openda, Vlahovic e David, dentro Kolo Muani e Woltemade. Centrocampo: 6,5. Sarr è un buon innesto, ma con i problemi di Thuram e le condizioni non perfette di McKennie sarebbe servita probabilmente un'altra pedina.
La Juventus non esce dal mercato come una squadra perfetta, esce però come una squadra migliore. Adesso toccherà a Spalletti darle equilibrio e soprattutto costruire quella solidità che può cambiare tutto.


