A MENTE FREDDA – La sentenza di Chiellini. Allegri sembra Pirlo. Sprint mercato obbligatorio
Quintiliano Giampietro
Uscire dallo Stadium tra i fischi è cosa rarissima. Negli ultimi dieci anni è accaduto raramente. Premesso che siamo solo all'inizio, per ritrovare una Juve priva di vittorie dopo due giornate bisogna risalire al campionato 2015/2016, quando chiuse addirittura senza punti. Anche allora in panchina c'era Allegri che poi conquistò il secondo dei cinque scudetti consecutivi. Altri tempi, altre storie, altri giocatori. Capitano Buffon, vice Chiellini, ora con la fascia al braccio, come in Nazionale. Durante la gara contro l'Empoli, proprio il campione d'Europa involontariamente fa scattare l'allarme rosso, a bordocampo in uno scambio d'opinioni con il tecnico. “Non è squadra”, il labiale di Giorgio. Frase impietosa, ma fotografia di quanto stava avvenendo, per il risultato, ma soprattutto per l'atteggiamento dei bianconeri.
Dopo aver subito il gol, la Juve diventa un mix di confusione tattica e fragilità mentale. Gli stessi ingredienti della passata stagione, salvata in extremis grazie al suicidio del Napoli. Dov'è finito il pragmatismo allegriano? Basta con giocatori adattati. In particolare in cabina di regia, dove Danilo non va oltre il compitino, troppo poco in un ruolo chiave. Tra esterno sinistro d'attacco e trequartista, McKennie sembra smarrirsi in un terreno non suo. Chiesa è l'unico pericoloso grazie ad azioni personali, ma non può fare la punta. E rinunciare dall'inizio al centravanti sembra un sacrilegio calcistico. In questo contesto di pirliana memoria, fatica anche Dybala, autore solo di qualche bella giocata, per lo più sterile. Morata non è al meglio ma dà una logica ad un attacco bizzarro, come Locatelli una piccola scossa al centrocampo. Non incidono invece gli ingressi di Kulusevski e Bernardeschi.
Nel post gara Allegri riconosce le difficoltà del momento, mostrando però la consueta calma. Questa volta sembra più apparente che reale. Pensare al collettivo in grado di sopperire alla partenza di Ronaldo è lecito, ma non sarà facile. Anzi. La missione è piena d'insidie ed inizia nel peggiore dei modi. “basta pensare a Cristiano”, il monito di Allegri. Sul sito ufficiale, il club prova ad esorcizzare l'addio con un post in cui scrive “Bianconneri”, sulla scia del “grazzie” con cui Cr7 si è congedato dall'universo juventino. Ma non c'è tempo per l'ironia, il gong del mercato è vicino, urgono rinforzi. Kean non basta. Serve una punta di spessore in grado di assicurare almeno venti reti. Poi un elemento davanti alla difesa che ragioni e costruisca gioco. Palla alla società.


