ESCLUSIVA TJ - Maddaloni: "Pirlo scommessa calcolata. Dzeko meglio di Suarez. Lippi il mio modello"
Quintiliano Giampietro
Sulla panchina della Primavera della Juventus ha vinto il Torneo di Viareggio, è stato vice di Ferrara in prima squadra. In esclusiva a TuttoJuve.com Massimiliano Maddaloni, numero due di Lippi, Cannavaro e Donadoni in Cina. Tra gli argomenti dell'intervista Pirlo, Dzeko, Suarez e il suo futuro.
Cos'ha pensato quando ha letto di Pirlo alla Juventus?
"Ho rivisto la mia esperienza con Ferrara. E' chiaro che la situazione oggi è diversa. Intanto il neo tecnico arriva dopo 9 anni di successi e con una società solida, cose che in quel momento storico mancavano. Pirlo avrà il vantaggio di una dirigenza e di un gruppo di giocatori diversi dal nostro".
Molti nutrono dubbi sul neo allenatore bianconero per la sua inesperienza assoluta in panchina. Lei come definisce questa scelta?
"Sento parlare di Pirlo come di un predestinato, allenatore in campo e così via. Sicuramente sarà così, ma un pizzico d'inesperienza si paga. Sicuramente sarà molto importante la forza della società e la compattezza del gruppo di giocatori a disposizione per sostenere l'allenatore quando cominciano ad arrivare i problemi. Comunque la Juve non può permettersi di fare scelte non ponderate, Andrea Agnelli sicuramente ha fatto le sue giuste valutazioni. Io direi che si tratta di una scommessa calcolata. Del resto anche prendendo un tecnico esperto non si è sicuri di vincere".
Qual è la cosa più importnte che Pirlo dovrà fare per partire con il piede giusto?
"L'aspetto più importante è quello di creare empatia con la squadra che deve vederlo come nuovo condottiero e, per alcuni, non solo ex compagno".
A proposito di ex compagni, allenarli può essere un'arma a doppio taglio?
"Sì. Nel momento in cui devi prendere alcune decisioni è necessario dimenticare che si tratta di ex compagni. Pirlo deve trovare il giusto equilibrio, non essere troppo amico e allo stesso tempo evitare il distacco totale".
Capitolo mercato. Se dipendesse da lei chi sceglierebbe tra Dzeko e Suarez come nuovo centravanti della Juventus?
"Si tratta di due campioni, ma con caratteristiche diverse. Se devo scegliere dico Dzeko perché lo ritengo più funzionale alle caratteristiche di Ronaldo. Il bosniaco crea spazio a Cr7 e in generale può dare diverse soluzioni tattiche alla squadra, ha grande forza fisica e grande capacità realizzativa. Un giocatore che negli ultimi anni forse è mancato alla Juventus.
A parte l'attaccante, cosa serve ai bianconeri?
"Poco. Intanto bisogna capire i giocatori che stanno invecchiando quali garanzie possono dare a livello di numero di gare da disputare. Per quanto riguarda il centrocampo forse serve un top davanti alla difesa, diciamo un Pirlo".
Nell'ultima stagione lei è stato vice di Donadoni allo Shenzhen, in precedenza di Lippi e Cannavro allo Guangzhou, passando per la nazionale cinese. Otto anni di esperienza nel Paese asiatico cosa le hanno dato?
"In primis mi hanno fatto scoprire culture e modi di vivere completamente diversi dai nostri. Sotto il profilo professionale noi abbiamo inciso contribuendo a far crescere un calcio che prima era indietro. Con la Cina ora ho chiuso, sono tornato in Italia".
In attesa di una chiamata?
"Sono stato cercato da società di Serie B, ma accetterei anche la Lega Pro, purché ci sia un progetto valido. Aspetto l'occasione giusta per ripartire in Italia. Sono una scommessa sicura dopo l'esperienza accumulata".
Si ispira a Lippi?
"Senza dubbio. Marcello mi ha insegnato tanto sotto ogni profilo ed essere stato il suo vice per me è tanta roba".


