Il Quinto Elemento -Celta Vigo-Juventus, cinque sfide in una notte: la storia da cambiare, i gol da ritrovare e l'occasione di Woltemade
Massimo Pavan
La Juventus torna in Europa e lo fa su un campo che evoca ricordi tutt'altro che piacevoli. Il Balaídos di Vigo rappresenta una tappa importante nel percorso dei bianconeri, chiamati a dare risposte dopo il pareggio contro il Cagliari. Luciano Spalletti vuole una squadra più feroce, capace di concretizzare le occasioni e di mantenere alta la concentrazione per novanta minuti. Ma c'è anche la necessità di gestire le energie in vista della Lazio. Tra precedenti spagnoli, problemi realizzativi, nuove opportunità per Woltemade e voglia di emergere degli esterni offensivi, ecco i cinque elementi che possono decidere Celta Vigo-Juventus.
IL FATTORE SPAGNA – La Juventus deve sfidare anche i numeri e i precedenti
La Spagna non è mai stata una destinazione semplice per la Juventus. Le trasferte contro le squadre della Liga hanno spesso rappresentato ostacoli complicati, tra stadi caldi, avversari tecnicamente preparati e partite decise da episodi.
Il precedente più significativo contro il Celta Vigo è anche quello che i tifosi bianconeri vorrebbero cancellare. Il 9 marzo 2000, negli ottavi di finale di Coppa UEFA, la Juventus venne sconfitta 4-0 al Balaídos, dopo aver vinto 1-0 la gara d'andata a Torino. Un'eliminazione pesantissima, rimasta nella memoria europea del club.
Non sono mancate, naturalmente, anche imprese importanti in terra spagnola. Basti pensare al 3-0 ottenuto sul campo del Barcellona nel dicembre 2020 oppure al successo per 3-1 contro il Real Madrid nell'aprile 2018, risultato che non bastò però a evitare l'eliminazione dalla Champions League.
Il dato più interessante è proprio questo: in Spagna la Juventus ha saputo vincere partite prestigiose, ma troppo spesso ha incontrato difficoltà nel trasformare le buone prestazioni in qualificazioni e risultati decisivi.
A Vigo serviranno personalità, concentrazione e capacità di gestire i momenti della partita. Il Celta di Claudio Giráldez è una squadra organizzata, che difficilmente perde equilibrio e sa approfittare degli errori avversari.
La Juventus deve dimostrare di aver imparato dalle trasferte europee più complicate. Perché il primo avversario da battere, prima ancora del Celta, è la discontinuità.
IL PROBLEMA DEL GOL – La Juventus crea, ma deve imparare a essere spietata
Il secondo elemento riguarda il problema più evidente della Juventus in questa fase della stagione: la difficoltà nel trasformare le occasioni in reti.
Contro il Cagliari i bianconeri hanno costruito molto, hanno attaccato con continuità e sono arrivati numerose volte negli ultimi metri. Eppure il risultato finale è stato soltanto un pareggio per 1-1.
Non basta avere il controllo del pallone. Non basta tirare più degli avversari. Non basta nemmeno produrre una prestazione complessivamente positiva.
Per vincere bisogna segnare.
Luciano Spalletti lo ha spiegato chiaramente alla vigilia della partita: "Non siamo abbastanza feroci quando la partita ci mette davanti all’occasione che può far cambiare tutto. Quando arriva quell’attimo non dobbiamo indugiare, dobbiamo pretendere la soluzione. In questi attimi si andrà a portare a casa molti risultati delle partite. In quella situazione lì non siamo abbastanza avvelenati".
È un concetto che dovrebbe diventare il punto di partenza della Juventus.
Il problema non è soltanto dei centravanti. Riguarda tutta la squadra: gli inserimenti dei centrocampisti, le scelte degli esterni, la qualità dell'ultimo passaggio e la capacità di attaccare l'area con il giusto numero di uomini.
Contro il Celta potrebbe non esserci spazio per sprecare cinque o sei occasioni prima di trovare la rete.
La Juventus deve imparare a colpire quando ne ha la possibilità. Le grandi squadre non hanno bisogno di dominare per novanta minuti: sanno riconoscere il momento giusto e sfruttarlo.
L'OCCASIONE DI WOLTEMADE – Il momento di dimostrare quanto vale
Il terzo elemento ha un nome e un cognome: Nick Woltemade.
L'attaccante tedesco dovrebbe partire dal primo minuto, con Spalletti intenzionato a concedergli un'occasione importante per dimostrare il proprio valore.
Woltemade è arrivato alla Juventus con aspettative elevate, ma finora non è riuscito a trovare quella continuità di rendimento necessaria per diventare un punto fermo dell'attacco.
Le qualità non mancano. Ha fisico, tecnica, capacità di proteggere il pallone e di dialogare con i compagni. Ma un centravanti viene giudicato anche, e soprattutto, per ciò che riesce a produrre negli ultimi sedici metri.
Spalletti ha spiegato di considerarlo un attaccante capace di partecipare alla manovra e di creare spazi da attaccare successivamente. È proprio questa la sfida del tedesco: non limitarsi a giocare bene per la squadra, ma diventare determinante.
A Vigo avrà la possibilità di farlo, probabilmente con maggiore spazio rispetto alle ultime uscite. Toccherà a lui sfruttare l'occasione.
La Juventus ha bisogno dei suoi gol, ma anche di una presenza offensiva che permetta agli esterni di inserirsi e ai centrocampisti di accompagnare l'azione.
Non può essere sempre Kolo Muani a togliere le castagne dal fuoco. Una grande squadra deve avere più giocatori capaci di risolvere le partite.
Woltemade deve dimostrare di poter essere uno di questi.
IL FATTORE LAZIO – Vincere a Vigo senza arrivare scarichi a domenica
Il quarto elemento è forse quello più delicato da gestire: il calendario.
La Juventus affronta il Celta Vigo giovedì sera e domenica 18 ottobre, alle 20.45, sarà impegnata all'Allianz Stadium contro la Lazio.
Due partite importanti, separate da pochissimo tempo per recuperare energie, preparare le soluzioni tattiche e gestire gli acciacchi.
Spalletti ha già annunciato che cambierà alcuni giocatori. Non per sottovalutare l'Europa League, ma perché una stagione lunga non può essere affrontata sempre con gli stessi undici.
Gatti, Koopmeiners, Cambiaso e Woltemade sono tra i calciatori che potrebbero trovare maggiore spazio. Le rotazioni rappresentano una necessità, ma anche un esame per chi finora ha giocato meno.
La Juventus deve riuscire a ottenere un risultato positivo senza consumare tutte le proprie risorse.
Il rischio è evidente: una partita troppo dispendiosa contro il Celta potrebbe lasciare conseguenze sulla sfida di domenica, soprattutto considerando le assenze che già condizionano la rosa.
Attenzione, però, a non commettere l'errore opposto. Risparmiare le energie non significa giocare al risparmio.
La soluzione migliore sarebbe una Juventus capace di indirizzare subito la partita, gestire il vantaggio e utilizzare i cambi con intelligenza. Ma per riuscirci bisogna proprio migliorare quella concretezza offensiva di cui si è parlato nel secondo elemento.
È tutto collegato: segnare prima, controllare meglio, correre meno inutilmente e arrivare alla Lazio con energie sufficienti.
Spalletti è chiamato a trovare questo equilibrio.
VOGLIA DEGLI ESTERNI – Da Alajbegovic a Conceição, serve qualcuno che salti l'uomo e faccia male
Il quinto elemento riguarda i giocatori che possono accendere la Juventus con una giocata individuale.
Kerim Alajbegovic e Francisco Conceição rappresentano due delle armi più interessanti a disposizione di Spalletti.
Il primo ha dimostrato contro il Cagliari di poter incidere anche entrando dalla panchina. La sua capacità di muoversi tra le linee, puntare l'avversario e trovare il passaggio decisivo ha contribuito alla rete di Kolo Muani.
Adesso potrebbe arrivare un'occasione dal primo minuto.
Il secondo, Conceição, è un giocatore che può creare superiorità numerica attraverso il dribbling e l'accelerazione. Alla vigilia della partita ha parlato della necessità di migliorare e di contribuire maggiormente ai risultati della squadra.
È proprio questo il punto: non basta saltare l'uomo, bisogna far seguire alla giocata una conclusione pericolosa, un assist o una situazione che metta davvero in difficoltà la difesa avversaria.
Contro il Celta, squadra organizzata e attenta a mantenere le distanze, le iniziative individuali potrebbero diventare fondamentali per rompere gli equilibri.
Anche Nico González può offrire soluzioni differenti, grazie alla capacità di muoversi tra fascia e zona centrale.
La Juventus dispone di esterni capaci di creare problemi agli avversari. Ora deve ottenere da loro maggiore continuità e soprattutto più incisività.
Alajbegovic ha fame di spazio, Conceição vuole essere protagonista e Nico González cerca di lasciare il segno. È il momento di trasformare il talento in gol, assist e vittorie.
Cinque temi, un'unica esigenza: la Juventus deve fare un passo avanti.
Deve superare il peso dei precedenti spagnoli, ritrovare concretezza sotto porta, sfruttare l'occasione concessa a Woltemade, gestire le energie in vista della Lazio e ottenere qualcosa di più dai propri esterni offensivi.
Ma soprattutto deve dimostrare di saper vincere anche quando la partita diventa complicata.
Il Celta Vigo non è un avversario da sottovalutare. Giráldez ha costruito una squadra organizzata e capace di mettere in difficoltà chiunque perda equilibrio.
Spalletti lo sa e ha chiesto ai suoi giocatori più solidità, maggiore concentrazione e soprattutto quella ferocia che finora è mancata nei momenti decisivi.
La Juventus non deve scegliere tra giocare bene e vincere. Deve imparare a fare entrambe le cose.
Perché il vero quinto elemento, quello che tiene insieme tutti gli altri, è la mentalità vincente. Ed è proprio quella che la Juventus deve ritrovare a Vigo.


