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ESCLUSIVA TJ - Venitucci: "Che onore i complimenti di Del Piero! Ricordo ancora il mio esordio in prima squadra. Su Chiellini..."

autore
Luca Cavallero
per Tuttojuve.com
martedì 1 settembre 2020, 13:45Primo piano
autore Luca Cavallero
01.09.2020 13:45Primo piano
Francesco Scopece/TuttoLegaPro.com
Francesco Scopece/TuttoLegaPro.com

C'è chi alla Juventus ci è nato e cresciuto, per poi magari prendere un'altra strada calcistica, ma rimanendone legato a livello di dna.

Perchè, come riferito in esclusiva a TuttoJuve.com da Dario Venitucci, certi principi etici sono unici e universali in orbita bianconera.

Il centrocampista collegnese ha militato nella Juventus tra il 1999 e il 2007, collezionando ben cinque presenze complessive con la prima squadra, nel corso della stagione 2006-2007.

Era la squadra di Didier Deschamps, caratterizzata dalla presenza di campioni universali del calibro di Pavel Nedved, Alessandro Del Piero e Gianluigi Buffon, oltre ad un astro nascente che, di lì a poco, avrebbe scritto pagine gloriose della storia bianconera: Giorgio Chiellini.

Partiamo dai tuoi primi ricordi con la prima squadra. Rammenti ancora dentro di te circostanze ed emozioni delle prime convocazioni, per allenamenti e partite?

"Era la prima stagione al centro sportivo di Vinovo. Noi della Primavera ci allenavamo nel campo di fianco a quello della prima squadra. Un giorno Deschamps aveva bisogno di un centrocampista e fui mandato a giocare dall'altra parte in partitella".

Un salto, nel vero senso della parola, non da poco!

"Sicuramente. Mi trovai catapultato al fianco di tutti quanti i campionissimi di quella squadra: Del Piero, Buffon, Nedved, Camoranesi, Trezeguet...".

I compagni con cui legasti sin da subito?

"Fui accolto benissimo da tutti. Se devo citarne alcuni dico Balzaretti, Piccolo e Chiellini".

Chiellini che, circa dieci anni dopo, sarebbe diventato il nuovo capitano della Juventus.

"Era già dominante all'epoca: aveva 22 anni e fisicamente era insormontabile. Si vedeva che era il più forte: non si potevano fare paragoni".

Consigli ricevuti che ti sei portato dietro nel tuo bagaglio calcistico?

"La mentalità: tutti i veterani ci dicevano di rimanere umili, di lavorare e di non mollare mai. Ricordo con grande entusiasmo i complimenti di Del Piero: mi diceva che possedevo grandi qualità. Non era sicuramente una cosa da poco!".

Ricordi ancora le emozioni dell'esordio?

"Eccome! Anche la partita: Juventus-Lecce. Mi ero allenato con la prima squadra il mercoledì e poi il sabato fui convocato contro il Lecce di Zeman. Il mister mi fece scaldare e poi entrare: divenni bianco dall'emozione!".

per Tuttojuve.com

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