A MENTE FREDDA - Segnali di crescita ma salto di qualità rinviato. Ronaldo e Morata tradimento delle certezze. Dybala perché così tardi?
Quintiliano Giampietro
Doveva essere l'esame per certificare un altro step verso il processo di crescita. In parte avvenuto, ma sarebbe sbagliata una promozione a pieni voti. Qualche "materia" va rivista. Fino al vantaggio è stata una buona Juve, poi il solito rilassamento, con conseguente calo. Contro l'Atalanta può essere fatale. Tutto sommato si poteva vincere se non ci fossero stati un super Gollini e le imprecisioni sotto rete degli attaccanti, ma allo stesso tempo Sczensny ha evitato il tonfo con almeno tre interventi prodigiosi. Quindi? Squadra convincente a sprazzi, salto di qualità rinviato. Lo ha ammesso lo stesso Pirlo nel post gara: "Troppa leggerezza, con maggiore cattiveria queste gare le porti a casa. Serve il saltino in più". Il pensiero del tecnico sintetizza lo status attuale della Juventus. I pareggi in campionato salgono a quota sei, troppi per chi aspira a vincere il decimo scudetto consecutivo.
Rispetto ai singoli, detto di Sczensny, mostruosa la prova di De Ligt che praticamente ha annullato Zapata. Non capita spesso. Arthur stava facendo bene, peccato per l'infortunio. Ormai è una certezza McKennie, come la garduale crescita di Bentancur e il momento no di Rabiot. L'eurogol in stile papà Enrico e il rigore procurato, hanno confermato i progressi di Chiesa. Fin qui restiamo più o meno nel perimetro dell'ordinario. La vera notizia è legata a Ronaldo, anzi alla sua "umanizzazione", alemno per una sera. A parte il penalty sbagliato, il fuoriclasse portoghese ha fallito un'altra occasione clamorosa, in generale è apparso palesemente sottotono, collezionando la peggiore prestazione di Cr7 in bianconero. Ogni tanto succede anche ai marziani di scendere sulla terra. Forse Pirlo avrebbe dovuto sostituirlo.
Contro l'Atalanta da registrare anche la prima steccata di Morata da quando è tornato ad indossare la maglia bianconera. Una rete fallita (con palla in faccia a Gollini) e un colpo di tacco a porta vuota mandato fuori (in caso di gol forse Doveri avrebbe fischiato il fuorigioco) sono le due foto che rappresentano la serata negativa dello spagnolo. Troppo nervoso e spesso impreciso negli appoggi. Anche in questo caso è comprensibile un passaggio a vuoto dopo un inizio di stagione strepitoso dello spagnolo, condito da 10 gol e 5 assist tra campionato e Champions League. Numeri da top, come le sue prestazioni, contraddistinte dall'enorme mole di lavoro in favore della squadra. Capitolo a parte merita Dybala, come da consuetudine in questo periodo.
L'argentino era reduce da giorni di sensazioni contrapposte: da un parte la gioia per il gol ritrovato contro il Genoa, dall'altra qualche strano pensiero dopo il botta e risposta con il presidente Agnelli sul rinnovo del contratto. Pirlo lo ha escluso dall'undici titolare, nel rispetto delle sue gerarchie. Fin qui tutto nella norma. La stranezza semmai è rappresentata dal suo ingresso in campo a soli sei minuti dalla fine, in sostituzione di Morata. Perché non impiegarlo prima, considerando peraltro la serata negativa di entrambe le punte? Il numero 10 bianconero avrebbe potuto tirare fuori dal cilindro la giocata vincente e in solo colpo confermare la sua rinascita e spegnere le polemiche. A proposito delle quali Pirlo ha dribblato: "E' una questione tra club e Paulo. Io penso solo a quello che lui fa sul campo". Non si è invece sottratto all'argomento Paratici : "Il Presidente ha esposto chiaramente qual è la situazione attuale. La questione è delicata, meglio vedersi di persona". L'auspicio è di un incontro imminente tra le parti, affinché arrivi la svolta. In un senso o nell'altro.


