LA PRIMA VOLTA ALLA QUARTA
Caterina Baffoni
Pratica facile per Madama contro il sontuoso Sassuolo di De Zerbi ma non di certo semplice o quanto meno scontata, nonostante la differenza qualitativa delle formazioni in campo, dato che non risulta particolarmente facile riprendere coi giusti ritmi all'indomani della sosta Nazionale.
La tecnica notevole e la superiorità qualitativa che emergono da questa squadra nonostante le difficoltà incontrate, come possono essere quelle di un andamento ancora troppo compassato e di un ritmo ancora al 60-70%, fanno capire quanto possa esser consistente la mole di lavoro che c'è dietro. Ma anche il talento potenziale, ancora tutto da esprimere, con la consapevolezza che si può migliorare ancora molto, in attesa di ritrovare il giusto dinamismo nelle retrovie e il giusto fraseggio davanti soprattutto con Dybala, che agisce fra le linee e potrebbe essere l'uomo adatto a sparigliare la difesa altrui, ma che ancora sembra mancare della sua solita "scintilla". Si nota infatti l'abnegazione argentina, ma anche l'agitazione di dover dimostrare qualcosa che tradotte sul campo diventano corse a perdifiato e forzate, non sempre logiche tanto da rendere difficoltoso il dialogo con Ronaldo assai rarefatto. Di fatti, il predominio juventino dei primi quarantacinque minuti finisce per addormentare la partita dalla mezz'ora all'intervallo, con la squadra di Allegri compassata, in attesa dell'accensione improvvisa di uno dei suoi fuoriclasse.
E amen se per la prima doppietta del Lusitano si è dovuto aspettare fino alla quarta giornata di campionato per far esplodere di gioia il tifo bianconero e non solo, per chi ama il calcio. Era accaduto allo stesso modo anche a Madrid, lo scorso anno. Capita anche ai "marziani" di attendere un pò prima di potersi ambientare su "nuovi pianeti".
Difatti, è stata la partita che passerà alla storia per la prima doppietta di CR7 con la maglia della Juventus, con la svolta nella chiave di lettura per sbloccare il match rappresentata dall'ingresso del brasiliano Douglas Costa, che sbilancia in modo impressionante la partita, fin lì certamente controllata dal vantaggio della Vecchia Signora, ma che probabilmente fino a quel momento era priva del proprio detonatore tale da far esplodere tutta la potenza .
Il primo tempo dei bianconeri è risultato ai più noioso, con Cancelo che si conferma certezza e non rivelazione, dimostrando grande solidità e di essere uno dei più in palla in fase offensiva senza far mancare la sua presenza in copertura, anche se nel complesso lo scontato predominio territoriale della Juventus si traduce in poche conclusioni a rete.
E' nella seconda frazione infatti che il tasso tecnico incommensurabilmente superiore dei bianconeri si concretizza col tanto atteso primo goal di Cristiano Ronaldo che cambia totalmente il piano psicologico della partita; il raddoppio a stretto giro ne è una naturale conseguenza e manda la partita in sostanziale discesa per i padroni di casa. Il CR7 bianconero, che avrebbe avuto ancje la possibilità di fare tripletta o addirittura di calare il poker: numeri che confermano come il portoghese abbia ingranato la giusta marcia per giungere ai suoi abituali standard.
I neroverdi non hanno demeritato, vedendo così premiata la mentalità di mister De Zerbi con la firma di Babacar pronto ad accorciare le distanze sullo scadere, consegnando alla Juve un recupero di tensione e di nervosismo, fotografato dalla censurabile espulsione di Douglas Costa per sputo a Di Francesco.
Così, grazie a Ronaldo e a Douglas, capace di macchiare la sua esaltante prestazione con un ignobile gesto nel finale di gara e un operato collettivo molto convincente trascinato da una prestazione intelligente ed attenta di un primo "capitan Khedira", i ragazzi di Max conquistano così la quarta vittoria su quattro, portandosi a +8 dall'Inter e a +7 dalla Roma, tenendo sempre a bada il Napoli di Ancelotti.
Non di può certamente parlare di fuga, ma certamente di una chiara dichiarazione d'intenti in un campionato che pare tutt'altro che facile o socntato (le vittorie non proprio esaltanti dal punto di vista tecnico su Chievo e Parma sono state, non a caso, rivalutate dal pareggio dei primi all'Olimpico con la Roma e della vittoria a San Siro contro l'Inter dei secondi.
Merito comunque della tanta qualità messa in campo dalla Juventus e da una certa qual voglia di divertirsi, da cui nascono giocate paraboliche capaci di rendere frizzanti e di trepidante attesa le aspettative anche in territorio europeo, con la mente già proiettata in quel di Valencia per la prima comparsa stagionale in Champions League. E questa volta, con un "Cristiano" in più.


