A MENTE FREDDA - Allegri mea culpa e obbligo svolta. Bentornato Chiesa
L'Europa League arriva solo grazie alla differenza reti migliore rispetto al Maccabi Haifa, l'ottima prestazione contro il Psg non basta ad evitare la sconfitta. Quinta in sei gare del girone, a certificare il disastro in Champions. Lo stesso Allegri non gioisce e ammette di essere ancora arrabbiato per l'eliminazione prematura. Con l'Europa arrivederci a febbraio, ora è tempo di concentrarsi sul campionato. Bisogna risalire in classifica, magari entrare tra le prime quattro da qui alla pausa. Domenica c'è la partita per antonomasia. Contro l'Inter servono la determinazione e l'atteggiamento visti ieri allo Stadium. Alzare il baricentro e pressare, basta con l'atteggiamento remissivo che non porta a nulla. I singoli. Il tecnico livornese deve prendere scelte definitive rispetto ad alcuni nomi. Miretti ormai è da considerarsi un titolare e su Fagioli aveva sbagliato. Perché tenerlo in disparte per tanto tempo, soprattutto se in campo deve scendere l'anarchico McKennie? Soulé merita più spazio, come lo stesso Gatti, in crescita nelle ultime uscite.
Senza dubbio, la più bella notizia della serata è il ritorno di Chiesa, a sorpresa dopo le parole di Allegri alla vigilia. A distanza di dieci mesi dall'infortunio, l'ex viola gioca una ventina di minuti. Pochi, ma bastano per dimostrare la voglia, la carica e lo status di giocatore in grado di fare la differenza. Federico spinge, cerca la rete, chiede un rigore per un atterramento di Ramos in area, dà la palla a Locatelli per la rete, poi annullata per fuorigioco. Sui canali social, il numero sette bianconero palesa tutta la sua gioia, ringraziando i tifosi (ovazione al suo ingresso in campo ) e la stessa Juve. L'incubo è passato. Siamo di fronte ad un vero e proprio “acquisto” top. Medicina e stimolo per tutto il gruppo.


