Malagò commissario di se stesso: la svolta per portare la FIGC fuori dal caos
Giovanni Malagò commissario della FIGC. È questo il punto di caduta trovato nelle ultime ore, a ridosso della giornata decisiva al CONI. Prima la Giunta nazionale, poi il Consiglio saranno chiamati a pronunciarsi sul possibile commissariamento della Federcalcio per il mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura. Lo scenario di conferire l'incarico allo stesso presidente federale consentirebbe al CONI di dichiarare invalida l’elezione dello scorso 22 giugno senza però estromettere Malagò dalla guida federale. Il problema riguarda infatti la regolarità del procedimento elettorale: da commissario, Malagò avrebbe anche i poteri del Consiglio federale e il compito di accompagnare la FIGC verso nuove elezioni, da indire entro 90 giorni.
L’incontro con Buonfiglio e il peso della Serie A
La soluzione sarà al centro del confronto tra Luciano Buonfiglio e Malagò, previsto prima della Giunta delle 13. Fino alle ultime ore l’ipotesi più accreditata vedeva lo stesso presidente del CONI come commissario, con Ezio Simonelli possibile vice. Scenario che potrebbe essere superato anche dopo la netta presa di posizione della Serie A.
I club hanno infatti ribadito il loro sostegno a Malagò, definendo il commissariamento "del tutto inopportuno" e chiedendo il rispetto dell’autonomia del calcio italiano. La nota è arrivata dopo ore di confronti tra i presidenti ed è stata composta da Beppe Marotta, Luca Percassi, Stefano Campoccia, Saverio Sticchi Damiani e Mauro Baldissoni. Non tutti erano favorevoli a un intervento così netto, ma alla fine ha prevalso la linea del sostegno pieno all’attuale presidente federale.
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