Barcellona scossa scudetto. Ma servono scelte definitive. Svolta Dybala o ipotesi addio. Sullo sfondo Pogba
Quintiliano Giampietro
"Voglio la stessa Juve in campionato". Nel post gara del Camp Nou Pirlo ha lanciato un messaggio spronare la squadra a cambiare marcia in Italia. In realtà qualche segnale si era visto contro il Toro, match ribaltato soprattutto grazie ad una reazione di nervi e di cuore, dopo una latitanza di 70 minuti. Tre giorni dopo il derby è arrivata l'impresa in terra catalana, frutto della stessa garra, ma con l'aggiunta di una prestazione praticamente perfetta sotto il profilo tecnico-tattico. Per molti si tratta della svolta stagionale, è l'auspicio del tecnico bianconero. Domenica il primo banco di prova in casa del Genoa, penultimo con soli 6 punti insieme al Torino. La storia insegna che il turno post Champions nasconde sempre qualche insidia e in generale non esistono più partite facili. Ma a Marassi l'imperativo è vincere. Basta perdere punti contro squadre di livello inferiore, vedi Crotone e Benevento, lo stesso Verona, anche se superiore alle prime due. Capello è convinto che gli scudetti si conquistino battendo le piccole. Non è una legge, ma la Juventus deve crescere sotto questo aspetto.
Finora il bilancio del campionato parla di 5 vittorie (tra cui il 3-0 a tavolino contro il Napoli) e altrettanti pareggi. I punti di ritardo dalla vetta milanista sono 6, nulla di preoccupante sia chiaro, ma è vietato fare ulteriori passi falsi. Bisogna continuare sulla scia del derby in termini di risultati e, sotto il profilo del gioco, certificare che il blitz in casa di Messi ha partorito la Juve di Pirlo. Con tratti caratterizzanti evidenti, rispetto ai singoli e al modo d'interpretare il modulo. Intanto, dopo cambiamenti continui, il Camp Nou ha eletto Arthur-McKennie coppia ideale di un centrocampo sostanzialmente a tre, con Ramsey più mezzala che trequartista, rispetto ad altre gare in cui è accaduto il contrario. Così l'ex Barcellona ha maggiore assistenza e allo stesso tempo libertà nello svolgere compiti da regista. Cambiare di nuovo potrebbe mettere a rischio la compattezza evidenziata in Catalogna.
Stesso discorso riguarda gli esterni. Cuadrado e Alex Sandro assicurano più equilibrio rispetto a Chiesa, Kulusevski e allo stesso Bernardeschi. Il colombiano e il brasiliano possono a turno scalare sulla linea a 4 arretrata, in virtù del loro Dna difensivo. Lo stesso che in fase propositiva permette maggiore filtro proprio in favore della retroguardia. Forse non è un caso se la Juve è uscita dal Camp Nou senza incassare nemmeno una rete e rischiando poco, considerando l'avversario. Inamovibili Bonucci e De Ligt come centrali e il duo d'attacco Ronaldo-Morata.
In questo contesto, come può inserirsi Dybala? Quesito al momento senza risposta. La collocazione in campo dell'argentino spesso è stata oggetto di discussione. Il numero 10 bianconero finora non ha sfruttato le occasioni concessegli da Pirlo per dare un calcio alla crisi. Il giocatore resta la brutta copia di quello premiato come migliore dell'ultima Serie A. Il ritardo di condizione è evidente, strettamente connesso ad un problema di natura mentale, dovuto probabilmente all'esplosione di Morata, con conseguente perdita del posto da titolare. Senza dimenticare il nodo legato al contratto. Il rinnovo resta in stand by e questo comincia a pesare, suscitando riflessioni in chiave mercato. Tanto più dopo le parole con cui Raiola ha di fatto annunciato l'addio di Pogba al Manchester United, aprendo al ritorno in bianconero. Ipotesi ribadita dalla stampa inglese. Rispetto ai 100 di qualche mese fa, la valutazione del centrocampista francese oggi semb ra viaggiare tra i 50 e i 60 milioni. La cifra è comunque alta ed ecco che torna d'attualità il possibile scambio con Dybala. Nel frattempo il Polpo ha iniziato a seguire la Juventus su Instagram. Forse è solo un caso. O forse no.


