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ESCLUSIVA TJ - Domenico Penzo: "Verona in salute, la tifoseria non ha ancora dimenticato certe cose. Ronaldo? Immarcabile e inarrivabile come Paolo Rossi"

autore
Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com
giovedì 6 febbraio 2020, 11:30Primo piano
autore Mirko Di Natale
06.02.2020 11:30Primo piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex attaccante doppio ex del match del "Bentegodi", Domenico Penzo, per parlare approfonditamente di Verona-Juventus e non solo:

Per il Verona non c'è tempo di riposarsi, dopo il pareggio con la Lazio arriverà subito la Juventus. Che partita ti aspetti al Bentegodi?

"Per il Verona è una partita molto importante per tutta la storia e i retroscena che ci sono stati nel corso degli anni, mi riferisco alla partita che si giocò in Coppa dei Campioni a metà degli anni '80. C'è grandissima rivalità e per questo la tifoseria sente moltissimo il match contro la Juventus, tra l'altro certe cose si fanno fatica a dimenticare".

In che senso? Ti puoi spiegare meglio?

"C'era un fallo di mano di Serena in area di rigore e lui fece intendere di non averla toccata. In seguito, ci fu la famosa scenetta tra Elkjaer e l'arbitro francese Wurtz in cui gli fece cenno di quanti soldi avesse preso. Ed infine, il tecnico Bagnoli con ironia disse alle forze dell'ordine che i ladri erano nell'altro spogliatoio. Il tutto si è poi ricomposto, ma nella tifoseria è rimasta questa volontà di riscatto anche se sono passati oltre trent'anni. Quella competizione rimane l'unica affrontata dagli scaligeri, sarebbe stato diverso se la squadra avesse partecipato a più competizioni consecutive".

Dunque, ritornando al match di sabato sera.

"La Juventus incontrerà un Verona in salute e con una grandissima autostima a seguito del pareggio con la Lazio, già all'andata i padroni di casa soffrirono non poco per ribaltare lo svantaggio iniziale. Tutto dipenderà dall'approccio dei bianconeri, soprattutto dalla voglia che avranno. Perché a volte ho la sensazione che non affrontano le gare con la dovuta concentrazione, ecco perché spesso si trova a dover rimontare l'avversario".

Che risultato ti aspetti? Quale è il tuo pronostico?

"Vivendo a Verona ed essendo di fede gialloblù mi farebbe piacere una vittoria dei padroni di casa, però bisogna anche dire che se la Juventus si comporta da Juventus c'è chiaramente una favorita. Speriamo in una bella partita e che vinca il migliore".

Ti aspettavi, ad inizio stagione, un Verona così concreto e rognoso per tutte le sue avversarie?

"Sicuramente incarna lo spirito del suo allenatore, obiettivamente non si poteva pensare che una neopromossa reduce da un cambiamento così grande potesse far subito bene. La promozione arrivata attraverso i play-off non fu del tutto meritata, la piazza voleva restasse Aglietti ma c'era un accordo già in essere con Juric. Il mister è quasi il fratello minore di Gasperini, il suo gioco si basa su intensità e continuo pressing che non ti lascia respirare".

Lo stesso Juric che già in passato ha sgambettato i bianconeri.

"Sì, lui tra l'altro è un allenatore che quando è sulle ali dell'entusiasmo è in grado di chiedere molto alla squadra sia sotto il punto di vista fisico che su quello mentale. In più ha indovinato quattro o cinque giocatori di livello: Veloso è un mancino ordinato che cura bene le geometrie, Amrabat il cui cognome può sembrare un fumetto si sta dimostrando bravo, anche i difensori Kumbulla e Rrahmani. Gioca senza punte, Stepinski pagato cinque milioni è spesso volentieri in panchina. C'è davvero tanta fame nel gruppo, uno dei suoi segreti è il suo spirito combattivo mai domo".

E l'osservato speciale si chiama Cristiano Ronaldo, che ieri ha compiuto 35 anni. Quale sarà il suo regalo di compleanno?

"Sicuramente vorrà fare ancora gol (sorride ndr), Cristiano è un marziano e i suoi numeri lo dimostrano sempre più. Ho avuto la fortuna di giocare con due numeri 10 tra i più importanti di tutti i tempi (Platini e Maradona ndr), io sono stato un modesto attaccante e lo adoro guardare proprio per i suoi movimenti. Fa di quelle cose fantastiche, si prova a sminuirlo addossando colpe agli avversari ma il merito è solo il suo. E' immarcabile, oltre che inarrivabile. C'era un altro giocatore così, era un numero 9 della Juventus e si chiamava Paolo Rossi. Sembrava che la palla gli piombasse sempre addosso, lui era sempre lì e non era solo fortuna. Io rivedo questa qualità in lui. Vogliamo parlare del gol con la Sampdoria? A me ha ricordato molto Pele in Brasile-Italia del '70 in cui sovrasta Burgnich. Definirlo solo straordinario è piuttosto limitativo".

Si ringrazia Domenico Penzo per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

per Tuttojuve.com

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