A MENTE FREDDA - Ronaldo e De Ligt fuori concorso. Bentancur, McKennie e Ramsey: la crescita passa per il centrocampo
Quintiliano Giampietro
Questa volta niente cali di tensione o distrazioni. La Juventus è uscita dal Tardini vincente e soprattutto padrona. Porta inviolata e migliore prestazione in campionato sotto il profilo del gioco: squadra alta, aggressiva e dominante come vuole il suo tecnico. Una torta sempre più definita quella di Pirlo, con la solita ciliegina chiamata Ronaldo. Grazie ad un colpo di testa con un volo stile Sampdoria e un sinistro chirurgico, il fuoriclasse portoghese ha firmato la sua doppietta, mettendo a tacere le critiche ricevute per la prova opaca contro il Genoa. 33 reti nell'anno solare come il grande Sivori, 16 in 13 gare totali, 12 in 9 turni di campionato, 756 gol in carriera, - 11 da Pelè. Per il 35enne penta Pallone d'Oro, i numeri ormai sembrano quasi un dettaglio. Non lo sono invece il suo sorriso e l'intesa con l'allenatore quando è uscito a 7 minuti dalla fine della gara, sostituito da Chiesa. Come è significativa l'esultanza dalla panchina al gol di Morata. Segno evidente di sentirsi parte del gruppo, non un individualista come qualcuno sostiene. Ne è testimonianza il post su Instagram, corredato dalla foto del decollo in occasione del raddoppio: "Bello tornare alla vittoria e felice di aiutare la squadra a vincere con due gol".
Ormai non fa più notizia De Ligt, una sorta di Ronaldo giovane della difesa. L'olandese ancora una volta ha disputato una gara impeccabile e dopo aver annullato l'atalantino Zapata, ha riservato lo stesso trattamento a Cornelius. Il 21enne ex Ajax impressiona per maturità e spiccate doti da leader, evidenti durante le gara e quando si fa sentire con i compagni. Non è cosa da poco in una rosa piena di senatori come Buffon, Bonucci, Chiellini. E' lecito pensare ad un futuro da capitano per il tulipano d'oro. Raiola permettendo. Dal rientro di De Ligt, il reparto arretrato ha acquisito maggiore sicurezza, era dalla partita contro il Cagliari che la Juventus non chiudeva il match senza subire gol.
Ma come in ogni squadra che si rispetti, la crescita del collettivo passa attraverso il centrocampo. In questo senso sono palesi i progressi di Bentancur dopo un inizio di stagione sottotono, condizionato anche da problemi fisici. Ronaldo e De Ligt fuori concorso, al Tardini l'uruguaiano è stato il migliore in campo, agendo al meglio in cabina di regia, senza tralasciare però il lavoro da incontrista. Il suo recupero a certi livelli è certamente un'ottima notizia. McKennie ormai è diventato un perno della zona nevralgica del campo. Anche quando viene schierato in posizione centrale, le sue prestazioni sono condite da incursioni e riaggressione della palla, praticamente un mantra per Pirlo. Il 22enne texano è senza dubbio la più bella sorpresa della nuova Juventus.
Un altro elemento indispensabile per lo scacchiere tattico dell'allenatore juventino è Ramsey. Il gallese è praticamente perfetto nel doppio ruolo di mezzala con facoltà/obbligo di accentrarsi sulla trequarti in fase di proposizione. Nessun riferimenti per gli avversari, ottimo tra le linee e sempre al servizio dei compagni. In sostanza Ramsey è il giocatore che nuota meglio nel calcio liquido cui punta Pirlo, peraltro mettendo spesso lo zampino nei gol. "Preferisco averlo sempre in campo, è quello che ci fa giocare bene, che ci fa uscire da tante situazioni. Per noi è importantissimo. Quando è al 100% può essere decisivo". L'auspicio è che l'ex Arsenal sia assistito dalla condizione fisica.


