TRE-MENDA
Caterina Baffoni
Cresce lui, cresce Madama.
Ronaldo, sempre lui, la scintilla che accende la Signora. Incide in modo sostanziale e decisivo pur senza entrare nel tabellino dei marcatori. E' lui l'uomo del match, insieme a Mandzukic che sa farsi trovare al posto giusto al momento giusto, con un Dybala in evidente crescita in avanti e un Pjanic capace di carpire momenti propizi per tessere trame di gioco intelligenti e proficue.
E' stata una gara che ha saputo testimoniare come la Signora abbia le carte in regola per avviarsi agevolmente verso l'ottavo tricolore consecutivo. Certo, è troppo presto per poter già sentenziare, ma la linea tracciata da Max e i suoi ragazzi sembra essere evidente. Roba da fantascienza, ma che corrisponde alla pura realtà. Perché di anti Juve ce n'è una sola ed è la stessa Juventus. Di supremazia schiacciante in Italia rispetto alle avversarie. Schiava e padrona del proprio destino. Compattezza, marcature a zona e manovre ragionate dalla metà campo in avanti sono sintomo di grande solidità mentale, e che già può raccontare molto sull'approccio bianconero a questa nuova stagione, italiana ed europea se si dovesse riconfermare il tutto anche martedì sera nella sfida europea contro gli svizzeri dello Young Boys.
Madama reagisce dunque ad un primo tempo sonnacchioso e sfumato da qualche superficialità di troppo, soprattutto in fase arretrata, dove la retroguardia si è fatta trovare impreparata più volte nel corso della prima frazione di gioco. Errori di misura o di scelta, giocate un pò troppo forzate, leggerezza nell'impostazione del più banale giro-palla hanno messo un pò in confusione il gioco bianconero nella prima parte del match e che hanno permesso ad un buon Napoli, efficace nel posizionamento sulle linee di passaggio, di approfittarne. Ma è stato puro gioco da ragazzi rimettere sul giusto binario una partita che per Madama aveva preso una traiettoria sbagliata, specie quando sale in cattedra Cristiano Ronaldo che pennella sulla testa di Mandzukic una palla d'oro impossibile da fallire. E in avvio di ripresa, tanto per cambiare, è sempre lo stesso CR7 ad accendersi trovando il legno e, nella stessa azione, con il solito croato a firmare il sorpasso. La Juve va avanti e resta in superiorità numerica, con Mario Rui che per doppia ammonizione finisce anzitempo sotto la doccia. Callejon cerca di spaventare i bianconeri, ma infine sarà Bonucci, servito sempre dal portoghese, a chiuderla a tripla mandata facendosi perdonare l'erroraccio dello svantaggio.
La sentenza dello Stadium, è di facile lettura: Madama ha sì faticato inizialmente ma, una volta ingranata la giusta marcia con intelligenza, ordine ed efficacia, ecco spuntare la supremazia tecnica della rosa (considerando anche i subentranti dalla panchina) che ha finito per dirottare la partita dalla parte di Allegri, nonostante un incipit sballato. Cristiano Ronaldo, Mandzukic, Dybala, Cancelo, Pjanic e poi Bernardeschi entrato nella ripresa hanno dato il loro grande singolo contributo. E' difficile dunque sperare in una giornata storta collettiva per l'avversario di turno, ma se anche solo un paio di loro dovessero decidere di inventare qualcosa, diventa complicato arginarli. Così la Vecchia Signora vola a sei lunghezze dal Napoli, scavando un divario che a questo punto del campionato è meno profondo della sensazione di superiorità percepita nel corso dei novanta minuti fra la prima e la seconda forza del campionato.
Ora testa alla Champions, per quella che martedì sera può già diventare una sfida decisiva per le sorti bianconere del passaggio del turno.
La prima volta contro lo Young Boys. La prima volta senza Cristiano. Ma questa, è già un'altra storia.


