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Fagioli: “La noia mi ha spinto nel tunnel. Combatto ancora e vincerò io"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
giovedì 30 maggio 2024, 08:15Primo piano
di Quintiliano Giampietro
per Bianconeranews.it

Fagioli: “La noia mi ha spinto nel tunnel. Combatto ancora e vincerò io"

Rientrato dalla squalifica per il calcioscommesse, a La Gazzetta dello Sport, Fagioli si apre e parla della dipendenza e del modo con cui la combatte

Nicolò Fagioli si sta riprendendo la Juve e la sua vita. Scontata la squalifica per il calcioscommesse, il centrocampista è rientrato nelle ultime due gare di campionato e il ct Spalletti lo ha inserito tra i pre-convocati per gli Europei. Il giocatore ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Queste le sue parole: “Il gioco mi aveva divorato la vita, era diventato un assillo, un incubo. Sono stato inghiottito da un vuoto che non guarda in faccia nessuno, non distingue per classe sociale, non premia o assolve in base al talento. Mi sentivo soffocare, ma non riuscivo a venirne fuori”. 

Il centrocampoista bainconero prova a spiegare i motivi che lo spingevano a scommettere: “Quando terminano le 3 4/5 ore di allenamento, ti si spalanca il vuoto. Se sei privo di altri interessi, quell'abisso ti attira. Sembra assurdo, ma io mi annoiavo. Il successo non riesce a difenderti dal tempo vuoto. La noia mi ha rovinato la vita. Poi ogni problema dovevo compensarlo con le scommesse, con una scossa di adrenalina. Non ho chiesto aiuto a nessuno perché mi vergognavo. Ho perso il controllo di me stesso. Mi faceva schifo ciò che stavo vivendo, ma non potevo farne a meno. Il centro della mia vita non era più il calcio, ma le scommesse”. Ma non ho truccato le partite, condizionato i risultati. Ho fatto del male solo a me stesso, ho perso tanti soldi. Mi facevo schifo e mi sentivo un cretino”.

Fagioli poi parla della terapia e della volontà di battere definitivamente questa patologia: “Ho iniziato una terapia psicologica con il professor Jarre. Mi sto guardando dentro, per cercare le ragioni, per capire se non avessi antidoti. Dovevo scegliere tra precipitare o rialzarmi. La Juve mi ha aiutato rinnovando i il contratto, così come mi sono stati vicini i compagni di squadra. Non so se una dipendenza come questa possa essere sconfitta. Forse mai. Non smetterò di combatterla. Sarei bugiardo se dicessi che non riaffiora, ma ora la domino pensando al male che mi ha fatto. Ora penso che il gioco sia una cosa da sfigati”.