PRIMO SETTE
Caterina Baffoni
Zero gol in centottanta minuti. Forse è questa la notizia più eclatante a seguito del primo match stagionale andato in scena all'Allianz Stadium. Una normalità per molti, ma sicuramente non per lui: CR7 che, tra l'abbraccio e il calore del suo nuovo pubblico, gioca una prima frazione al di sotto dei suoi standard perchè poco supportato e servito, in attesa di codificare con i compagni di reparto lo stesso linguaggio, dove tuttavia non manca di farsi notare a dovere dato che è stato proprio lui ad aver avviato l’azione del vantaggio firmato Pjanic, grazie ad un profondo ripiegamento su Marusic. Partendo quasi sempre da sinistra, pronto a scambiarsi la posizione con Mandzukic, Cristiano sale e cresce molto soprattutto nella ripresa, aiutando i compagni nelle ripartenze, lottando a denti stretti e lasciando trasparire visibilmente sul suo volto l'indomita grinta e volontà di bucare la rete. L'appuntamento con la sua prima gioia bianconera è semplicemente rimandato, specie quando l'estremo difensore biancoceleste Strakosha riesce a compiere un capolavoro sul lusitano stesso. Eppure, che non potesse lasciare la firma contro la Lazio, si è percepito quando, dopo l’azione duettata Douglas Costa-Cancelo, si fa rimpallare sul tallone il pallone del 2-0, ribadito in rete da un Mandzukic che torna ad annusare da vicino la porta, dopo la sua classica prestazione da lottatore mai domo. Cristiano ora punta Parma per la sua prima esultanza italiana. Per ora mancano i suoi gol, vero, ma non la Juventus che vince nonostante sia al 40% del suo potenziale e della sua forma fisica nonchè in piena fase di rodaggio, e resta superiore ad una Lazio fisica e che nonostante la sconfitta, ha saputo ripiegarsi abbastanza bene in difesa concedendo pochi spazi ai padroni di casa. Ma a Madama le bastano alcune fiammate per fare la differenza, come quella del primo tempo griffata Bernardeschi, che gioca una prima frazione da protagonista, e da Matuidi, un vortice di energia assetato di palloni da recuperare alla prima partita stagionale e con un mondiale vinto alle spalle. E poi ci sono loro, i colpi dei campioni, come quello di Pjanic: collo destro pieno, spalla sinistra in giù e coordinazione perfetta; segno di come il Bosniaco, con un Bonucci basso e tornato a fare il regista nella retrovia, finalmente può riprendersi il ruolo da regista alto in appoggio alle punte e vedere quindi più spesso la porta! Così, anche nella giornata in cui davanti manca un po’ di qualità nell’ultima giocata ancora tutta da esprimere, i bianconeri mostrano quantità e muscoli non dando mai l’impressione di soffrire troppo, nonostante l'ostico avversario di turno.
Max dunque può sorridere anche per una ritrovata solidità difensiva, in cui viene promosso (e a pieni voti) anche Cancelo: l'impressione più vivida è che il giovane talentuoso esterno portoghese, una volta perfezionata la fase difensiva, possa diventare davvero sulla destra.
In attesa della miglior Juve e del giusto ritmo da trovare per limitare qualche errore di troppo, le "armi" a disposizione di Max Allegri da utilizzare per conquistare anche Parma sono tante, da Dybala e Cuadrado a Douglas Costa, dalla fisicità di Emre Can al tatticismo e alla visione di gioco di Bentancur. Per ora, così come a Verona, i cambi danno sostanza e possono fare la differenza.
L'atmosfera è elettrica in attesa del "primo" grido targato "sette", magari proprio in quel "primo" di "settembre". Chissà.


