Una scelta già rinnegata, così è finita l'era Tedesco a Bologna. Nemo propheta in patria
Esperienza breve, brevissima per Domenico Tedesco in Serie A, nella sua Italia. Quattro partite, tanta sfortuna e un amaro epilogo, addirittura prima della pausa delle nazionali. Manca ancora il comunicato ufficiale per il suo esonero, ma Raffaele Palladino sta già lavorando alla risoluzione di contratto con l'Atalanta per prendere il posto del tecnico di Rossano Calabro.
Il calendario non ha aiutato Tedesco
Non ha avuto tempo, Tedesco. E nemmeno un calendario agevole: Lazio, Atalanta, Sassuolo e Napoli le avversarie sfidate, tre sconfitte per 1-0 e un pari 2-2 acciuffato nei minuti di recupero. Ma non tutto è stato da buttare, a Bergamo ad esempio persino il pareggio sarebbe stato stretto al Bologna, punito al 94' da un'incertezza di Skorupski su tiro di Samardzic. Ci si aspettava qualcosa di più nel derby emiliano contro il Sassuolo, di fatto non vincerlo è costato carissimo a Tedesco. A Napoli la squadra ha effettivamente fatto troppo poco, ma la differenza di valori in campo era netta. "Non abbiamo trovato l'equilibrio giusto tra qualità e intensità. Dobbiamo riuscire in qualche maniera a trovare il mix giusto. Manca poco a vincere delle partite, ma manca qualcosa ed è palese" aveva dichiarato il suo vice Andrea Tarozzi dopo il ko al "Maradona".
La questione tattica
Nella sua carriera di allenatore, Domenico Tedesco pur avendo schierato anche la difesa a 4, come al Fenerbahçe, ha prediletto quella a 3. Con questo Bologna non era possibile, come si evince dalle sue dichiarazioni alla vigilia della sfida contro il Sassuolo: "Giocare a 3? No. Questa squadra è costruita per giocare a 4. I giocatori si sentono confidenti nel giocare così e proseguiremo, poi valuteremo di gara in gara se giocare con il doppio mediano o con il rombo".
La questione Bernardeschi
Un campanello d'allarme già era arrivato nel precampionato dove sono arrivate pesanti sconfitte contro Arminia Bielefeld e Pisa. Ci sta in una fase della stagione in cui c'è da assemblare una squadra. Qualche perplessità è arrivata sulla gestione Bernardeschi. Il 23 agosto alla vigilia della sfida contro la Lazio, Tedesco dichiara su come lo vede da mezzala: "È sveglio, è bravo tra le linee e negli spazi stretti, ha il cambio di gioco, ha visione, sa accentrarsi per fare male. Lo ha fatto anche a Firenze e Torino e non è una situazione nuova". In campo però con i biancocelesti ci va Odgaard ed ecco la motivazione: "A Brighton mi ha detto che preferisce giocare sull'esterno. Per me ha tutte le qualità per giocare da mezzala, ma il giocatore deve sentirsi a suo agio e non devo forzare le scelte".
Ha ancora un turno di squalifica da scontare
Si poteva pensare che un curriculum come quello di Tedesco potesse essere sufficiente a meritarsi qualche settimana di pazienza: del resto è l'ultimo ad aver portato lo Schalke in Champions (dopo di lui, la banter era) e il primo a vincere un trofeo col Lipsia. Al Fenerbahçe arrivò l'esonero dopo un derby peso malamente, ma arrivò a stabilire una serie positiva da record per la squadra. La Serie A non aspetta e per lui non ci sarà l'ultima spiaggia col Torino. Dove peraltro non sarebbe potuto nemmeno andare in panchina, avendo da scontare la seconda giornata di squalifica. La dirigenza del Bologna ha deciso di non difendere più la scelta fatta in estate.






