A MENTE FREDDA – Il pragmatismo di Allegri e il karma. Vlahovic testa e cuore nell'Inferno del Franchi
“Non è una gara come le altre”. “La partita della vita”. Per come era stata presentata dal club attraverso i social e con le parole del ds Pradé, la Juve non poteva vincerla in modo migliore: l'autogol di Venuti al 91mo ha stroncato i sogni e le convinzioni dell'universo viola. Forse una dose di karma è intervenuta nella notte toscana. Il pragmatismo di Allegri batte la bellezza di Italiano. Molti hanno sintetizzato così la sfida. In effetti il tecnico livornese è sceso in campo con un 3-5-2 a trazione posteriore, questa volta obbligato dalle nove assenze. Solo nella parte finale la squadra è salita di qualche metro e non è un caso il vantaggio. Come detto, si tratta di un'autorete, ma causata dal cross di Cuadrado (ancora una volta lui) dopo qualche minuto di pressione da parte di Madama. Con la Viola in debito d'ossigeno. Appuntamento allo Stadium tra oltre un mese, con la finale di Coppa Italia ipotecata dai bianconeri.
L'uomo più atteso naturalmente era Vlahovic e i timori erano tanti. Allegri lo ha inserito nell'undici titolare, malgrado qualcuno lo volesse in panchina per evitargli quello che poi è successo: uno stadio fortemente ostile (eufemismo) nei suo confronti. La società gigliata e il Sindaco di Firenze Nardella avevano raccomandato ironia ai tifosi, questi l'hanno tradotta con diecimila fischietti, cori e insulti di natura razzista nei confronti dell'ex. Il tutto corredato da una gigantesca coreografia dantesca, con i versi dell'Inferno relativi al tradimento. Reazione del diretto interessato? Nessun cedimento di natura emotiva. Dusan ha dimostrato grande forza mentale e carattere, malgrado la giovane età. Anche per questo è uno da Juve. La prova al di sotto delle aspettative è solo merito della marcatura efficace di Igor. DV7 è rimasto a secco, inusuale per chi è abituato a segnare. Allegri lo ha difeso: “E' andato meglio di quanto mi aspettassi, perché è un ventiduenne e ha cuore”. Lo abbiamo visto tutti quando, dopo il fischio finale, ha abbracciato e consolato Venuti, in lacrime per l'autorete. Il gol più bello della serata.


