CHIELLINI SI RACCONTA A JTV: "Pronto a godermi altri anni di carriera, infortunio un'altra sfida. Obiettivi? 10 scudetti, Champions ed Europeo"
Edoardo Siddi
Torna il Players on the Road di Juventus TV. Stavolta il direttore Claudio Zuliani si siede accanto a Giorgio Chiellini, che si racconta: "Ho cominciato ad allenarmi. Per ora tanta palestra. Da quando ho tolto le stampelle è un'altra vita, almeno ora posso fare una vita normale senza fastidi e senza impedimenti".
Zuliani: "Sono cambiati i tuoi ritmi ora che sei fermo?"
Chiellini: "Sì, per forza. Durante il giorno forse sono più occupato, perché gli orari e i tempi sono un po' più lunghi tra fisioterapia e palestra, però son osempre a casa. Non viaggio più e questo è il cambiamento più grande. Non dormo più fuori, faccio il papà. Una delle prima cose che ho detto a mia figlia, che si è preoccupata quando ha saputo che mi ero fatto male, è proprio questa: "Babbo starà più tempo con te". E sicuramente c'è meno tensione".
Zuliani: "Tutte donne a casa"
Chiellini: "Sì, tutte donne, Nina di 4 anni, Olivia di 4 mesi e Carolina che regge tutta la famiglia".
Zuliani: "Quindi non decidi niente (ride,ndr)"
Chiellini: "No, esatto, ma va bene così. Mi godo le mie donne senza ambire a decidere niente. Entro nelle macrodecisioni, nelle microdecisioni no. Però riesco a vedere le partite, la TV la controllo ancora".
Zuliani: "Con le tue bimbe come sei?"
Chiellini: "La più grande me la godo tanto. Cerco di accompagnarla e andarla a riprendere all'asilo sempre visto che ho l'occasione. Poi a casa sono un babbo presente. Dal fare la doccia alla storia prima di andare a letto con due coccole sdraiato per terra".
Zuliani: "Quindi cose d'altri tempi, non è tecnologica?"
Chiellini: "Sì, tecnologica sì. L'iPad e queste cose le ha, però almeno due storielle, a volte tre perché ne aggiungo sempre una, sì. A lei in realtà basta che io mi metta lì con lei, il resto è una scusa. Comunque non me le invento le storie, le leggo".
Zuliani: "Giorgio Chiellini giovanotto a Livorno te lo ricordi?"
Chiellini: "Me lo ricordo, sì. Era più vivace. Siamo due gemelli, quindi con Claudio eravamo abbastanza vivaci. Ci davano un pallone e potevamo spaccare tutta la casa. Però alla fine Claudio andava a letto presto e si alzava presto, io invece volevo andare a letto tardi. Eravamo gemelli, ma diversi nella quotidianità. Anche come carattere, io sono più calmo, lui più irascibile, io più introverso, lui più estroverso".
Zuliani: "Tu hai questa doppia anima, almeno da fuori. Chiellini sul campo bello ruvido e fuori invece calmissimo"
Chiellini: "Sì, quello ce l'ho sempre avuto. Poi ora negli ultimi anni il lato molto aggressivo che avevo in campo l'ho un po' domato guadagnandone in lucidità. Ne ha guadagnato il mio gioco. Soprattutto quando ero più giovane, però, combattevo la tensione con l'agonismo, avevo quasi bisogno di crearmi dei nemici in campo".
Zuliani: "Eri così già da piccolino?"
Chiellini: "Sì, direi di sì. Il carattere è sempre stato questo, crescendo sono riuscito a domarlo. Mi ricordo i pomeriggi davanti casa, tutto il pomeriggio a giocare lì. Poi alle 7 urla per giocare a cena".
Zuliani: "Volevi difendere o fare gol?"
Chiellini: "Facevo tutto. Era tutto contro tutti. Ricordo anche alle elementari giocavo con i più grandi e mi facevo rispettare. Anche sei anni contro dieci, non avevo paura di nessuno nemmeno lì (sorride, ndr)".
Zuliani: "Facevi l'album delle figurine?"
Chiellini: "Sì, figurine, vagonate di doppioni. Quasi album interi. Ricordo che a Natale per regalo volevo sempre l'album con la paccata di figurine".
Zuliani: "C'è anche il basket a Livorno"
Chiellini: "Io ho vissuto il basket qualche anno più tardi della finale contro Milano. Quando ero adolescente le mie domeniche perfette erano 14:30 staio e poi alle 18 la partita di basket. Stadio e palazzetto sono adiacenti. Mamma mi accompagnava alle 2, andavo allo stadio, poi palazzetto e il ritrovo era dopo la partita di basket".
Zuliani: "Tutti i calciatori che vengono qui dicono che Torino è la città ideale per questo mestiere"
Chiellini: "Innanzitutto è a misura d'uomo. C'è tutto, ma è contenuta e gli spostamenti sono tranquilli e non esasperati. Già Firenze che è splendida è molto più caotica. Torino invece è piccola, nord sud, tranne gli orari di punta, ci metti 30 minuti. Torino ti permette di passeggiare in centro tranquillamente. Ovviamente sabato e domenica c'è qualche limitazione in più, fa parte del gioco, ma riesci a ritagliarti bene gli spazi con la famiglia".
Zuliani: "Cosa differenzia dalla Juve dalle altre squadre? Tu non hai passato tante altre squadre, ma certe cose si capiscono"
Chiellini: "Non ho giocato in tanti club e sono fortunato perché sarò bravo, ma stare qui 15 stagioni non è facile. Ci vuole la fortuna di trovare un ambiente che ti permette di stare 15 anni in un posto e crescere anno dopo anno in una società ambiziosa e sempre al vertice. Se sei al meglio non cerchi altro".
Zuliani: "E alle vittorie non ci sia abitua".
Chiellini: "No, alle vittorie non ci si abitua mai ed è sempre un bel ricordo che ti dà energia per trovare nuovi stimoli per tornare a vincere. La società è in continua evoluzione, per chi come me è qui da tanto tempo è un piacere vedere tutta la struttura della Juventus che anno dopo anno va avanti in continuo miglioramento".
Zuliani: "Sono gradini percorsi verso il mondo. Poi tu ti sei anche laureato con una tesi proprio sul modello di business della Juventus".
Chiellini: "Sì, la matematica mi è sempre piaciuta. Sono uno di numeri e non di estro. Sono uno a cui piace ascoltare, sono un ottimo osservatore e cerco di capire velocemente. Questa cosa è la stessa sia in campo che fuori".
Zuliani: "E' stato più difficile laurearsi mentre giocavi o marcare gente come Ibra o Cavani?"
Chiellini: "Non è facile marcare Ibra, Cristiano quando è stato, Cavani e così via, però lo studio non è semplice. Perché alla tensione delle partite sei abituato, all'esame hai una doppia responsabilità. Prima di tutto passarlo, poi per la figura che sei devi stare un po' più attento. Io sono sempre andato con un mese in più di preparazione. Mi preparavo, poi passavo un altro mese a ripassare per essere assolutamente sicuro. Non avrei mai accettato di fare figure barbine dove passi per un capello. Sono sempre andato sicuro di passare bene, poi potevo prendere 21, 25 o 30, ma non sono andato mai a provare. Ti giochi anche la credibilità dentro l'ateneo. All'inizio ci sarà stato sicuramente un po' di scetticismo ed è normale sia così, però piano piano sono riuscito a superare questo perché ogni volta che andavo ero preparato e affrontavo gli esami con massima serietà. Ho avuto un tutor che mi ha seguito, messo a disposizione dell'università per il programma di studio e per indirizzarmi sugli esami. Perché alcuni hanno bisogno di più tempo, altri non sono semplici e serve qualche lezione in più".
Zuliani: "Come fa Chiellini, marcatore, difensore, mancino puro, a riuscire a fare gol pazzeschi di destro?"
Chiellini: "Quello è coordinazione, senso del gol. Cose che non studi, vivi sul campo. Negli ultimi anni la maggior parte del gol sono infatti su seconde palle, da attaccante puro. Anche perché un po' per le energie, che ho un po' meno, gol di testa puliti ne ho fatti meno rispetto a quando ero più giovane. Avevo più esuberanza fisica, più energie, e riuscivo ad attaccare di più. Alla fine se non ti muovi e non hai una certa forza i gol non li fai".
Zuliani: "Il destro l'hai affinato"
Chiellini: "Sì, vero. Gli ultimi gol li ho fatto quasi tutti di destro. E' lavoro, ma forse nemmeno lavoro in sé, è pensiero. Non ho avuto tempo ed energie per allenarmi a fine allenamento perché devo gestire le energie per allenarmi, giocare e star bene. Però durante l'allenamento se devi fare 20 passaggi cerchi di farli bene. Perché un conto è fare le cose concentrato sul farle bene, un altro farle tanto per fare".
Zuliani: "Sei passato dall'irruenza
Chiellini: "Il turbante non me lo toglierò mai. Quello è perché metto la testa anche quando non dovrei, non riesco a togliermelo. Meno male però che non mi sono rotto il naso, quello è positivo".
Zuliani: "L'esultanza alla King Kong..."
Chiellini: "Volevo trovare qualcosa di nuovo che mi caratterizzasse. E' nata con gli amici storici di Livorno. Adriano già faceva Hulk, quindi non si poteva copiare, allora ho deciso di fare Kink Kong".
Zuliani: "Da uomo di numeri, sei scaramantico? C'è un sogno che non nomini?"
Chiellini: "No, vorrei vincere la stella di scudetti, poi possibilmente la Champions e l'Europeo. Se capitasse anche solo una di queste tre cose sarei molto contento. Se non capiterà sarò contento lo stesso. Credo che l'importante sia dare il massimo, in questo modo uno non avrà rimpianti. Poi chiaro, potessi rigiocherei tante partite, ma fa parte della vita, non solo del calcio. Da quel punto di vista non ho rimpianti, sono contento di quello che sto facendo. Ho ancora un paio d'anni per vivermi delle sfide. Questo infortunio lo sto vivendo come una sfida per poi dimostrare che si può dare ancora tanto e godermi gli ultimi momenti di questa carriera. Devo ammettere che gli ultimi anni me li sto proprio godendo. Un po' la maturità, un po' i traguardi, le 500 partite con la Juve, al fascia da capitano della Juve, le 100 partite da capitano della Nazionale. Sono momento storici. Alla fine le partite ogni 100 con la Juve sono sempre speciali. Peccato che alla seicentesima non ci arriviamo sicuro, non ce la posso fare, ma sono sempre state belle e speciali. Quando me lo dissero prima di Juve-Atletico dissi che sapevo sarebbe stato speciale".
Zuliani: "Ultima cosa, il record di Buffon nasce da un gol salvato sulla linea da te contro la Sampdoria. Più bello quello o segnare un gol?"
Chiellini: "Il gol salvato non ha eguali. Mi vengono in mente un paio di interventi in Juve-Monaco, uno contro il Tottenham, alcuni interventi di quelli che pensi "come cavolo ha fatto".
Zuliani: "Allora non è vero che i difensori non hanno gioie!"
Chiellini: "No, le gioie ci sono. Solo che sei sempre in tensione, perché se fai nove cose bellissime e magari perdi l'attaccante all'ultimo secondo la tua partita è insufficiente. Se un attaccante fa due gol e ne sbaglia uno clamoroso ha comunque fatto due gol, noi anche se fai due salvataggi clamorosi, devi comunque portare la prestazione fino alla fine".
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