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ESCLUSIVA TJ - Ciaschini su Buffon: "Non ci siamo goduti il suo arrivo alla Juve, lo avevamo richiesto insieme a Thuram. Longevità assomiglia a quella di Zoff. E su Khedira..."

autore
Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com
venerdì 12 giugno 2020, 11:30Primo piano
autore Mirko Di Natale
12.06.2020 11:30Primo piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

L'attesa per la prima semifinale di Coppa Italia è ormai agli sgoccioli, i tifosi non vedono l'ora finalmente di rivedere in campo i propri beniamini. E tra i protagonisti sul campo da gioco, c'è Gianluigi Buffon che in meno di una settimana potrebbe eguagliare Roberto Mancini come numero di trofei conquistati. Questa sera sarà titolare e guiderà ancora una volta la difesa della Juventus, a caccia di quello che potrebbe essere il sesto successo in carriera. La nostra redazione ha contattato telefonicamente, in esclusiva, lo storico vice delle squadre allenate da Carlo Ancelotti, Giorgio Ciaschini, che ha conosciuto il portierone bianconero nell'esperienza di Parma:

Ti ricorderai senz'altro bene l'esordio di Buffon in Coppa Italia a Venezia nel 1997, visto che in quel Parma c'eri anche te. Che effetto fa rivederlo ancora con indosso i guantoni a distanza di così tanti anni?

"La prima cosa che mi viene in mente, a ripensarci, è che noi avevamo richiesto il suo acquisto tra il 2000 e il 2001, ma poi non ci fu il tempo di potercelo godere perché siamo andati via dalla Juventus. E' sempre stato un giocatore che abbiamo inseguito. Già ai tempi di Parma era un grandissimo portiere in grado di far la differenza, oggi è esattamente uguale ad allora. Lo vedo sempre con lo stesso entusiasmo, si diverte e negli anni ha acquisito una grande mentalità che ora è d'esempio per i suoi attuali compagni".

Un bel retroscena questo.

"Sì, Ancelotti insieme allo staff aveva richiesto Buffon e Thuram che già conoscevamo dai tempi del Parma. Loro erano nei nostri sogni, insieme a Cannavaro. E abbiamo rischiato anche di averlo al Milan, anche perché il suo era il primo nome che Carlo faceva ogni qualvolta si manifestava la necessità di avere un uomo in più in quel ruolo".

L'avrebbe mai immaginata una carriera così ricca di successi quando lo vide per la prima volta a Parma?

"I portieri sono una categoria che, al di là delle capacità che possiedono, possono costruirsi una carriera nel tempo, ancor più maggiormente rispetto agli altri ruoli. Fin dal primo giorno che lo abbiamo osservato, avevamo già capito di lavorare con un campione e la sua durata dal punto di vista professionale dipendeva solo dalla sua capacità di mantenimento fisico. Una volta che ha dimostrato tutto questo, il resto era prevedibile. Perché quando uno è un campione, lo è per sempre. La sua carriera, come longevità, assomiglia a quella di Zoff".

C'è un aneddoto o un ricordo a cui è più legato maggiormente?

"Posso dire che è sempre stato un gran guascone, un ragazzo dalla simpatia incredibile. Faceva tutto con una gran semplicità. E poi era un po' spericolato quando andava in macchina, dimostrava anche un po' quella che è l'esuberanza tipica di chi gioca nel suo ruolo. Ma è sempre stato un ragazzo che si è saputo controllare, oggi è diventato un professionista esemplare e un grandissimo uomo".

Quale può essere il suo obiettivo futuro?

"Credo che lui si stia ponendo degli obiettivi in base a come si sente, perché se possiede ancora la voglia e l'entusiasmo significa che ci saranno buone possibilità per andare avanti. Ma dipende molto anche da come saranno le sue condizioni fisiche".

Da doppio ex, che partita si aspetta tra Juventus e Milan?

"Bisognerà capire chi arriverà nelle migliori condizioni dopo una sosta così prolungata, oltre a capire bene quale sarà la differenza che potranno fare tutti quei campioni che giocano nella Juventus. I giocatori del Milan presi individualmente hanno qualcosa in meno, però possono mettere in campo quell'entusiasmo che in una partita secca potrebbe esser poi decisiva".

Però dovessimo indicare una delle due favorite, chi vedremo in finale il 17?

"Indubbiamente, in questo momento, chi vedo in finale è la Juventus".

Nella sua esperienza ha conosciuto Sami Khedira, un altro calciatore che domani dovrebbe trovare una maglia da titolare. Quale è il suo pensiero?

"Ha sempre dimostrato di essere essenziale, qualche acciacco fisico lo ha un po' limitato ma Khedira è quel tipo di giocatore in grado di unire qualità tecniche, tattiche e fisiche per il copro che ricopre. Stupito dal soprannome 'professore'? In genere vengono chiamati così quei grandissimi campioni che sono considerati in fase calante, anche Andrea Pirlo era definito così. Però non è tutto così negativo, perché 'professore' è colui che possiede maturità ed esperienza maggiori di altri calciatori. E queste sono doti che servono all'interno di un gruppo".

Crede che, in caso di arrivo di un'offerta congrua, la Juventus se ne dovrà privare di un giocatore come Khedira?

"Non credo sia un discorso di offerta congrua, la Juventus è una di quelle squadre che punta a costruire un organico di grandissimo livello. A centrocampo ci sono tanti giocatori validi, ci sarà una riunione con lo staff tecnico per capire come poter migliorare ancora. E soltanto chi ha sotto mano tutti i tasselli può sapere se Khedira è ancora un giocatore valido oppure dovrà esser ceduto".

Che ricordi ha dell'esperienza bianconera?

"Sinceramente, l'esperienza bianconera è stata una delle migliori che ho avuto. Sono stato con Carlo anche al Chelsea o al Real, ci sono stati momenti emozionati però quella Juventus sapeva coinvolgerti in ogni cosa e la grandissima professionalità mi ha sempre entusiasmato. Sui due scudetti persi, lasciamo stare (sorride ndr). Non è stato un momento particolare solo dei bianconeri, ma di tutto il calcio. C'erano accuse che arrivavano da ogni parte, questo sicuramente non ha favorito. Però il poter vedere un giocatore come Zidane in allenamento, tanto per dirne uno, era come dare un valore e quantificare tutta la passione che hai per questo sport. Ora è geniale come allenatore, ma in campo era meglio".

Si ringrazia Giorgio Ciaschini per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

per Tuttojuve.com

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