SULL'ATTENTI !
Caterina Baffoni
Una doccia gelata. Una spina conficcata nel fianco. Questa è stata la sensazione allo scadere del big match di Champions per Madama che si vede strappare una vittoria meritata proprio negli ultimi minuti di gara contro uno United sonnacchioso e mai realmente pericoloso. Sarebbe stata una vittoria apparentemente acquisita, con conseguente aritmetico passaggio alla fase a eliminazione diretta, ma che incredibilmente sfocia nella sconfitta.
Al Manchester United di Mourinho bastano quattro minuti di ordinaria follia per trovare tre punti inaspettati ma a dir poco pesanti. A dire il vero, sì, prima Mata dipinge una punizione dai tratti Caravaggeschi accendendo e ritrovando la luce tra le ombre di una partita dominata dai bianconeri per poi chiuderla con una rete rocambolesca in mezzo alla mischia difensiva, ma in fin dei conti fa tutto Madama. Croce e delizia di se stessa. Ordinata e ben disposta in campo con movimenti atti a cercare un Cuadrado particolarmente ispirato dall'ottima tecnica e avvezzo ai virtuosismi sulla fascia destra creando a più riprese superiorità numerica, colpisce due legni con Khedira e Dybala, e trova il momentaneo vantaggio tramite il solito Ronaldo. Colpo mostruoso e incredibile, quello messo a segno dall'ex Real Madrid, il primo in Champions League da quando sfoggia la casacca juventina, bucando la stessa porta da cui sbocciò l'amore con la Vecchia Signora. Una perla di rara bellezza, che per tocco, eleganza, classe, genialità e follia istintiva ricorda le gesta del famoso goal di Pinturicchio contro la Fiorentina nel 1994. Attesa per il gol in Europa spiegata dagli oltre quarantamila sospiri arrivati sugli spalti dello Stadium. Un lancio al bacio di Bonucci, il solito scatto fulmineo sulle punte: et voilà: destro. Volante. Secco. Preciso. Sfrecciato a un centimetro dal palo interno e in grado di regalare un sorriso sornione a tutti gli spettatori dell'Allianz Stadium e, sicuramente, anche a quelli a casa.
Dalla bellezza sfoggiata di Cristiano, il sipario non vuol saperne di chiudersi. Anzi. Di lì a poco, sarebbe iniziata un'altra partita. Un'altra storia, dal finale inatteso. I padroni di casa sprecano in lungo e in largo, lasciando ai Red Devils l'opportunità di rimettersi in carreggiata. Quanto basta per far sfregare le mani al tecnico portoghese. Il subentrato Mata che riporta i suoi compagni sulla via del pareggio e il finale da apoteosi inglese. Alex Sandro devia accidentalmente nella propria porta rendendo il finale "rosso fuoco":
Madama deve piangere unicamente sugli errori commessi dopo il vantaggio di CR7, soprattutto per una partita tenuta saldamente in mano e messa sul binario giusto non appena alzava i ritmi del gioco. Troppe le occasioni sciupate e si sa, il calcio non perdona fino al triplice fischio. Lo si poteva intuire già nel finale del primo tempo, quando arrivavano un palo esterno di Khedira e un anticipo sotto misura di Herrera su Chiellini in area dopo punizione di Dybala. La stessa Joya che centrerà una clamorosa traversa dopo una splendida giocata in torsione col corpo nella seconda frazione.
E' una sconfitta che lascia la Juventus prima, ma non qualificata in anticipo. Certo, basterà un punto il 27 novembre contro il Valencia in casa, ma questa sconfitta dovrà insegnare molto ai bianconeri. Soprattutto che per volare in alto occorre sbarazzarsi della pesantezza di piccole lacune difensive, di quelle distrazioni e mancata precisione sotto porta che, alla lunga, pesano.
Sconfitte come queste possono servire per non rilassarsi mai veramente nei minuti finali e superare i propri limiti. Ma soprattutto, per concentrarsi sugli errori difensivi e offensivi per non commetterli in futuro, quando la posta in palio sarà davvero elevata in futuro.
Dunque, "sugli attenti" : pancia in dentro e petto (o addominali, come preferite) in fuori !
Ora testa al Milan per allungare il passo nella vetta del campionato.


