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A MENTE FREDDA - Anatomia di un fallimento. L'illusione Pirlo e gli errori societari. Nostalgia Allegri...

autore
Quintiliano Giampietro
per Tuttojuve.com
lunedì 22 marzo 2021, 11:00Primo piano
autore Quintiliano Giampietro
22.03.2021 11:00Primo piano
Image Sport
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Doveva essere la gara con cui mettere pressione all'Inter, invece la sconfitta contro il Benevento segna la fine del sogno scudetto e di fatto la certificazione del flop, considerando anche l'uscita prematura dalla Champions League. Un fallimento sotto ogni punto di vista. Confusione tattica, amnesie dei singoli, atteggiamento molle, mancanza di personalità. Un frullato di fattori sufficiente per dire che la Juve non c'è più. Almeno quella vincente degli ultimi 9 anni. Circoscrivere l'analisi alla sola gara contro gli uomini di Pippo Inzaghi sarebbe però un errore, gli stessi problemi si trascinano da inizio stagione. Il tecnico bresciano si era illuso di poter offrire un gioco offensivo, con cui comandare le gare e dominare gli avversari. Era convinto che la strada giusta fosse quella del cosiddetto calcio liquido, salvo poi virare su un atteggiamento conservativo per alcune partite, fino a schierare di nuovo formazioni a vocazione offensiva. E' andata bene a Cagliari grazie alla tripletta di Ronaldo, male difronte all'organizzazione del Benevento, squadra con la seconda peggiore difesa del campionato, con 52 gol incassati. Chiudere la sfida senza segnare è un'aggravante.

Insomma, dopo sette mesi la squadra vive in confusione totale, senza un'identità tattica e questa dovrebbe dargliela l'allenatore. Nel post Benevento il tecnico è stato duro con i suoi. “Posso fare fino ad un certo punto. Sono i giocatori che vanno in campo”. Parole dal sapore di auto assoluzione e per certi versi sorprendenti. Se la nave viaggia sulla rotta sbagliata, il capitano ha le sue colpe. Sotto certi aspetti è ancora più grave la mancanza di carattere da grande squadra, lo stesso che in passato spesso ha consentito alla Juve di portare a casa i trofei, quando non ci riusciva attraverso la tecnica. Il famoso dna bianconero è sparito, malgrado la presenza nella rosa di senatori protagonisti dell'ultimo ciclo vincente, peraltro ex compagni di squadra di Pirlo. Per molti indiziato principale di questa situazione. Del resto quando il presidente Agnelli lo ha scelto, era consapevole che si trattasse di una scommessa. Forse calcolata, o forse no.

Ma in ogni contesto lavorativo che si rispetti, quando le cose non vanno, le colpe vanno divise. Allora tornano in ballo i calciatori e chi li ha scelti. Siamo sicuri che siano tutti da Juve? Il centrocampo, per esempio, difficilmente sarebbe titolare nelle altre big del nostro campionato. Ognuno può sbagliare, ma l'errore di Arthur contro il Benevento è imperdonabile in Serie A. Bentancur ancora deve dirci cosa vuol fare da grande, Rabiot alterna buone gare a prestazioni da dimenticare. Fortunatamente è esploso McKennie, anche se nell'ultimo periodo un problema all'anca ne sta condizionando il rendimento. Rispetto all'attacco, Dybala è fermo dal 10 gennaio, perché la scorsa estate non è stato preso un vice di Morata? Risposta ricorrente e ancora inevasa. Bisogna capire chi può indossare la maglia bianconera e chi no.

Tornando a Pirlo, la conferma non è più scontata come qualche settimana fa, malgrado le dichiarazioni di Paratici nell'immediato post gara: “Siamo convinti di quello che stiamo facendo, continueremo su questa strada”. Parole forse di circostanza perché la Juve ha l'obbligo di centrare la zona Champions, per motivi sportivi, ma soprattutto di natura economica. La concorrenza è agguerrita: il Milan resiste al secondo posto, l'Atalanta avanza, non mollano Napoli, Roma e Lazio. Un'autentica bagarre. Dopo la pausa per la Nazionale c'è il derby e un altro passo falso potrebbe indurre la società a prendere decisioni immediate, seppur dolorose.

Nella serata più brutta, dopo quasi due anni torna a parlare Allegri, l'uomo dei 5 scudetti consecutivi e delle 2 finali di Champions League. Rispetto alla fine del rapporto con Madama, Max la definisce separazione naturale dopo un quinquennio “meraviglioso e irripetibile”. Sui social tifosi bianconeri scatenati, tra nostalgia e speranza invocano il ritorno del tecnico livornese. A domanda precisa su questa ipotesi, la replica di Allegri: “Ora è impossibile dirlo...poi c'è Pirlo che sta facendo bene”. Risposta diplomatica, ma il riferimento temporale stuzzica la fantasia.

per Tuttojuve.com

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