SUPERLEGA, GRAVINA: “FUORI CHI PARTECIPA AD ALTRI TORNEI. FINALE DI COPPA ITALIA? SPERO CI SIA IL PUBBLICO”
Quintiliano Giampietro
Nessuna punizione immediata per i cosiddetti club ribelli, ma d'ora in poi è vietato sbagliare. La Federcalcio estrae il cartellino giallo per Juve, Milan e Inter, varando la cosiddetta norma anti-Superlega. Il Consiglio vota l'inserimento di una legge che in futuro escluderà dai campionati nazionali le società che aderiranno a tornei non appartenenti a massimi organismi del calcio. In particolare viene modificato l'articolo 16 delle Norme organizzative interne federali. “Ai fini dell'iscrizione al campionato il club deve impegnarsi a non partecipare a competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute dalla Fifa, dalla Uefa e dalla stessa Figc”, le parole di Gravina. La norma riguarda anche gare e tornei amichevoli, per i quali servirà l'autorizzazione.
Il Presidente federale da qualche giorno è anche membro dell'Esecutivo Uefa e, rispetto alla linea dura intrapresa dal numero uno Ceferin sui cosiddetti club ribelli, precisa: “E' un aut aut lanciato in tempi non sospetti. Chi non esce dalla Superlega rischia pene severe come l'esclusione dalle coppe europee”. In particolare si riferisce a Juve, Real Madrid e Barcellona che secondo il patron dei Blancos Perez ancora sono dentro al progetto. Gravina inoltre ha confermato di aver chiesto alla sottosegretaria allo Sport Vezzali e al Ministro della Salute Speranza la deroga per avere il pubblico nella finale di Coppa Italia del 19 maggio tra Juve e Atalanta.
Il Consiglio ha inoltre deliberato di vietare le plurime partecipazioni di controllo da parte dello stesso soggetto in ambito professionistico, in sintesi non si può essere proprietari di un solo club. Nei prossimi giorni verrà redatta la prima bozza di riforma strutturale di riforma dei campionati e della loro sostenibilità, con la riduzione del numero delle squadre partecipanti. Resta in piedi la possibilità di introdurre i playoff, un vecchio cavallo di battaglia di Gravina, anche alla luce dei modifiche che stanno avvenendo in Premier League. Rinnovate alcune cariche federali, resterà invece la suo posto il procuratore Chinè, malgrado il suo ruolo di capo di gabinetto del Ministero dell'Economia.


