A MENTE FREDDA - Vincere è l'unica cosa che conta. Ma restano alcune ombre. Dybala gol scacciacrisi e frecciatina alla società
Quintiliano Giampietro
Nel calcio alla fine la cosa più importante è la vittoria. La Juventus incassa il secondo successo consecutivo in campionato e questo rappresenta già una piacevole novità. Tre punti a Marassi e distanza dalla vetta milanista ridotta a 4 lunghezze. Ma guai ad esaltarsi troppo perché restano alcune criticita' palesate dalla squadra di Pirlo. Innanzitutto si creano poche occasioni limpide da gol, rispetto al dominio territoriale e di gioco, certificato dal 70% di possesso palla. Sembra la fotocopia di ciò che spesso avveniva con Sarri. Superare squadre estremamente chiuse certo non è facile, ma l'avversario si chiamava Genoa, penultimo con soli 6 punti e privo di diversi titolari. Il vantaggio è arrivato solo nella ripresa, vanificato quattro minuti dopo dall'ex Sturaro, grazie anche ad una distrazione difensiva da matita rossa. Qui ci spostiamo sul calo di concentrazione, altro problema più volte ribadito da Pirlo. Sono serviti due rigori per portare a casa il bottino pieno. In sintesi, si fa ancora troppa fatica a battere un avversario oggettivamente inferiore. Pensando però si pensa ai pareggi contro Crotone e Benevento, sotto questo profilo è stato fatto un passo avanti e comunque c'è continuità dopo la vittoria del derby.
Rispetto a Barcellona Pirlo, ha cambiato ancora una volta. In particolare a centrocampo. Contro il Genoa Rabiot ha confermato il momento no, mentre Bentancur è andato oltre la sufficienza. Ma l'Arthur visto al Camp Nou pare più adatto a fare il regista, se protetto da due mezze ali. McKennie al momento è inamovibile e Ramsey forse è il più abile ad accentrarsi sulla trequarti per supportare le punte. Se poi gli esterni si chiamano Cuadrado e Alex Sandro (a turno pronti ad arretrare), ne beneficia tutta la fase difensiva. Contro l'Atalanta forse rivedremo l'undici ammirato in Catalogna. Quindi Dybala di nuovo in panchina? Difficile immaginare il tridente con Morata e Ronaldo, provato un quarto d'ora a Genova. Troppo poco per dare un giudizio e comunque serve equilibrio.
Finalmente l'argentino ha messo a segno il primo gol in campionato, peraltro alla sua maniera, raccogliendo l'ottimo assist di testa a firma di McKennie. Rete a parte, negli 83 minuti giocati, la Joya ha toccato 60 palloni, 4 i passaggi chiave, 8 i duelli vinti, 6 i contrasti. In attesa di ulteriori test, Paulo sembra aver imboccato la strada per uscire dal tunnel. L'abbraccio con Pirlo è emblematico di quanto il tecnico lo stia aiutando, vestendo i panni dello psicologo. La rete può segnare la svolta, ma pesano e non poco le dichiarazioni del numero 10 nel post gara di Marassi. Parole al miele per i colori bianconeri e sfogo sulle sue presunte richieste per il rinnovo contrattuale, ancora in stand by: "Amo questa maglia e voglio restare. Sono state dette cose non vere per mettermi contro i tifosi. Mi dispiace quando si parla di soldi e cifre inventate". Poi frecciatina alla società: "Il mio agente è stato a Torino e non è stato chiamato". Riepilogando, Dybala guadagna 7,5 milioni stagionali, non è vero che ne ha chiesti 15 e vuole prolungare il suo matrimonio con Madama. A questo punto, palla a Paratici.


