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A MENTE FREDDA - La consacrazione di Chiesa. Il tradimento di Ronaldo. Cr7 e Pirlo cosa fare?

autore
Quintiliano Giampietro
per Tuttojuve.com
mercoledì 10 marzo 2021, 13:00Primo piano
autore Quintiliano Giampietro
10.03.2021 13:00Primo piano
Insidefoto/Image Sport
Insidefoto/Image Sport

Davanti alle telecamere si presentano De Ligt e Chiesa. Non è caso, ma il segno del passaggio di testimone per un futuro tutto da scrivere. Lucidità e amarezza nelle parole dell'olandese: “E' dura da accettare, questa eliminazione cambia la nostra stagione. Volevamo fare strada in Europa, invece siamo fuori a marzo”. Altrettanto onesta l'analisi dell'ex viola, autore di una splendida doppietta: “In due partite abbiamo regalato tre tempi al Porto”. In ogni gara di Champions League che si rispetti, infatti, bisogna ragionare su 180 minuti, in questo caso addirittura 210 e i lusitani nel computo delle due gare meritano la qualificazione. Juve fuori agli ottavi come nella passata stagione, quando Sarri non riuscì a superare il Lione. Gli episodi spesso condizionano il risultato e in questo senso la fortuna ancora una volta non aiuta, ma niente alibi contro un avversario in dieci per oltre un'ora e che tutti avrebbero voluto pescare ai sorteggi. Salvo poi accorgersi di avere difronte una squadra organizzata, rispetto al cantiere di Pirlo.

La Juve deve ripartire da Chiesa, ormai non ci sono più dubbi. Il 23enne genovese è un autentico trascinatore, lo dicono i suoi numeri, ma soprattutto il carattere, la grinta e la maturità. Tutti elementi da leader. L'impatto con il mondo Juve è sttao devastante. La sua notte da incorniciare sotto il profilo personale non coincide però con il passaggio di Madama ai quarti di finale. Soprattutto si scontra con una delle peggiori di Ronaldo in carriera. Cr7 è la foto più nitida dell'euroflop; impreciso, pare quasi demotivato e per giunta colpevole quando salta in barriera in occasione della punizione con cui il Porto si porta sul 2 a 2. Grave anche la responsabilità di Szczesny. Tornando a Cristiano, terza stagione in bianconero, terzo fallimento fuori da confini nazionali. E pensare che fu preso soprattutto per riportare la Champions, ormai assente da 25 anni. A fine stagione sarà inevitabile aprire un discorso sul portoghese. Onorerà il contratto scadente nel 2022 o dirà addio in anticipo? Staremo a vedere.

L'altro punto interrogativo riguarda Pirlo. Quando Agnelli decise di affidare la panchina della prima squadra all'ex fuoriclasse, probabilmente era consapevole di trovarsi difronte ad una scommessa. Rischio calcolato quindi. Ogni allenatore è legato ai risultati, tanto più in un club come la Juventus. Detto del fallimento in Champions, al momento è arrivata la Supercoppa, la strada per la conquista del decimo scudetto consecutivo è diventata a dir poco tortuosa e c'è una finale di Coppa Italia da giocare. I bilanci si fanno alla fine. Nel frattempo, il tecnico pare sereno: “Ho un progetto a lungo termine e penso a quello”. Nell'universo bianconero vige da sempre la legge bonipertiana, secondo cui vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta. Per il Maestro ci sarà una deroga?

per Tuttojuve.com

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