ESCLUSIVA TJ - Cobolli Gigli: "Addio Marotta per ringiovanimento. Juve punti alla Champions. Paratici e Nedved..."
Giovanni Spinazzola
E' una Juventus inarrestabile quella ammirata nei primi mesi di stagione, con nove vittorie su nove tra campionato e Champions League, come nessuno in Europa. Per commentare questa cavalcata straordinaria dei bianconeri, la Redazione di TuttoJuve.com, ha contattato - in esclusiva - l'ex Presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli.
Lei è stato Presidente della Juventus e quindi conosce bene le dinamiche interne in casa bianconera. Ci può spiegare l'addio di Marotta?
"E' complicato dare una risposta senza sapere le motivazioni. Oltre a quello letto, sembra esserci un processo di ringiovanimento della classe dirigente. Non è stato eliminato solo Marotta dal CdA ma anche Mazzia, l'altro Ad, per me giovane, ma comunque al di fuori della categoria dei 40-50enni. Credo ci sia la volontà di ringiovanire; vengono mantenute le aree di gestione ed è un turn over. Io, invece, non posso che pensare il meglio possibile di Marotta. La stessa dichiarazione di Allegri l'avrei fatta io".
Marotta quindi promosso a pieni voti dal punto di vista gestionale.
"Dal punto di vista gestionale e sportivo penso che questo lo dicano tutti. Anche Andrea Agnelli l'ha ringraziato pubblicamente; mi sono sembrate dichiarazioni fredde ma sincere. Bisogna anche considerare che sotto Marotta c'è Paratici. La promozione di Paratici? Rientra nel discorso di promozione dei giovani. Ha lavorato benissimo con Marotta, è di ottimo livello, credo sia anche entrato nel mirino di altre società".
Paratici potrà fare bene anche con responsabilità maggiori?
"Credo proprio di si. Senza togliere nulla a Marotta, sono ormai sette anni di Juve per Paratici; ha collaborato al meglio con Marotta e, se Andrea Agnelli l'ha promosso, è perché convinto delle abilità del dirigente".
Ci può raccontare qualche aneddoto su Giorgio Ricci e Marco Re?
"Marco Re è un ragazzo che lavorava nell'area amministrativa e seguiva i rapporti istituzionali. Era segretario del consiglio di amministrazione di una società quotata in Borsa, ragazzo intelligente che si muoveva con buona professionalità; dopo sette anni avrà imparato a fare il Chief Officer. Giorgio Ricci, già quando ero in Juventus, si occupava di marketing; aveva fatto un breve passaggio all'Inter all'epoca di Fassone nerazzurro per poi decidere di tornare in Juventus. Anche lui ha sempre dimostrato grande maturità ed ora non può che essere migliorato. Il discorso di Giorgio Ricci e Re è semplice, quello di Paratici anche; sopra di loro, però, c'era una persona di alto livello come Marotta. Beppe, però, non avrà problemi a trovare un'altra occupazione di prestigio perché ha un curriculum estremamente importante".
Con l'addio di Marotta vedremo Nedved in un ruolo più operativo. Come se la può cavare in quel ruolo?
"Che Nedved capisca di calcio, non devo dirlo io perché è stato un grandissimo calciatore ed ha vinto anche il Pallone d'Oro. Potrà crescere ulteriormente e diventare un elemento influente per la squadra già gestita benissimo da Allegri. Che Nedved abbia una capacità di negoziazione con altre società sulla compravendita di calciatori, molto meno perché quello è un lavoro che Marotta ha svolto fin da quando era giovane e Pavel non l'ha mai svolto. Il ceco, però, ha tutte le ragioni per migliorare. Sappiamo tutti che è stimato da Andrea Agnelli e Nedved, quindi, avrà uno spazio maggiore".
Questo scossone cosa può portare a livello sportivo?
"Assolutamente niente. In questo momento, a livello sportivo, la società non potrebbe andare meglio. I giocatori non risentiranno di questo addio; sono gestiti da Allegri e quindi al di là del rammarico dell'uscita di una persona che ha sempre trattato i calciatori da signori, non vi saranno altre conseguenze. C'è solo dispiacere come ammesso anche da Allegri, poi nella vita tutto scorre e tra 10 giorni sarà assorbito tutto".
Quali potrebbero essere i riflessi sul mercato?
"Considerando che Paratici conosce benissimo il mercato, al di là della stima che Marotta aveva dalle società di calcio sia italiane che internazionali, mi auguro non ci sia nessun riflesso sul mercato. Se Andrea Agnelli ha preso una decisione del genere vuole dire poteva essere presa".
Paratici e Nedved potranno portare altri Cristiano Ronaldo a Torino?
"Beh, altri Cristiano Ronaldo mi sembra impossibile. Sono stato velatamente critico sull'acquisto del portoghese ma non sul fatto che non sia il più forte calciatore attualmente esistente; in un certo senso lo è più di Messi come gioco di squadra. Dovranno, però, essere ripetute alcune brillanti operazioni come quella di Pogba portato a Torino a parametro zero; credo che la strada che la Juve ha imboccato, prendendo calciatori a parametro zero o sborsando cifre basse, dovrà essere percorsa anche da Paratici".
La Juve sta ammazzando il campionato. La Lotta scudetto è finita?
"Assolutamente no, lo insegna la storia del calcio. Qualche anno fa, di questi tempi, la Juve aveva 11 punti di distacco dalla prima e poi vinse il titolo. Può succedere tutto in campionato; certamente la Juve ha accumulato sei punti di vantaggio sulla squadra che sembra più strutturata per farle concorrenza perché il Napoli ha giocato bene a Torino. Non mi son piaciute le lamentele di Ancelotti sull'espulsione. Sono Ancelottiano al 100% però le battute su Mario Rui sono le classiche affermazioni di chi perde".
Brutti anche i cori nei confronti del tecnico napoletano.
"Sono d'accordo; hanno sbagliato i tifosi della Juve".
Per quanto riguarda la Champions League?
"Vedo delle probabilità; se la Juventus è arrivata a due finali negli ultimi tre anni e si è avvicinata anche l'anno scorso all'ultimo atto con la sconfitta di Madrid arrivata all'ultimo minuto, credo che le probabilità di vittoria siano aumentate. Adesso ne ha molte di più. Ronaldo dovrà essere fondamentale, così come i giocatori integri; mi sembra ci sia una rosa perfetta, apprezzo moltissimo Bernardeschi, cambiato come indole di persona così come è ottimo l'acquisti di Cancelo. Ci sono, però anche altre squadre competitive. Bisognerà vedere giornata dopo giornata sul campo però la Juve deve puntare alla Champions League".


