Mercato, altro che riparazione. La Juve comunque merita un 9
Antonio Paolino
Partiamo subito dal voto da dare al mercato della Juventus. Ma cerchiamo di essere obiettivi. Ora e poi anche nel giudicare le prestazioni dei nuovi acquisti. Una squadra non può competere ad alti livelli se non ha giocatori di qualità. E per qualità si intende la capacità di saper fare reparto – all'occorrenza - anche da soli. Con questa premessa, alla Juve darei un 9 pieno. Troppo o troppo poco? Direi il giusto. Perché appiana dei pesanti deficit tattici, soprattutto in attacco, ma non concretizza totalmente i propri piani in uscita. Anzi, sacrifica Bentancur, facendosi tenere in ostaggio, ancora, da Ramsey. E qualcosa di meno anche da Arthur. Liberarsi del gallese, comunque, garantirebbe il voto in più e quasi la lode.
Potrebbe sembrare banale, ma lo ha ricordato senza giri di parole Thuram nell'esclusiva rilasciata nei giorni scorsi a Radiobianconera: ”Giocando con Cannavaro, Trezeguet e Nedved veniva tutto più facile anche a me”. Insomma giocatori di qualità ne servono sparsi in ogni zona del campo e più ce ne sono meno si soffre nel gestire le partite. Va aggiunto che la Juventus ha cominciato, cinque mesi dopo l'addio di Ronaldo, a porre rimedio agli errori che si trascinava da tre anni. Inseguire un'idea di gioco “nuova” sostituendo più allenatori (e dirigenti) e senza giocatori adatti non si è rivelata vincente.
Finalmente è tornata “razionale”. A partire dalla scelta dell'allenatore, passando per un pragmatico amministratore delegato e fissando un vero piano sportivo concordato con lo stesso allenatore che dovrà a questo punto valorizzarlo per tutta la durata del suo sontuoso contratto. Adesso sì che si intravede la volontà di riprendere il filo del discorso interrotto dopo l'ultimo scudetto conquistato da Sarri. Chiuso un ciclo, la forza di un club la si vede dal tempo che passa per riaprirne un altro. E la Juve, tutto questo tempo – all'Inter già scudettata - non lo vuole concedere.
VLAHOVIC – Il classico numero 9. Paragonabile a tanti uomini d'area con il fiuto del gol però ancora più accentuato. Sarà utile alla manovra offensiva bianconera perché farà alzare il baricentro della squadra a ridosso dell'area di rigore concedendo spazi e giocate dal limite anche a Dybala che potrà tornare a giocare quindi da 10. E con qualche cross in più aggiunto a qualche punizione dal limite, ecco che i margini per segnare risultano in aumento.
CENTROCAMPO – Kulusesky non ha reso secondo aspettative. E ad Allegri non è mai piaciuto particolarmente. Il primo ad essere sacrificato è stato proprio lui. Seguito da Bentancur, l'eterno incompiuto. Molto simili per certi versi. La Juve ha fatto pulizia dove ci è riuscita. Non però dove avrebbe dovuto anche con interventi drastici. Ramsey ha rifiutato ogni destinazione e adeguamento economico. Vedremo quale sgabello in tribuna occuperà da qui a fine stagione. Per Arthur il discorso è diverso. Non fosse arrivata la richiesta per Bentancur sarebbe stato il brasiliano a fare le valigie. Adesso invece diventa a tutti gli effetti centrale nei ballottaggi in mezzo al campo:
Rabiot/McKennie – Locatelli/Arthur - Zakaria/Nandez. Insomma ottimo attacco e buonissimo centrocampo. Quando le mosse sono quelle giuste.


