Dv7 e Cr7, la differenza tra "io" e "noi". E' troppo tardi per sognare ma.....
A Torino è sbarcato un fenomeno. Dusan Vlahovic ha avuto un impatto devastante con la maglia della Juventus, oltre ogni più rosea aspettativa. Grinta, carattere, sacrificio, disponibilità e voglia di mettersi a disposizione della squadra, il tutto condensato in un unico frame, la clamorosa esultanza su un pallone recuperato a Empoli dopo aver segnato una doppietta. Questo è Dv7, che con l’altro numero 7 condivide soltanto la maglia. Abbiamo avuto l’onore di “ospitare” per tre anni il più forte giocatore al mondo, che ci ha fatto divertire, gioire e qualche volta arrabbiare, ma per esempio non lo abbiamo mai visto andare ad esultare sotto i suoi tifosi. Ma è giusto cosi, uno, il portoghese era il simbolo dell’io, l’altro rappresenta il noi, e la differenza è sostanziale.
Dusan domani affronterà una città intera che lo aspetta per contestarlo dal primo minuto fino all’ultimo. Visto le ore drammatiche che stiamo vivendo, ci auguriamo che tutto possa condensarsi in una questione di campo, anche se i segnali che arrivano da Firenze non sono propriamente incoraggianti: “ non sarà una partita come le altre” hanno scritto per presentare la gara, mentre il direttore sportivo Pradè l’ha definita “ la partita della vita”. Per la Juve invece sarà una semplice semifinale di Coppa Italia da affrontare inoltre con mezza squadra fuori per infortuni. Allegri deciderà se schierare o meno il “marziano” il quale certamente non si farà impressionare dal clima ostile. Di Roberto Baggio ne abbiamo già avuto uno ( con tutto il rispetto per il grandissimo giocatore)
L’obbiettivo da perseguire è quello del quarto posto, che gli amici di Radiobianconera hanno evidenziato come molto più importante della stessa Coppa Italia. Certo, la Coppa è verosimilmente l’unico trofeo da poter vincere nella stagione, ma è evidente che l’accesso alla prossima Champions oggi rappresenta la priorità assoluta. E continuiamo a parlare di questo, perché guardare oltre ci sembra sinceramente eccessivo. Allegri deve spronare i suoi per una rincorsa che ha già dato ottimi risultati, ma tra infortuni (praticamente la Juve giocherà le prossime gare senza mezza rosa) impegni ravvicinati e tre squadre che precedono i bianconeri, andare oltre è davvero da inguaribili sognatori. In questo momento però la Juve fa più paura agli avversari e soltanto l’idea di averla con il fiato sul collo innervosisce chi sta davanti.
Certamente i numeri sono importanti: La Juve ha pressochè dimezzato lo svantaggio iniziale ( quanto stiamo pagando caro le prime 4 giornate) con una striscia di 13 partite utili consecutive, fatta di 8 vittorie e 5 pareggi.
In più è arrivato un certo Vlahovic che nelle prime 6 uscite in maglia bianconera ha segnato beh 4 reti. Dove sta la differenza con gli altri? Anche qui nei numeri. Morata ad esempio in 2352 minuti giocati ( in tutte le competizioni) ha segnato 8 gol, Dusan in appena 524, 4 .
Il fenomeno è sbarcato a Torino, il primo tassello di una Juve che tornerà ben presto a primeggiare….


