ESCLUSIVA TJ - Carlo Nicolini: "Douglas Costa ha fatto vedere i sorci verdi a Marcelo. Spagnole troppo favorite, le parole di Agnelli come quelle di Agatha Christie"
Mirko Di Natale
"Da italiano sono orgoglioso dell'impresa della Roma e di quella quasi riuscita della Juventus, che stava per ribaltare un clamoroso 0-3 al Santiago Bernabeu. Anche se preferirei parlare più delle gesta dei calciatori come Mandzukic che delle polemiche scaturite in seguito". E' questa l'analisi di Carlo Nicolini, ex allenatore di Douglas Costa ai tempi dello Shakthar Donetsk e attuale vice di Mircea Lucescu in Turchia. La nostra redazione lo ha sentito per parlare di Real-Juve e non solo:
La Juventus stava riuscendo in una cosa mai accaduta in Champions League: ribaltare lo 0-3 dell'andata.
"La Juventus ha fatto un'ottima prestazione, lo avevamo già visto nella reazione avuta a Torino dopo il primo gol subito da Ronaldo. I bianconeri hanno annichilito il Santiago, un'impresa riuscita negli ultimi anni solo a poche elette. Poi rispetto a Roma-Barcellona in cui i catalani non sono scesi in campo, i blancos hanno fatto la loro partita prendendo anche una traversa e rendendosi più volte pericolosi. Il Real era una squadra viva, non stava giocando sotto i suoi standard".
Come hai visto la partita del tuo pupillo Douglas Costa?
"L'ho visto molto meglio rispetto all'andata, ha fatto la differenza perchè ha propiziato il primo gol di Mandzukic che ha indirizzato la partita. Ha messo in difficoltà Marcelo che è forse il più grande terzino sinistro degli ultimi anni, l'ha puntato e lo ha sempre messo in difficoltà. Gli ha fatto venire i sorci verdi. E' un giocatore che alla Juve serviva e servirà in futuro, è un crack che può cambiare le sorti in qualsiasi momento. Tatticamente è migliorato: copre la trama difensiva e quando offende è pericoloso. Se posso dargli un consiglio, gli auguro di essere un po' più egoista e segnare qualche gol in più. Solo così può diventare un top ten in Europa".
Il contatto Benatia-Vazquez è l'argomento del giorno in Italia. Secondo te era calcio di rigore?
"Partirei dall'espulsione esagerata di Buffon, non mi sembra che il portiere della Juve abbia protestato incivilmente. Il rigore ho provato a vederlo varie volte, secondo me l'intervento di Benatia è un po' scomposto e sono quelle situazioni in cui non è scandaloso non darlo. Almeno questa è la mia opinione. Ma quel che penso è che la condotta di gara dell'arbitro Oliver non sia stata perfetta in tutto l'incontro, ad esempio lo stesso centrale bianconero andava espulso perchè aveva due o tre falli di troppo. Un ammonizione già nel primo tempo ci stava. Poi ho altre due domande: perchè Ronaldo dopo il gol non è stato ammonito? E cosa ci faceva Ramos a bordo campo? Io in trentacinque anni sono stato squalificato una volta e nemmeno mi fecero avvicinare allo spogliatoio".
Dando uno sguardo all'estero, tutti si sono schierati a favore della Juventus per l'episodio accaduto. Si sono espressi anche ex calciatori come Chilavert, Lineker, Batistuta.
"Secondo me, è stata la conseguenza degli anni di favoritismi che le squadre spagnole hanno. Il Real Madrid parte sull'1-0 perchè CR7 segna a raffica, poi va sul 2-0 per le decisioni arbitrali e la partita è irrimediabilmente compromessa. I pareri non sono stati a favore della Juventus, sono stati contro il Real Madrid. Personalmente ne ho subite tante anche contro di loro e mi potrei inserire anche io, ma è meglio fermarsi qui (ride ndr)".
Che cosa ne pensi delle opinioni dei bianconeri dopo il match, in particolare riferimento a quelle di Buffon e del presidente Agnelli?
"Buffon ha secondo me esagerato nelle sue dichiarazioni a fine match, ma sono d'accordo con lui quando dice che chi sbaglia deve pagare. Con il presidente Agnelli, invece, condivido tutto ciò che ha detto sul designatore e sui torti subiti dalle squadre italiane in Europa. Le stesse, parola più parola meno, che affermava Agatha Christie: 'Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza ma tre indizi fanno una prova'. Sul Var non concordo perchè sono ancora troppo lunghi i tempi e così si toglie quei momenti che soltanto il gioco del calcio sa regalare".
Si ringrazia Carlo Nicolini per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


