Cambiare o migliorare? La Juventus è già al primo bivio stagionale
La sconfitta contro il Sassuolo ha lasciato tante perplessità. Si, è vero, è troppo presto per tirare le prime somme e trarre delle confusioni, ma è altrettanto vero che Spalletti ora di tempo per conoscere la Juve e farsi conoscere da tifosi e spogliatoio ne ha avuto eppure non solo la sua proposta di gioco non sembra migliorata per pare addirittura regredita. Eppure, proprio il tecnico di Certaldo, dopo l'ennesimo mercato rivoluzionario, ha ammesso che questa rosa è tecnicamente più forte della precedente. Allora cos'è che non funziona? Il primo pensiero va agli infortuni: questa Juve non ha mai potuto contare (e non potrà farlo ancora per tante partite) su Yildiz e Thuram e dovrà fare a meno per quasi tutta la stagione di Locatelli, ma va anche detto che tutti e tre sono stati protagonisti di una squadra arrivata sesta lo scorso anno quindi non proprio tre che sono riusciti a fare la differenza.
Il secondo pensiero va all'impatto dei nuovi arrivati: Lucumi bene, Kolo Muani un disastro totale, Waltemade lo si è visto troppo poco per poterlo giudicare ma non ci sono segnali incoraggianti; Alajbegović il migliore dei nuovi ma non al punto da riuscire ad incidere. E se si pensa che i gol che hanno prodotto due vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle prime quattro di campionato sono arrivati da Bremer (che poteva partire) Nico (che doveva trasferirsi all'Atletico Madrid), Koopmeiners (con il cartello "vendesi" da mesi), Gatti (altro partente mancato) e Zhegrova (fuori dalla lista dell'Europa League e che la dirigenza ha cercato di piazzare in Arabia) allora il quadro è preoccupante. Meglio i possibili partenti che i nuovi arrivati.
E Spalletti? Da lui ci sia aspettava molto di più. Parecchio di più. E invece questa squadra non sembra essere migliorata nella costruzione del gioco, non riesce ancora ad avere equilibrio tra fase offensiva e fase difensiva e, soprattutto, tutto questo non sembra destare preoccupazione in un allenatore che quasi quasi si dice soddisfatto di quanto visto fino ad ora. Si, è vero, intanto nelle prime tre tutto sommato sono arrivati i risultati, ma è altrettanto vero che con il Milan il pareggio è arrivato soltanto per un gol di Gatti messo in campo nel finale come gesto di disperazione e contro Frosinone e Parma non si è vista una squadra piena di idee e lucida. Tutte le strategie si riducono a palla a Conceicao (in assenza di Yildiz) e qualcosa verrà fuori. Non c'è una verticalizzazione interna, non ci sono tiri da fuori (a parte quelli di Nico contro il Parma) incisivi e non c'è qualità nemmeno nei calci d'angolo che con conceicao arrivano in serie. E allora cos'è migliorato rispetto alla passata stagione? In una parola: nulla.
Dunque il più classico dei dubbi amletici diventa: cambiare di nuovo? Magari contattando Antonio Conte per sfruttare la lunga sosta che avverrà dopo la partita contro l'Atalanta? O sperare che dopo questo inizio deludente, la pausa possa essere utilizzata da Spalletti per rimescolare idee e carte e trovare una soluzione interna che possa portare finalmente risultati convincenti? Due strade totalmente diverse, io sarei ancora per quella della permanenza dell'attuale tecnico con la speranza che possa avere anche un moto d'orgoglio e non farsi schiacciare dal fantasma di Conte. Se però tra Europa League e Atalanta non arrivassero quanto meno due vittorie, allora sono disposto ad alzare le mani anche io...


