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ESCLUSIVA TJ - Giorgio Perinetti: "Sembra sfida a senso unico, ma nel 2018 facemmo l'impresa. Romero? Ecco cosa dissi a Juric. Su de Ligt e Chiesa..."

autore
Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com
martedì 29 ottobre 2019, 12:30Primo piano
autore Mirko Di Natale
29.10.2019 12:30Primo piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

"Sulla carta, Juventus-Genoa è una sfida che sembra a senso unico ma c'è da dire che il turno infrasettimanale ha sempre delle caratteristiche un po' diverse. I bianconeri arrivano da diversi impegni ravvicinati, mentre nei rossoblù c'è la novità Motta che si è presentato con una vittoria sul Brescia e ha portato entusiasmo, tranquillità, determinazione. Sarà una partita tutta da vivere". E' il pensiero di Giorgio Perinetti, ex dirigente di Juventus e Genoa, che ai microfoni di TuttoJuve.com ha parlato della sfida e non solo:

Lo scorso anno, la Juventus non riuscì ad aver ragione del proprio avversario nonostante il gol di CR7.

"E' una componente scaramantica, perché il Genoa lo scorso anno ha portato via 4 punti ai bianconeri. Nonostante l'ottavo titolo di fila poi conquistato dalla squadra di Allegri. Quando affronti la Juventus c'è sempre la grande consapevolezza di incontrare dei campioni, ma al contempo gli avversari si galvanizzano perché vogliono dare il massimo contro i migliori. Tutti vogliono fare l'impresa allo Stadium, noi l'anno scorso ci siamo riusciti".

Si parlava di Thiago Motta, come può aver apportato grandi cambiamenti in poco tempo ad una squadra che nella sconfitta con il Parma sembrava in crisi di idee?

"Tutti parlano di lui dello schema di gioco, ha fatto solo una battuta ed ora viene etichettato come l'uomo del 2-7-2. Il discorso è che un ragazzo giovane, ha ambizione e l'ambiente genoano lo considera un idolo per quanto ha vinto in carriera. E'una persona dotata di un ottimo carisma e questo aiuta i ragazzi a recuperare fiducia, la vittoria è stata importante sotto questo aspetto".

Sul fronte Juventus, il sabato è stato vissuto in maniera differente. Che cosa si può dire?

"La Juventus, a parte la vittoria con la Spal, ha sempre vinto di fiducia e i due pareggi sembrano frutto di un calo fisiologico. Il Lecce è in salute e aveva già fatto risultato a Milano, con Liverani la squadra gioca un buon calcio. E' chiaro che qualche difficoltà, alla fine, esce fuori. Chi mancherà in questo match è Pjanic, sta vivendo un'annata straordinaria e sta giocando a livelli incredibili. E' sempre pericoloso sui calci piazzati".

Abbiamo accennato a Pjanic, ma c'è un altro lungo degente che è Douglas Costa oltre a Ramsey. Pensi che la Juventus non abbia un sostituto in grado, come il brasiliano, di spaccare le partita in corsa?

"Pjanic è un giocatore assoluto, regista della squadra e il gioco passa sempre dai suoi piedi. In più ha caratteristiche balistiche impressionanti che possono sempre aiutare. Douglas Costa è un giocatore devastante quando sta bene che crea superiorità numerica, per la Juve le sue qualità sono sempre importanti quando trova difese chiuse. In questo Bernardeschi deve migliorare, perché ha le qualità per essere decisivo. E' discontinuo".

Credi che alla Juventus manca un profilo come Federico Chiesa?

"Alla Juve non manca nulla, ogni anno acquista giocatori bravi ed incrementa il valore tecnico dell'organico. La società fa sempre un lavoro straordinario, non a caso vince sempre. Ha lungimiranza perché vuole sempre i talenti più importanti, ma l'avvento di Commisso a Firenze ha bloccato la cessione di Federico Chiesa".

E lo scorso anno fu il debutto di Christian Romero con la maglia del Genoa proprio contro la Juve, era ottobre proprio come allora.

"Fece un partitone nonostante l'ammonizione rimediata nei primi dieci minuti. Ricordo che ne parlai con Juric, lui era indeciso se farlo debuttare proprio contro la Juventus. Io risposi che se c'era una partita dove il ragazzo potesse non soffrire nessuna pressione era proprio contro la Juve di Ronaldo. Dal punto di vista mentale è più facile affrontare campioni del genere, perché è scontato che siano forti e quindi non c'è nessuno stimolo per far bene".

Ora ha preso in mano la difesa rossoblù.

"Sì, sottolineando che è un giocatore della Juventus. E' in prestito al Genoa e sta facendo molto, chiaramente deve ancora migliorare perché ha soltanto vent'anni e vediamo anche le difficoltà che ha trovato de Ligt. Si impara anche sbagliando e con l'esperienza che acquisisci, lui deve essere meno irruento e deve un po' più disciplinarsi. Ma il suo valore è imprescindibile".

Non credi ci sia un po' troppa critica nei confronti del già citato de Ligt?

"In Italia siamo abituati ad esaltare i giocatori appena arrivano per poi sparargli addosso quando sbagliano e commettono errori. Io penso che questo ragazzo abbia dovuto superare l'assenza di Chiellini, il giocatore più caratteriale e più d'aiuto per chi arriva da un'altra realtà. Bisogna solo avere pazienza".

Si ringrazia Giorgio Perinetti per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

per Tuttojuve.com

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