Federico Pastorello: "Juve su Palmisani? Non è un segreto. Bonny punto fermo per l'Inter"
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Ivan Cardia
Ivan Cardia
Fonte: Intervista a cura di Niccolò Ceccarini
Oggi alle 07:00Serie A
autore Ivan Cardia
15.10.2026 07:00Serie A
L'agente italiano racconta a 360° i suoi assistiti: "Sono dispiaciuto per Acerbi, in questa Serie A farebbe comodo a chiunque"
Nell’Inter caduta in casa con il Club Brugge, uno dei pochi sorrisi è stato quello di Ange-Yoan Bonny. Intervistato da TMW, il suo agente Federico Pastorello commenta così: “Lui è eccezionale in questo. L’anno scorso ha giocato tanto, ma è stato inserito spesso e si è sempre fatto trovare pronto: è cresciuto tantissimo come ragazzo, sta meritando quello che sta avendo. Ha fatto un eurogol, sono molto contento per lui: dispiace che non sia servito a fare un punto prezioso”.
In estate si è parlato di un possibile addio?
“No. Per l’Inter è stato sempre un punto fermo: hanno quattro attaccanti straordinari e si sa che nelle grandi squadre, tenendo fuori Lautaro e Thuram, sono tutti molto preziosi. Non c’è mai stato alcun pensiero”.
A Napoli Meret è al nono anno nonostante rinnovi sempre brevi…
“È un friulano adottato in Campania. Quest’anno vedremo: siamo aperti a tutto, c’è un dialogo costante ma non c’è fretta. C’è stato un anno in cui è arrivato a ridosso della scadenza e abbiamo tranquillamente rinnovato: ora fare previsioni diventa difficile. Nove anni sono tanti, ma continuare può essere una bella cosa: Alex ora è concentrato sul rientrare al 100% per aiutare la squadra”.
Ne parlerete prima del mercato di gennaio?
“Alex è un ragazzo maturo, ha un’età che gli permette di gestire il fatto di essere a scadenza di contratto. Non ci siamo dati una scadenza, valuteremo come andrà la stagione: c’è grande serenità da parte di tutti”.
Palmisani sta facendo benissimo a Frosinone. In estate c’è stata la possibilità che la Juventus puntasse concretamente su di lui?
“Effettivamente il giro di portieri quest’anno è stato ampio: avendo vinto il campionato di B da assoluto protagonista, più di qualche club, anche straniero, si è avvicinato. Ci sono state delle trattative. Poi era ancora presto e forse non c’era abbastanza convinzione, inoltre le richieste erano abbastanza alte. Ma anche noi eravamo contenti di rimanere. Anzi: ringrazio pubblicamente il Frosinone, che ha riconosciuto la crescita del ragazzo. Ora stanno facendo una grande stagione: le somme si tireranno alla fine, ma credo che il percorso che sta facendo sia il migliore possibile”.
Conferma comunque l’apprezzamento della Juve…
“Beh, sì, ma è un ragazzo che piace a tutti. La Juve aveva bisogno di cambiare primo e secondo, è una delle squadre che ho sentito di più ma non è un gran segreto”.
Francesco Acerbi è ancora svincolato, bisogna aspettare?
“È una frustrazione anche personale, sono sincero. È vero che ha 38 anni, ma ha fisico e determinazione, per non parlare di esperienza e carisma: sono convinto che farebbe comodo a tutte le squadre in Italia, da protagonista o da comprimario. Un po’ di dispiacere c’è, poi anche lui ha le sue pretese, non economiche, ma di continuità. A quest’età è difficile aspettare, ma ha tanta voglia e penso aspetteremo ancora un po’ che arrivi la chiamata giusta”.
Vuole rimanere in Serie A o andrebbe anche all’estero?
“Il suo obiettivo, anche per questioni di età, è rimanere in Italia. Ma in questo momento stiamo aprendo anche ad altre opportunità, proprio perché lui ha troppa voglia di giocare: da quando è finito il campionato mi sembra abbia fatto tre giorni di riposo in tutto. Si allena sempre: l’obiettivo era rimanere in Italia, ma stiamo valutando anche altre cose”.
Si parla tanto del futuro di Simone Inzaghi: potrebbe essere l’ultimo anno all’Al-Hilal? E magari tornare in Italia?
“Intanto conoscere una nuova cultura e un nuovo calcio ti arricchisce sempre, senza dimenticare l’aspetto economico. Se un’offerta ti porta a essere l’allenatore più pagato al mondo non è che puoi fregartene… Il suo contratto è in scadenza, l’obiettivo è portare a casa più trofei possibili e poi a fine anno si prenderanno le decisioni”.
Come sta andando De Vrij in Grecia?
“È contentissimo, è veramente rinato anche a livello mentale. L’hanno nominato capitano dopo appena due settimane di ritiro: è contentissimo. Tra l’altro sono primi in classifica, stanno anche andando molto forte e speriamo bene”.
A Cagliari sta facendo benissimo Michael Adopo….
“Pisacane sta facendo un lavoro incredibile, in generale. Il presidente Giulini non si tira mai indietro, ma lui colpisce per come fa giocare bene la squadra e la fa essere molto concreta. A volte le squadre belle non fanno punti, lui invece unisce gioco e concretezza. Adopo è un giocatore fondamentale, deve continuare così e poi magari partirà: ci sono giocatori che possono ambire a fare un passo ulteriore in carriera, nonostante a Cagliari si trovi benissimo”.
Firenze piazza complicata: un pensiero sul lavoro di Fabio Paratici?
“Purtroppo il nostro mestiere è legato sempre e solo alla palla, se entra o se esce. Non dimentichiamo che il lavoro di Fabio è di ricostruzione: ha cambiato tanti giocatori, purtroppo aver sbagliato la scelta dell’allenatore all’inizio ha complicato i piani. Però ha allestito una squadra forte, con valori. Quando cambi tanto, in compenso, hai bisogno di tempo. Ha fatto un bel lavoro, i frutti si vedranno”.
Sono arrivati giocatori come Mastantuono, non era facile immaginarlo a Firenze…
“Assolutamente. Anzi, dopo che si è aperta questa possibilità è stato ancora più bravo a riuscire a tenerselo: secondo me, quando il mercato ha percepito che il ragazzo era disponibile, si sono mossi in tanti. È stato bravo ad aprire la possibilità, ma soprattutto a chiuderla”.
La Juventus a gennaio prenderà un altro attaccante?
“Sarei sorpreso. Hanno fatto investimenti importanti, Kolo Muani è straniero ma conosceva il campionato italiano: le aspettative sono alte, ma Woltemade è appena arrivato e gli va dato tempo. Non credo che vadano a prendere un giocatore, bloccando gli investimenti già fatti. Poi, certo, è la Juve: due pareggi sono già troppi. Ma non mi aspetto troppi stravolgimenti”.
La Roma può puntare allo scudetto?
“Credo di sì. Lo scudetto prima o poi può arrivare e negli ultimi anni hanno cercato di rinforzare la squadra con investimenti, a volte fatti bene e a volte fatti male. Alla guida c’è uno dei migliori allenatori al mondo: Gasperini l’ha dimostrato con i fatti. Per me loro, per gioco ed entusiasmo, e l’Inter, per rosa, sono pretendenti allo scudetto”.
Il Milan?
“Ha cambiato tanto, a tutti i livelli: probabilmente saranno più pronti tra un anno. Ma può essere il disturbatore della stagione”.
Un pensiero sulla Nazionale?
“Intanto Mancini è l’allenatore che ci ha portato un Europeo, con una squadra che aveva dei giocatori non propriamente affermatissimi. Ha bisogno di tempo, anche se l’Italia tempo non ne ha… È un tecnico di grandissima esperienza, che fa giocare bene le sue squadre e di solito porta a termine le missioni per cui è stato chiamato. L’ottimismo è d’obbligo in questo caso”.
All’Atalanta è ripartito Cristiano Giuntoli.
“Penso sia andato nel miglior club possibile. Lui ha grande esperienza ed è cresciuto tantissimo, anche a Napoli. Poi c’è stata la parentesi della Juve, dove chi è venuto prima e dopo ha trovato altrettante difficoltà. Forse era arrivato con troppe aspettative, alla fine lui è il direttore sportivo: non è né l’allenatore né il presidente, non può risolvere tutti i problemi da solo. L’ho trovato molto motivato, credo sia in un ambiente straordinario, la famiglia Percassi è un marchio di garanzia”.
All’Atletico Mineiro seguite Kaua Pascini. Che giocatore è?
“È un ragazzo che vediamo molto pronto, il Brasile sforna talenti e lui, con le dovute proporzioni, mi ricorda Marcelo. Penso che ne sentiremo parlare in futuro. Forse non è ancora pronto per un campionato come la Premier League: ha tecnica e personalità, deve migliorare a livello tattico e forse un passaggio in Italia potrebbe aiutarlo”.
Fonte: Intervista a cura di Niccolò Ceccarini
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