AL BACIO
Caterina Baffoni
Dall’ultima esaltante prestazione contro il Manchester e quindi l’evidenza di un ambiente rilassato e sereno dopo una serie di convincenti e brillanti vittorie potevano creare il contesto perfetto per un abbassamento della tensione e della qualità del gioco stile Juventus-Genoa. Invece no, quella del Castellani è stata una prova di forza che sorprende per la straordinaria naturalezza con la quale è arrivata, dimostrando il divertimento e la passione con la quale i giocatori stanno scendendo ultimamente in campo: la Juventus si diverte, accetta di soffrire, anche troppo, per poi riacquistare subito quella fiducia e quella consapevolezza nei propri mezzi che tanto la contraddistingue dagli altri. Il tutto che si fa inevitabilmente più facile, se poi, in squadra si ha uno come CR7. Empoli infatti, dopo altre brillanti prestazioni, è la fotografia dello stato di salute della squadra le cui fatiche post Champions accusate anche contro il Genoa di Juric iniziano a farsi sentire.
La Juve ha vinto dimenticando il pari col Genoa non brillando a Empoli, ma in compenso ha saputo illuminare la serata con il tocco del fuoriclasse, del giocatore capace di risolverla soprattutto quando la situazione non è delle migliori: lui, sempre lui, Ronaldo autore di una doppietta e che fa 7 centri in 10 partite (più uno in Champions).
Tre punti importanti arrivati più con la prodezza personale del fenomeno portoghese, piuttosto che con un gioco convincente. Tre punti che acquisiscono ancor più valenza dunque, proprio perchè probabilmente in altri tempi non sarebbero arrivati senza il guizzo vincente del fuoriclasse.
Il primo tempo difatti è stato quasi tutto a favore di un ottimo Empoli ordinato e ben disposto in campo capace di impensierire a più riprese una Signora sonnacchiosa e un pò sbadata in vari reparti, ma nella ripresa i bianconeri hanno saputo reagire imbastendo migliori trame di gioco ribaltando la partita dopo il vantaggio iniziale di Caputo, frutto di un'identità ben definita, giocate eccelse e individualità non banali della squadra di Andreazzoli che, in un discorso di lungo termine, può pensare seriamente di centrare l'obiettivo salvezza.
Eppure, se in dieci partite quella di Max Allegri si mostra essere la formazione della serie A che ha guadagnato più punti nei secondi tempi, la vivida impressione che ha lasciato la Juventus al Castellani è stata palese: forse per la prima volta in questa stagione la vittoria è arrivata più per l'incidenza e per il colpo di un calciatore unico, il vero valore aggiunto di questa rosa.
CR7, capendo le difficoltà dei compagni è stato capace di prendere per mano la squadra e da solo sciogliere una matassa che stava ingarbugliandosi. Perchè sì, la Juve nel riscaldamento ha perso Chiellini per un guaio muscolare, e al suo posto è entrato Rugani, ma la conferma dei nove undicesimi di Manchester lasciava presagire un concetto chiaro: la Juventus non vuol lasciare briciole in nessun campo e in nessuna competizione; ma non a caso la rete di Caputo è stata il frutto di un primo tempo giocato molto bene dai toscani che hanno saputo sfruttare la stanchezza di una settimana pesante per Madama imbastendo una velocità diversa dalla Juve apparsa inizialmente sotto ritmo, compassata e mai realmente pungente.
Però, poi si sa, arriva lui e tutto si ferma: stadi esauriti, alberghi e ristoranti pieni, baracchini con la sua maglietta presi d’assalto, bambini euforici, ragazzi e ragazze spettatrici in trepidante attesa per contemplarne le sue gesta. Perchè che Cristiano Ronaldo sia soprattutto il più forte giocatore del mondo insieme a Messi, te ne accorgi quando, dopo il suo peggior primo tempo stagionale e dell'intera formazione, decide che i due punti persi col Genoa possono bastare come incidente di percorso per cambiare rotta, ribaltando il risultato dopo aver trasformato il rigore del pari. Quanto basta per abbracciare con velocità il pallone e rimetterlo al centro del campo per spronare i suoi compagni a vincere il match con tanto di sguardo tagliente, ed infine siglare dal nulla il gol più bello dei 7 fin qui segnati in bianconero. Una sassata di rara bellezza, da far vedere e rivedere alle scuole di calcio.
La Vecchia Signora che resta complessivamente lontana dalle sue migliori performance, riappare nella seconda frazione con altra intensità. L’emblema può essere rappresentato da Matuidi: molliccio nei primi 45’, il solito trattore e uomo tuttocampista nella ripresa. Il segnale di risveglio lo dà l’azione chiusa dalla traversa di Pjanic dopo una gran parata di Provedel su un convincente Alex Sandro. Il calo fisiologico dell’Empoli aiuta la Juve a restare sempre alta spingendo sulle fasce e con Dybala incursore bravo a procurarsi il rigore che ristabiliva il pari. Ed in una giornata così, ecco che il colpo del campione si prende di diritto lo scettro della scena a discapito del gioco.
Detto fatto, appunto, perchè CR7 decide di sganciare il missile che ammutolisce il Castellani, prendendo palla ai 20 metri, aggiustando il mirino, per poi far esplodere un destro dei suoi sotto l’incrocio. Un tocco di palla perfetto.
Quando si dice "un gol al bacio", proprio perchè l'impressione è stata quella di un pallone che riceveva il bacio giusto, quello tanto desiderato e atteso.
Niente di strano per il fenomeno portoghese, che però con la Juventus non aveva ancora segnato un gol dei “suoi”, di quelli da stropicciarsi gli occhi, da guardare e riguardare da ogni inquadratura per far ossigenare e riempire gli occhi.
Ci sono voluti 70 minuti per far sì che il fuoriclasse di Madeira accettasse l'appuntamento col destino alla sua maniera, dopo aver trasformato un calcio di rigore al 54′: era da sei mesi che Cristiano Ronaldo non segnava un rigore con la maglia del proprio club, l'ultimo messo a segno, pensate un pò, era stato proprio quello nel delirio "blanco" del Bernabeu e della massima delusione bianconera.
L'impensabile è diventato dunque realtà: ed ora ad esultare sono proprio quei tifosi che si innamorarono di lui dopo la rovesciata dello Stadium, prima di odiarlo sportivamente a Madrid, riconoscendo però il suo essere decisivo impressionante: dimostrata per l'ennesima volta, anche a Empoli.
Che CR7 stia diventando sempre più determinante per la squadra di Allegri è un dato di fatto: mancava però la gemma, la ciliegina sulla torta. Il “golazo”. È arrivato pure quello.
E l'impressione è che questo, sia soltanto l'inizio.


