Il disastro europeo della Juventus apre delle riflessioni per il futuro
La Juventus esce rovinosamente dagli ottavi di finale della Champions League per il terzo anno consecutivo.
Dopo Lione e Porto, ci pensa il Villarreal a far fuori i bianconeri.
Terzo anno consecutivo che viene eliminata in casa, che subisce lo svantaggio su rigore, che almeno sulla carta, la Juve esce da favorita.
Obiettivo europeo non raggiunto e questo apre a delle inevitabili polemiche.
Visto il doppio confronto, i bianconeri avrebbero potuto passare abbastanza “agevolmente”. Se è vero che i dettagli fanno la differenza, Allegri ed i suoi hanno la colpa, tra andata e ritorno, di aver segnato solo una rete nonostante le molte azioni create.
I due secondi tempi della doppia sfida con gli spagnoli hanno visto i bianconeri con poca identità, ritmo troppo basso e mancanza di cattiveria, fondamentale per giocare e vincere questo tipo di partite. Una squadra che in molti momenti delle due sfide è sembrata avere una paura immotivata per giocare a questi livelli, soprattutto confrontando i due organici a disposizione di Allegri e Emery.
Eviterei la caccia al colpevole, che sembra essere uno sport tipicamente italiano, per concentrarmi su cosa si può fare per migliorare questo risultato nelle prossime stagioni.
Detto che la Juventus è e resta un top club con tradizione europea - basterebbero solo le 9 finali disputate tra la vecchia Coppa dei Campioni e la Champions League a certificare la bontà dei bianconeri in campo internazionale - la riflessione che bisogna fare è assolutamente profonda e credo che la proprietà e la società lo sappiano bene.
Certamente la Juventus può migliorare e l’idea per il prossimo mercato è quella di cercare di potenziare la rosa acquisendo giocatori con più qualità.
Ma solo i giocatori non bastano, serve che il tecnico dia un’impronta un po’ diversa alla squadra, specie in campo europeo, e crei quella identità e quella mentalità che serve per giocare questo tipo di partite. Proprio le due frazioni gioco di andata e ritorno ci hanno fatto comprendere come la Juventus queste qualità, certamente migliorabili, le ha e le potrebbe/dovrebbe mettere in campo per tutta la durata della gara.
In tutte le aziende - il calcio non fa eccezione - si devono portare i risultati stabiliti ad inizio stagione. Se arrivano allora sono tutti contenti, se invece mancano sono TUTTI sotto esame.
E dobbiamo dire che questa Juve, in campo europeo, ha FALLITO l’obiettivo richiesto, che era quello di arrivare almeno ai quarti di finale, specie dopo il sontuoso mercato dello scorso gennaio.
Ora testa al campionato…a fine stagione, come sempre accade, si tireranno le somme. Che, come scritto sopra, riguarderanno tutte le componenti della Juventus.


